Arriva dal cielo la lotta ai defogliatori delle sughere

Ammonta a quasi due milioni di euro il programma di interventi per il 2019 destinati alla difesa fitosanitaria delle sugherete varato oggi dalla Giunta regionale. A tanto ammonta la lotta ai defogliatori della sughera, la Lymantria dispar e la Malacosoma neustria, e tutto questo avverrà attraverso trattamenti aerei con prodotto biologici. Il programma di difesa fitosanitaria ha l'obiettivo di trattare circa 30 mila ettari proseguendo il monitoraggio su tutto territorio regionale. Ad attuare l’intervento sarà l'agenzia Agris Sardegna tramite il Servizio ricerca per la sughericoltura e silvicoltura. La campagna di contrasto ai defogliatori della sughera condotta nel maggio 2018 ha interessato una superficie di 29 mila ettari nei seguenti territori: Berchidda-Monti (4.400 ettari); altopiano di Abbasanta (2mila ettari); Area Goceano (4 mila ettari); Alà dei Sardi (5.400 ettari); Nuoro-Orune (4.400 ettari); area Foresta Fiorentini (4.400 ettari); Buddusò-Bitti (4.400 ettari). Le osservazioni effettuate sulla mortalità larvale hanno dato valori medi variabili da un minimo del 82 per cento nell’area di Berchidda Monti a un massimo dell’97,9 per cento nelle stazioni di Buddusò Bitti riscontrando un risultato altamente soddisfacente. ...

Complesso strumentale a fiati “Amilcare Ponchielli”: la musica come strumento di prevenzione alla violenza

Il complesso strumentale a fiati “Amilcare Ponchielli” di Sanluri è stato protagonista di due importanti iniziative: un seminario formativo “Emozioni tra Musica, Arte e Movimento” e, al termine, di una Conferenza dal titolo “Con-tatto - L’ascolto e la connessione emotiva per la prevenzione delle violenze a scuola e in famiglia”. Argomento comune ai due eventi è stato il connubio musica ed emozioni. Il seminario, al quale hanno partecipato i docenti, educatori e altre figure che operano nel contesto socioeducativo e sanitario del territorio, è stato tenuto da Nicola Pangia, educatore, formatore, Responsabile del CDM centro didattico musicale di Roma. Il corso ha proposto ai partecipanti un approccio metodologico secondo i principi dell’Orff-Schulwerk, che favorisce un apprendimento globale, inter e multidisciplinare per bambini (3-11 anni) attraverso l’integrazione di musica-danza-parola. «Un approccio così strutturato -  spiega il formatore - focalizza l’attenzione all’espressione e alla persona, ne facilita lo sviluppo e crea un clima di fiducia. Il “fare musica” insieme diventa così incontro con l’altro, condivisione, strumento di promozione della qualità della relazione nel gruppo. Il movimento come fondamento dell’apprendimento musicale e la costante associazione tra corpo, voce e suono avvantaggiano la creatività, attraverso processi che vanno dal gioco alla libera esplorazione, all’improvvisazione strutturata e alla composizione. L’Orff-Schulwerk va inteso come educazione “elementale” (purché non s’intenda con elementare una metodologia semplice o banale), elaborata sugli elementi specifici della musica: ritmo, armonia, movimento, etc. Si può dunque educare l’allievo, stimolandolo a tirar fuori il meglio di se sviluppando l’Empatia». [caption id="attachment_26646" align="alignleft" width="500"] Seminario di Nicola Pangia[/caption] Questi argomenti sono stati approfonditi al termine del corso, nella conferenza pubblica “Con-Tatto” in cui, tutti i relatori hanno approfondito il rapporto Musica-Relazione, come strumento di prevenzione e contrasto al bullismo e di sensibilizzazione alla violenza di vario genere. Per un buon educatore insegnare” non dovrebbe significare “inculcare” nozioni, ma stimolare l’apprendimento e la capacità del singolo a imparare secondo i propri tempi e competenze, educando all’ascolto e all’interazione nel gruppo. Accanto alla competenza della propria specialità, entrano in gioco altre discipline: la psicologia, la metodologia didattica, l’apprendimento per imitazione, il cooperative learning, ma soprattutto la fantasia, l’immaginazione e la creatività. Michela Floris, ricercatrice e docente alla facoltà di Economia dell’Università di Cagliari, ha sottolineato che occorrono diverse variabili per riuscire in un determinato progetto. Queste variabili sono conosciute come Soft Skills e rappresentano le competenze trasversali che si ac ...

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