Grande entusiasmo per la nuova scuola di pallavolo

Una nuova realtà sportiva si affaccia a Tuili: lo scorso ottobre è nata la scuola di pallavolo su iniziativa dell’A.S.D. Tuili che prende ispirazione dalla oramai affermata Scuola Calcio Tuili. Dopo pochi mesi di attività la squadra conta già quindici atlete iscritte con la presenza di due bambini. Lo staff tecnico è gestito dall’esperto Giannetto Montisci (coadiuvato dalle due collaboratrici Federica Podda e Cristina Mura) allenatore con un passato ricco di successi fra gli adulti, ma con grossa esperienza anche con gli atleti più piccoli. L’ideatore e dirigente responsabile della squadra è Valentino Pitzalis che, dopo questi primi mesi di attività, può già dire di aver vinto la sua prima scommessa che è quella di aver costituito una squadra con dei buoni numeri di partecipanti: per ora infatti vi sono due categorie di atlete (dai 6 agli 8 anni e dai 9 ai 12 anni), ma si sta programmando per il futuro anche una categoria under 14. Rimane ora da completare l’opera, un percorso che presumibilmente richiederà tempo e passione: amalgamare ulteriormente un gruppo che ha come obiettivo principale quello di far crescere e maturare gli atleti più piccoli. «Siamo molto soddisfatti - sottolinea Pitzalis - per questi primi mesi di attività con gli allenamenti che si svolgono, assiduamente, presso la palestra comunale di Tuili nelle giornate di mercoledì e sabato. Il nostro obiettivo è ovviamente crescere come società; per farlo abbiamo deciso di puntare su un allenatore che può vantare una buona esperienza nel mondo del volley. È nostra premura, infatti, che chiunque decida di iscriversi nella nostra società possa trovare, oltre che un ambiente sicuro dove potersi allenare, anche uno staff tecnico di prim’ordine: sull’esperienza della scuola calcio abbiamo mantenuto le iscrizioni con quote molto basse e accessibili a tutti. Con questi ingredienti vogliamo stimolare la passione per questo bellissimo sport e insegnare i primi rudimenti del gioco nel segno del fair play e del rispetto dell’avversario. Vorremmo quindi aiutare i giovani e soprattutto le ragazze e le bambine ad avvicinarsi sempre di più al mondo della pallavolo facendo in modo che lo sport diventi occasione di incontro, di confronto, di dialogo e di amicizia fra i ragazzi e le ragazze della stessa età nel segno del rispetto di sé e degli altri». Simone Muscas ...

Campeggio Gutturu ’e Flumini: fine dell’odissea?

Dopo un lungo, lunghissimo iter burocratico-penale-amministrativo che ha tenuto col fiato sospeso i legittimi propritari privati dell’utilizzo e della disponibilità dei loro beni per diversi anni, sembra finalmente essere giunta al termine la lunga interminabile odissea del campeggio di Gutturu ’e Flumini. Con la presa d’atto deliberata recentemente in Consiglio Comunale delle 3 ordinanze del giudice penale che ha revocato la confisca a favore dei 35 proprietari che in “buona fede” avevano acquistato una quota della proprietà indivisa del campeggio e l’uso esclusivo di una piazzola all’interno dello stesso, pare così chiudersi definitivamente nel migliore dei modi una storia per certi versi assurda. Storia iniziata ben 17 anni fa (era il 1999) quando la Procura della Repubblica dopo aver messo sotto inchiesta l’allora proprietario Marino Cantarella e accertato che concedere l’uso esclusivo delle piazzole costituiva reato penale di lottizzazione abusiva emetteva per lo stesso condanna. Reato che però al termine dei tre gradi di giudizio risultò già prescritto. Subentrò allora per quei 52.000 metri quadrati di cui 30.000 adibiti a campeggio la sanzione accessoria: ovvero nel 2003 la confisca dell’area e successivamente il suo trasferimento alla propietà del comune. Una brutta eredità per il comune di Arbus che si trovò nel 2007 proprietario di un’area con contenziosi nascenti e la neccessità di custodia. Il resto è storia dei giorni nostri con tre ordinanze, la prima nel 2011, le ultime notificate al comune nel 2015 che hanno accertato la buona fede dei 35 acquirenti e disposto la revoca della confisca. Dopo quasi vent’anni di battaglie legali si arriva dunque a una soluzione che non accontenta però del tutto i proprietari che mal digeriscono la restituzione di una parte di indiviso e non la piazzola originariamente loro assegnata in molti casi oggetto anche di costosi interventi migliorativi. Chiuso un capitolo, per certi versi amaro, adesso se ne apre un altro con prospettive però decisamente migliori. A parlarne è Gianni Lussu, assessore ai Lavori Pubblici del comune di Arbus che pur nella consapevolezza che l’iter burocratico per il ripristino della completa “legalità” in quell’area non è ancora terminato, non nasconde la sua soddisfazione: “Adesso, dopo la sentenza del giudice, c’è un grosso lavoro da fare. Vogliamo coinvolgere e concordare con tutti i proprietari il futuro del campeggio, perché ricordiamoci che con le 3 ordinanze la proprietà dell’area è suddivisa in quote pro indiviso, circa l’80% è del comune, il resto suddiviso tra gli altri 35 proprietari” . Assessore, proviamo a sbrogliare la matassa. Cosa può succedere ora davanti alle richieste per certi versi legittime dei proprietari che rivendicano il ripristino per ognuna delle vecchie piazzole? “Non abbiamo nessuna possibilità di modificare il contenuto di una sentenza restituendo la singola piazzola ad ogni propr ...

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