Murale di Pina Monne in via Roma

San Gavino Monreale diventa sempre più paese di artisti e di murales che abbelliscono il cuore del paese. Un altro capolavoro artistico è stato realizzato in via Roma, a due passi dalla centrale piazza Marconi, nella casa della famiglia Melas. Questa volta a guidare gli artisti sangavinesi ci ha pensato Pina Monne, autrice affermata e riconosciuta di murales, che ha iniziato il suo percorso nella ceramica artistica a Siniscola, lavorando come decoratrice da un artigiano locale. «Il nostro sogno di abbellire San Gavino con i murales - rimarca Ivan Licari, vicepresidente dell’associazione culturale “Skizzo” - continua e permette di migliorare anche il decorso urbano. Abbiamo già avuto diversi ospiti di respiro internazionale ed ora abbiamo ospitato a San Gavino il giovane artista di Villasor Daniele Pillitu. Tantissimi turisti ora arrivano a San Gavino per visitare i murales che ora sono più di 40. Abbiamo iniziato con realizzare il primo murale per ricordare Simone Farci “Skizzo”, scomparso alcuni anni fa a causa di un male incurabile. Siamo tutti volontari: chiunque vuole contribuire alla nostra causa ci può aiutare”. Così San Gavino non è più solo il paese della fonderia e dello zafferano con un entusiasmo sempre più contagioso.  Uno dei leader di questo bel gruppo è Riccardo Pinna, presidente dell’associazione “Skizzo”: «Ormai il contagio per abbellire San Gavino è virale. Si vive meglio in un paese più decoroso: la qualità della vita non può che aumentare». Felicissima per l’accoglienza l’artista Pina Monne: «Il muralismo non è solo stendere colore sui muri o abbellire strade e piazze, ma è ben altro soprattutto se trovi anime sensibili ed energiche come quelle dei ragazzi di “Skizzo”, sempre vicini l'un l'altro pronti a sostenerti in ogni difficoltà capaci di farti sognare e di realizzare qualsiasi sogno. Sono i ragazzi sangavinesi che mi hanno trascinato in questa bellissima esperienza e che non mi hanno lasciata sola in nessun momento». Gian Luigi Pittau ...

Un paese che diventa social

Nel 2013 nasce la pagina Facebook di “Sanluri come eravamo”, una raccolta di fotografie e aneddoti riguardo la vita della comunità sarda in tempi antichi, focalizzata però sulla storia del paese di Sanluri. L’idea nasce da Valeriano Margini con la collaborazione di Davide Abis, appassionati di tradizioni e storia locale. «Una piattaforma virtuale come quella di Facebook ci permette di condividere la storia del nostro paese con un più ampio bacino di persone comprendendo dunque anche i giovani che hanno modo di avvicinarsi così alla storia delle proprie radici in modo moderno e tecnologico, mondo oggi a loro molto vicino» queste le parole di Davide Abis, appassionato di fotografia e ricerca storica «L’intento della pagina è soprattutto quello di stimolare le persone ad una riflessione sulla realtà attraverso un confronto fra passato e presente». La risposta da parte degli utenti del social network è sicuramente molto forte e attiva, si pensi a una fotografia ritraente una ciottola di uovo sbattuto con lo zucchero, il cosiddetto zabaione, antica ricetta conosciuta sotto il nome originale sardo di “S’arravigliou”, che conta di ben 22.000 “mi piace”, 27.602 condivisioni e 3.330 commenti, un record se si fa la proporzione con i soli abitanti di Sanluri i quali si aggirano attorno ai 9.000 cittadini. Gli utenti Facebook inoltre giocano un ruolo attivo nella pagina, la quale viene aggiornata costantemente e quotidianamente, in quanto tutti possono collaborare inviando antiche fotografie e vecchi ritrovamenti, contribuendo così alla condivisione delle proprie memorie con altre persone, non necessariamente di origine isolana; seppur gran parte delle foto che compongono tale archivio virtuale proviene dall’archivio personale del collaboratore Davide Abis, vicino alla fotografia oltre che per passione anche per motivi lavorativi. “Sanluri come eravamo” diventa recentemente anche un brand con il commercio del Calendario 2018 interamente in lingua sarda e ricco di immagini.   Dai costumi tradizionali alle antiche ricette, da attimi di vita quotidiana all’urbanistica, passando per le feste del paese e il lavoro in campagna, questo spazio virtuale rappresenta una vera e propria finestra sul passato accessibile a tutti, un modo per pensare al presente non dimenticando il passato. Fabiola Corona ...

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