Domani commemorazione dei Caduti in Guerra

  Venerdì 2 novembre alle 10,30, nel Sacrario Militare del cimitero di San Michele a Cagliari, avrà luogo la cerimonia di commemorazione dei caduti di tutte le guerre. La cerimonia militare commemorativa, organizzata dal Comando Militare Esercito Sardegna, si svolgerà alla presenza del Comandante del Comando Militare Esercito Sardegna, Generale di Divisione Giovanni Domenico Pintus, delle autorità civili, ecclesiastiche, consolari e militari della Sardegna nonché delle Associazioni Combattentistiche e d'Arma. Alla solenne funzione religiosa officiata dall’Arcivescovo di Cagliari,. Monsignor Arrigo Miglio, una Compagnia Interforze renderà gli Onori in armi sulle note dell’Inno del Piave che verrà eseguito dalla Banda Musicale della Brigata “Sassari”. Al termine della celebrazione in suffragio dei caduti che riposano presso il Sacrario Militare, le commemorazioni proseguiranno nei vicini Campi Inglese e Tedesco, con la deposizione di due corone sui rispettivi “cippi”, in onore dei caduti. ...

Salvatore Manno e la sua “Villacidro”

Salvatore Antonio Aleardo Manno nasce il 4 novembre del 1861, nell’anno clou del Risorgimento, proprio perché l’Italia si compie quell’anno: Milleottocentosessantuno. Si conclude l’època sabauda e s’inizia il Regno d’Italia. Il 18 febbraio del 1861 “l’Italia s’è desta”: si apre a Torino il Primo Parlamento Italiano inaugurato da Vittorio Emanuele “re soldato”, come amava definirsi. Camillo Benso conte di Cavour (non era ancora il Cavour Camillo conte di Benso, compagno della D’Arborea Eleonora, com’è nelle targhe delle vie villacidresi di questi últimi ventidue anni di Premidessí) presentò il suo Regni articulus al Senato, quando ne era presidente il siciliano Ruggiero Sèttimo e presidente della Càmera era Umberto Rattazzi. Cosí era scritto: “Il Re Vittorio Emanuele II prende per sé e per i suoi successori il títolo di Re d’Italia”. La scelta di farsi chiamare Vittorio Emanuele “Secondo” (e non Primo) era stata dello stesso “re”, per rispetto di tutti i suoi predecessori che, negli ideali del Risorgimento e nell’attuazione del “Regno d’ Italia” eran tutti veramente “primi”, rispetto a lui che ne era, solo per ragioni di tempo e di eventi e grazie al loro aver agito sempre per l’Italia unita, ma in realtà, il vero primo re. L’approvazione si ebbe il 14 marzo del medésimo anno, all’unanimità.    Salvatore Manno era figlio di Francesco, commerciante di Bosa, e di María Atonia Caterina Cogotti. Quest’última era cugina di “Luisu” Cogotti, su meri bonu, síndaco per molti anni di Villacidro (dal 1884 al 1889 e dal 1892 al 1894) e padre del poeta-avvocato Ignazio. La  moglie di Francesco (la madre di Salvatore) era infatti figlia di uno zio di Luisu (Efisio Luigi Giovanni Aloysius), Giovanni Battista Antonio Cogotti, esattamente figlia di un fratello del padre di Luisu su meri bonu (anche lui chiamato “Luigi”),  e di Giuseppina Orrú. Le parentele tra le persone “in”, come si dice oggi, di Villacidro, èrano intrecciate. Cerchiamo di vederci chiaro. Salvatore Manno era anche fratello di María Angela, prima moglie di Peppino Pinna , anch’egli síndaco di Villacidro, súbito dopo “Luisu” Cogotti, dal 1895 al 1900. Giuseppe Pinna era nonno materno di Giuseppe Dessí (sua figlia, María Cristina, nata dal matrimonio con María Angela Manno, si era sposata con il colonnello Francesco Dessí). Giuseppe Pinna e anche zio del romanziere, poiché si era sposato, in seconde nozze, con Elisa, sorella del padre dello scrittore Francesco Dessí). Salvatore Manno era dunque cognato di Peppino Pinna. Salvatore, inoltre, era fratello di María Giuseppina (anche lei figlia di Francesco Manno e María Atonia Caterina Cogotti), prima moglie di Antonio Luigi Cadoni, conciliatore del re, padre di Gigino-Bernardu de Linas (poeta e grande favolista della Sardegna in versi campidanesi degl’inízi del XX sècolo), e marito, a sua volta, di una sorella di lui, Rosa Cadoni, ...

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