In corso le ricerche dell'anziano scomparso a Gonnoscodina
Ancora nessuna traccia di Edmondo Atzori, 84 anni il pensionato ospite della casa di riposo “Il giardino verde”di Gonnoscodina. Le ricerche dell’uomo, che si è allontanato dalla struttura il 28 dicembre, sono ancora in corso grazie al piano predisposto dalla Prefettura: sono impegnati i vigili del fuoco di Ales e del comando provinciale di Oristano, con l'ausilio di un elicottero, di due droni e di unità cinofile, coadiuvati dai carabinieri della compagnia di Mogoro, daivolontari del Soccorso Alpino e tanti altri volontari di Gonnoscodina e dei comuni vicini. Sui social è diventata virale intanto la richiesta di aiuto dei conoscenti che invitano chi dovesse incontrarlo a contattare immediatamente i carabinieri. (step) ...
Leggi di piùAlbino Ariu: sessant’anni di attività nel mondo dei motori
Il paese di Guspini da sempre si è fatto apprezzare per la bravura dei suoi artigiani in tutta l'isola. Raccontano gli anziani che in passato, nell'abitato del centro minerario, abbondassero le botteghe artigiane. Eccellenti fabbri, birrociai, maniscalchi, ciabattini, scalpellini e tanto altro ancora. La storia di Albino Ariu, artigiano prima e commerciante dopo, nasce e si sviluppa in perfetta sintonia con quanto affermato all'inizio del nostro racconto. Nel 1925, a tre dipendenti delle miniera di Montevecchio, esperti meccanici, venne richiesto di trasferirsi con le rispettive famiglie a Villagrande Strisaili per montare gli impianti elettrici e meccanici della cabina elettrica del bacino del Flumendosa. Giuseppe Ariu, padre di Albino, con la moglie Peppina Usai, Piero Ariu, fratello di Giuseppe e Cesare Arena, cognato di Giuseppe avendo sposato Doloretta Usai, sorella di Peppina, con i loro bagagli partirono per il paese degli ultracentenari. I tre, esperti meccanici, non tardarono a far emergere le loro doti umane e professionali. Si racconta che ancora oggi i tre guspinesi vengano ricordati per la loro bravura e disponibilità. Durante questa permanenza a Villagrande, il primo marzo del 1928 nacque Albino. Una famiglia di comunisti convinti e tenaci tanto che Peppina Usai nel 1946, alle prime elezioni amministrative del dopoguerra, risultò la più votata diventando la prima donna ad essere eletta nel consiglio comunale di Guspini guidato dal sindaco Eugenio Saba. Nel 1937, terminati i lavori, la compagnia rientra a Guspini e il giovane Albino completò le scuole dell'obbligo. Nel tempo libero, la passione per la meccanica lo portò da subito a frequentare assiduamente l'officina paterna ove dava concretezza alle proprie idee. Come quando riuscì a costruire un attrezzo per fare i chiodini che usavano i calzolai ai quali li barattava in cambio di generi alimentari che portava in famiglia. "La necessità aguzza l'ingegno" e il nostro piccolo artigiano, mantenendo fede al proverbio, realizzò un forno per fondere l'alluminio e con l'argilla preparò gli stampi con i quali riusciva a creare gli utensili da cucina. «La materia prima la recuperavo dagli aerei in demolizione, nel campo d'aviazione "de Sa Zeppara" gestito dai militari tedeschi. Riuscì a racimolare un po' di soldi che mi servirono per poter frequentare la scuola di meccanica in via Baccaredda a Cagliari. Il corso durò 30 mesi al termine del quale mi venne rilasciato l'attestato di "meccanico specializzato" e la patente di conduttore di automezzi per movimento terra e mezzi agricoli. Forte di questo attestato, venni assunto nella più grande e attrezzata officina della Sardegna, la Remosa di Cagliari dei fratelli Mambrini dove si eseguivano tutti i lavori di meccanica generale su tutti i mezzi circolanti. Dopo 3 anni circa alla Remosa, venni assunto nell'officina della miniera di Montevecchio dove lavorai per alcuni anni nel corso dei quali conobbi Giovanni Sanna u ...
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