“S’accumpangiamentu”: successo di pubblico per la compagnia teatrale dell’oratorio don Milani
Nel salone parrocchiale, si è tenuto uno spettacolo teatrale, scritto e recitato dalla compagnia locale che collabora con l’oratorio don Milani. In una sala gremita, il pubblico si è divertito ad assistere a una farsa in lingua sarda che ha rievocato scene di vita quotidiana di qualche decennio fa che, per certi versi, sono ancora attualissime. La storia ruota attorno alla figura del protagonista, tziu Boriccu che, poco avvezzo al lavoro, finisce, dopo aver ricevuto una multa salata, di avere gravi conseguenze per un incidente stradale che lo ha visto, per sua volontà, lanciarsi sotto un a un camion in corsa e uscirne illeso. Tziu Boriccu, nel proseguo della commedia, si è finto pazzo per i postumi dell’incidente al fine di poter ambire a ricevere una pensione d’invalidità. La storia, a tratti molto esilarante e ricca di contraddizioni della nostra società, si intreccia fra la convivenza del protagonista con sua moglie, il rapporto conflittuale fra lo stesso tziu Boriccu e sua suocera, il medico perito che avrebbe dovuto certificare la pensione, alcune vicine di casa, il sindaco corrotto del paese, il vigile urbano e, infine, la moglie del camionista ingiustamente accusato di aver provocato l’incidente e per questo licenziato dal suo datore di lavoro. Un pubblico divertito ha applaudito calorosamente allo spettacolo. A fine serata, ha commentato a nome della compagnia la scrittrice della trama, Rossella Vacca, c’è stata fra i componenti del gruppo tanta soddisfazione per quanto fatto. «Siamo onorati e felici dell’apprezzamento ricevuto. Il nostro gruppo, nato appena sei anni fa con la rifondazione dell’oratorio don Milani grazie a don Francesco Murgia che ringrazio a nome di tutti, è alla sua quarta commedia. Dal 2012 a oggi abbiamo ne abbiamo portato in scena altre tre: “Immoi e basta”, “Sa coia” e “Sa Usl”; quest’ultima, con la quale abbiamo debuttato sul palco, è stata scritta da Nino Saba e non da me. Siamo un gruppo autodidatta e ci dilettiamo a recitare per pura passione». Visto il talento mostrato dalla compagnia e le risate contagiose fra i presenti, in tanti hanno chiesto ai componenti del gruppo di provare a esibirsi più spesso. «I complimenti ci fanno piacere - conclude Rossella Vacca - in passato ci siamo proposti in pubblico in contesti benefici e solidali. Se dovessimo averne la possibilità, ci farebbe piacere esibirci nel paese e non solo. La cosa più importante, tuttavia, è quella di continuare a ritagliarci bei momenti di allegria e riuscire a strappare quante più risate a chi ci segue: divertici sapendo di far divertire è per noi motivo di orgoglio che ci dà voglia a proseguire in questa bella attività di svago». Simone Muscas ...
Leggi di piùSui fondi trattenuti alla Regione, la Corte Costituzionale dà ragione alla Sardegna
La Corte Costituzionale dà ragione alla Sardegna sul ricorso contro la legge nazionale di Bilancio approvata nel 2017 dal governo di Paolo Gentiloni. La Giunta di Francesco Pigliaru si era infatti opposta davanti alla Consulta nel febbraio 2018 e ora le viene riconosciuta piena ragione dopo un lungo braccio di ferro col Governo centrale per contestare l’eccessivo peso degli accantonamenti cioè le somme che Roma trattiene a copertura del debito pubblico. Nelle scorse settimane Pigliaru assieme all’assessore Raffaele Paci con l’approvazione della legge sul Bilancio avevano scritto al Governo guidato da Giuseppe Conte annunciando di non pagare le "somme considerate inique". Quel ricorso ha ora visto i giudici definire l’articolo 1 del bilancio di previsione “nella parte in cui non prevede, nel triennio 2018-2020, adeguate risorse per consentire alla Regione autonoma Sardegna una fisiologica programmazione nelle more del compimento, secondo i canoni costituzionali, della trattativa finalizzata alla stipula dell’accordo di finanza pubblica”. Insomma, nella sentenza pubblicata oggi, i giudici ricordano come “a partire dal 2012 (primo anno di applicazione degli accantonamenti nella finanza pubblica) erano state sottratte alla disponibilità della Regione entrate proprie stabilite dalle norme statutarie e, quindi, a partire dal 2018 la Regione autonoma Sardegna chiedeva di rientrare in possesso di tali quote in modo da superare il regime degli accantonamenti nel quadro di un nuovo accordo di finanza pubblica tenendo conto della capacità fiscale e contributiva dei diversi territori italiani”. Proprio secondo la Regione vi era disparità di trattamento rispetto alle altre Regioni a Statuto speciale e nella sentenza di oggi vengono indicati i fondi ricevuti dallo Stato in questi anni. “Le somme effettivamente liquidate alla Regione, al netto dei contributi di finanza pubblica, sarebbero passate da 4,906 miliardi di euro nell’anno 2006 a 5,836 miliardi di euro nell’anno 2010 e sono pari a 6,707 miliardi di euro nell’anno 2016, e che i più recenti dati del Pil regionale pubblicati a dicembre 2017 dall’Istat e le variazioni annuali registrate dal 2008 al 2016 mostrerebbero un arretramento della ricchezza prodotta in Sardegna (meno 9,4 per cento) più accentuato rispetto al centro-nord (meno 4,8 per cento) e al Mezzogiorno nel suo complesso (meno 9,0 per cento)”. Secondo la Consulta, “si tratta di una novità giurisprudenziale coerente con quanto la Corte aveva affermato precedentemente circa la necessità che lo Stato ponga in essere una leale collaborazione con le autonomie territoriali nella gestione delle politiche di bilancio”. ...
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