Fabio Serra, da Montevecchio a Monaco di Baviera per il Brauertag, giornata del birraio.

di Giovanni Contu _____________________________ La festa annuale dedicata alla bevanda per eccellenza in Germania, che coinvolge birrifici storici ed esperti nella produzione della birra, è stata la cornice in cui si è svolta la cerimonia pubblica triennale che risale al XV secolo, precisamente nel 1480, che in tedesco prende il nome di Freistellung. Questo atto formale, che prevede un rituale suo proprio, è officiato dal sindaco della città il quale “libera” i ragazzi dalla condizione di apprendista al termine del periodo formativo che i giovani artigiani svolgono nella città culla dei maestri birrai europei. Fabio Serra, 29 anni appena compiuti ha cominciato la propria esperienza nel Birrificio 4Mori di Montevecchio che dopo alcuni anni, per formarlo al meglio, gli ha offerto l’opportunità di proseguire il processo di apprendimento e approfondire le abilità all’estero in una scuola per birrai. E in questo modo ha avuto inizio una nuova sfida. Unico allievo non tedesco in assoluto ad aver conseguito tale riconoscimento, ha dovuto affrontare le difficoltà legate alla lingua e al contesto di riferimento, per lui completamente nuovo. Dopo tre anni, il periodo di formazione, è stato raggiunto l’importante traguardo. Questo risultato è stato condiviso dall’Associazione Tradizioni Popolari di Serramanna che, in un viaggio durato quattro giorni, ha preso parte all’evento in abito tradizionale. Sono stati accolti dalle autorità tedesche locali, con il classico scambio di doni - dolci sardi, libri e una copia de “I Cabilli” donata dall’assessore serramannese alla cultura, se ancora non vi fosse arrivata in precedenza, oggi si trova anche a Monaco di Baviera. Durante il dopo parata sono stati invitati per il pranzo, in stile rigorosamente germanico. Sulla tavola, ovviamente, l’immancabile boccale di birra. ...

Gabriele Porta, un’antica passione per la bicicletta

di Antonio Obinu Tutto inizia nel 2008 quando a Guspini alcuni appassionati decidono di riorganizzare la società sportiva locale Unione Ciclistica Guspini. Tra i tanti invitano a partecipare ai loro allenamenti anche Gabriele Porta, classe 2000 con “un’antica passione per la bicicletta”. All’inizio si gareggiava senza pressione, per poi arrivare alle prime categorie agonistiche dove Gabriele si distingue da subito ottenendo buoni risultati sia in Sardegna sia a livello nazionale. Il passaggio successivo è nella categoria allievi caratterizzato da percorsi più lunghi e impegnativi; per un sardo che voglia fare della propria passione un mestiere vero e proprio siamo ad un punto di svolta: l’unica possibilità di passare tra gli juniores è quella di farsi notare dalle società del “continente”; laziali, toscane e lombarde solo per citarne alcune, dove il numero di praticanti e di conseguenza delle sponsorizzazioni è certamente superiore al nostro. La U.C. Guspini si affilia con la Fosco Bessi, società toscana che vanta 70 anni di attività agonistica. Tra i tanti risultati del corridore sardo ricordiamo due vittorie nello scorso anno con la ciliegina della maglia di miglior scalatore nella tre giorni ciclistica bresciana e tre nel 2017 nella categoria juniores, mentre nel 2016 sette vittorie tra gli allievi e soprattutto il nono posto al campionato italiano su strada a Comano Terme in provincia di Trento. Quest’anno Gabriele ha fatto il salto di qualità, corre per la società bresciana Delio Gallina Colosio Eurofeed; siamo nella categoria élite under 23, l’anticamera del ciclismo professionistico Ho avuto modo di intervistarlo al termine della sua prima partecipazione al Giro d’Italia di categoria, nove tappe impegnative con partenza il 13 giugno da Riccione e arrivo a Passo Fedaia (Belluno) Domenica 23 Giugno. Anche qui è riuscito a mettersi in mostra e solo la mancanza di esperienza non gli ha permesso di gestirsi al meglio: il ritardo nella classifica finale è stato infatti quasi interamente accumulato in unica tappa. Racconti la scelta di correre per la Delio Gallina? Il trasferimento in Lombardia è stato un passaggio obbligato, qui ho infatti la possibilità di dedicare l’intera giornata agli allenamenti e alle competizioni. Mediamente si gareggia due volte alla settimana; disputiamo anche corse a tappe che spesso richiedono ulteriori trasferimenti, per un totale di circa 2500 Km al mese sino ad Ottobre, quando abbiamo un po' di vacanze. È un perito meccanico, come ha conciliato lo studio con la bicicletta? Mi sono diplomato lo scorso anno presso l’Istituto tecnico industriale Othoca di Oristano; i primi anni, sino alla terza superiore, gareggiavo soprattutto in Sardegna quindi l’impegno era più facile da gestire; i sacrifici sono aumentati con il salto di categoria quando al pendolarismo per Oristano si aggiunse quello con la Toscana dove gareggiavo quasi tutti i fine settimana. ...

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