Tre nuovi murales realizzati dall’artista “Cibo”: gli insulti ricoperti da verdura e dolci
di Gian Luigi Pittau _______________________ L’arte contro il degrado urbano e per ripulire i muri da messaggi d’odio e razzisti. Così i volontari dell’associazione “Skizzo” hanno invitato l’artista veronese Paolo Spinazzè, conosciuto con il nome “Cibo”, che in alcuni giorni di lavoro ha realizzato tre nuovi murales. Uno di questi nella facciata della vecchia stazione che versa da più di 11 anni in uno stato di degrado mentre le altre opere sono state realizzate all’esterno della biblioteca comunale. Le scritte di insulti sono state ricoperte con simpatici disegni di cibo ed in particolare frutta, verdura e dolci. Ora San Gavino è diventata un vero e proprio museo a cielo aperto con oltre 55 murales realizzati a cui si aggiungono gli oltre 60 di via Eleonora d’Arborea ideati dall’artista sangavinese Sergio Putzu. «Tutte queste opere», spiega Ivan Licari, vicepresidente dell’associazione culturale “Skizzo”, «sono state autofinanziate dalla comunità sangavinese. Abbiamo creato una raccolta fondi su facebook che ci permetterà di realizzare i prossimi eventi artistici, tra cui quello di Giorgio Casu, di Paolo “Mamblo” Mazzucco e di alcuni artisti internazionali». Entusiasta anche Riccardo Pinna, presidente dell’associazione “Skizzo”: «Nel 2014 abbiamo realizzato il primo murale ed oggi la gente viene a San Gavino per ammirare i bellissimi lavori artistici. Siamo tutti volontari: in questi anni siamo andati avanti grazie alla simpatia della gente. Il paese è stato sempre protagonista con noi e ci vuole bene». Cosa può fare, quindi un artista? «Combattere l’odio con la bellezza e con i colori», afferma l’artista veronese. «Il mio nome d’arte è stato scelto all’inizio del mio lavoro da artista», continua Cibo, «e rappresenta un po’ anche il mio stile, la mia filosofia, Cibo siamo un po’ tutti. Nel corso del tempo ho trovato molte persone che apprezzano e che seguono il mio lavoro, non faccio politica ma un’azione semplice, di decoro anche perché amo il mio Paese e penso che le città siano dei grandi musei e per questo voglio che siano belle». Pier Paolo Spinazzè, in arte Cibo, street artist di origine veronese, con la sua arte “culinaria”, cancella tutte quelle scritte d’odio che affollano, tristemente, le nostre città. Tante le frasi che riassumono il suo pensiero che si possono leggere sulla sua bacheca di facebook: «Se ci metto la faccia è perché ho la speranza che altri mi seguano nel rendere le città libere dall’odio e dai fascismi, qualsiasi bandiera portino oggi. Scendete in strada e non abbiate paura! La cultura e l’amore vincerà sempre su queste persone insipide!». ...
Leggi di piùLa storia di Cagliari in un libro pubblicato dalla Camera di Commercio
di Gian Luigi Pittau ______________________ “Uno sguardo che dalle finestre del palazzo camerale si allarga per abbracciare l'intera città alla ricerca dei suoi patrimoni più preziosi: architettura, arte, saperi e tradizioni il mix che fa di Cagliari una città turistica”. Così la Camera di Commercio di Cagliari ha pubblicato di recente il ricco volume “A passeggio per Cagliari: la città vista dalla Camera di Commercio” che si presenta come una raccolta di vedute e di articoli che raccontano il presente e il passato della città grazie alle opere dell'artista Enzo Loy e alla penna di Mario Pintor. Il tutto in un volume curato da Maria Rita Longhitano, edito dalla stessa Cciaa e realizzato con il contributo della Fondazione di Sardegna. Questo volume con uno sguardo al passato offre importanti spunti per ripensare il presente guardando al futuro come ha evidenziato il presidente dell'Ente camerale del capoluogo Maurizio De Pascale in occasione della presentazione (nelle foto di Renato Sechi): “La Camera di Commercio si riappropria di un ruolo all'interno della città, dell'area metropolitana di Cagliari, occupandosi dell'aspetto culturale e della diffusione della cultura. Per noi la presentazione di questo accurato lavoro è un momento di festa". Il percorso narrativo del volume è scandito da una serie di 12 tempere e 11 disegni realizzati da Enzo Loy intercalati da 40 articoli di Mario Pintor, pubblicati sulle riviste della Camera di Commercio "Cagliari Economica" e "Sardegna Economica" negli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento. La pubblicazione viene chiusa dall’immancabile “Tamburino”, emblema della Fiera della Sardegna, seguito da un articolo su “Miliziani”, l’antico corpo militare sardo. Loy e Pintor, funzionari camerali negli anni della rinascita, hanno creduto nelle potenzialità turistiche della città di Cagliari ed hanno saputo accendere i riflettori sui suoi angoli più suggestivi, invitando cagliaritani e visitatori a una ideale passeggiata nelle vie e nelle piazze più belle. Questo volume pubblicato dalla Camera di Commercio permette di catturare non solo episodi di primaria importanza sul piano artistico, ma anche i legami tra arte e territorio, tra economia e cultura che in tante occasioni l’Ente ha contribuito a realizzare. Molto bella e chiara è l’introduzione a firma di Maria Rita Longhitano, chiamata a ricollocare nel vivo della vita camerale e della città degli anni ’50 e ’60 soprattutto, i lavori di Loy e Pintor: il primo arrivato alla Camera di Commercio nel 1935 (e laureatosi in Scienze politiche pochi anni dopo, alla vigilia della guerra), il secondo inserito nell’organico dell’ente camerale a far data dal 1941, dopo anni di varie collaborazioni prestate alla Camera (e ai suoi “capi” pro tempore Flavio Scano e Angelo Dettori) ora per gli allestimenti del Museo del Risorgimento ospitato nel Largo ora per la complessa ricerca documentaria i cui esiti ...
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