È in libreria il libro di Marino Melis “De Fulanu a Zutanu”

Marino Melis, classe ’58, dopo anni di ricerche, ha scritto un libro (De Fulanu a Zutanu) sui soprannomi delle famiglie guspinesi, le loro origini e i significati, che si perdono, troppo spesso, nel tempo e nei rivoli di mille storie. Nel suo libro hai contato oltre 1000 soprannomi differenti, davvero tanti per un paese come Guspini. Cominciamo da lei: la sua famiglia ha un soprannome? E se ce l’ha quali storie tramanda? «Per la precisione sono oltre 1150, ma sicuramente ancora molti se ne scopriranno dopo l’uscita del libro. La mia famiglia Melis non ha un soprannome perché arrivata relativamente di recente a Guspini (nel 1780 proveniente da Arbus), mia nonna paterna era invece una Lixa/Carabella, mentre i miei nonni materni erano Vaccargiu/Liburu in manus e Usai/Fetas . Attorno a questi soprannomi si raccontavano in famiglia diverse storielle che ho riportato nel libro». Come è risalito ai “capostipiti”, i primi a portare con onore soprannomi storici che tuttora vengono usati nel paese? «Ho fatto una minuziosa ricerca su tutti i documenti storici della comunità guspinese che purtroppo presentano una serie cronologica solo a partire dal 1591, ma è molto probabile che i capostipiti veri e propri siano vissuti anche qualche secolo prima». Quanti anni di lavoro ha impiegato? «La ricerca vera e propria è cominciata tre anni fa, ma certamente ho attinto dalle reminescenze infantili, quando il soprannome era ampiamente utilizzato per indicare le persone e le famiglie». Oggi possono ancora spuntare soprannomi che designano intere famiglie? «Ad oggi sopravvivono circa 200 soprannomi storici di famiglia, che però vengono usati sempre meno, soprattutto dalle giovani generazioni. Per quanto riguarda i neologismi di recente invenzione penso che difficilmente attecchiranno come soprannomi di famiglia, perché è cambiato il modo di soprannominare. Sembra che la funzione attuale del soprannome non sia più quella di individuare con precisione un individuo, quanto quello di suscitare il riso o la presa in giro». Ha mai inventato qualche soprannome? Quale caratteristica deve avere un buon soprannome affinché venga tramandato nei secoli? «Si, confesso che ne ho inventati parecchi (e qualcuno mi è stato appioppato), ricordo in particolare negli anni ’70 soprannominai diversi compagni del Liceo di S. Gavino, come un caro amico di Villacidro che chiamai Gufo triste perché somigliava al compagno indiano dell’eroe dei fumetti Comandante Mark. Ancora oggi dopo oltre 40 anni ci chiamiamo con i soprannomi nati in quell’epoca. Un buon soprannome deve avere le caratteristiche di essere calzante per la persona, che permetta un rapido e sicuro accostamento, e con un leggero filo di ironia senza sconfinare nel ridicolo e nel volgare. Quanto alla propagazione nel tempo come ho detto prima mi sembra molto improbabile». Presenterà il libro a Guspini? «Intanto il libro è in distribuzione in tutte le edicole di Guspini, quanto al ...

Continuano le proiezioni del film "Il Diritto di contare" e i dibattiti sul rapporto tra donne e lavoro

Un film e tre dibattiti per  approfondire il rapporto tra donne e lavoro  e denunciare ancora una volta le differenze di trattamento economico tra uomini e donne chiamati a svolgere lo stesso impegno lavorativo. L'iniziativa è inserita nella rassegna Viva le Libertà. Dopo la proiezione di ieri e oggi, domani spazio ancora al film "Il diritto di contare",  che racconta la vera storia di tre scienziate afroamericane che riuscirono a superare la doppia barriera (razziale e di genere) e imporsi alla Nasa negli anni sessanta, segue il dibattito. I tre appuntamenti sono organizzati dall’Ufficio della Consigliera di Parità della Città Metropolitana di Cagliari, insieme all’Ordine degli Avvocati di Cagliari, Ordine dei Medici, Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Cagliari, Ordine degli Psicologi della Sardegna, Ordine dei Giornalisti della Sardegna, Cug dell’Università degli Studi di Cagliari, e 
in collaborazione con l’associazione Se Non Ora Quando ed Eureka Rete degli Studenti medi di Cagliari. L’appuntamento di oggi è alle 11 nell'aula magna del Liceo Pacinotti. Al film segue un dibattito, moderato dalla giornalista Carmina Conte. Partecipano la preside Valentina Savona insieme a Monica Toraldo di Francia, Diletta Mureddu e Angela Quaquero.  Venerdì 16 novembre l’iniziativa si sposta nell'aula magna della facoltà di Ingegneria. Dopo la proiezione che avrà inizio alle 16, interverranno al dibattito Aide Esu  dell’Università di Cagliari, 
Bruna Biondo (presidente dell’associazione Se Non Ora Quando e componente del Comitato Unico di Garanzia dell’Università di Cagliari), la presidente della Commissione Pari Opportunità del Comune di Cagliari Rosanna Mura , e Tiziana Curreli dell’Ordine degli Psicologi della Sardegna.
Conduce l’incontro la giornalista Claudia Sarritzu. Riproduzione riservata ...

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