Quando le donne di Pabillonis vendevano pingiadas e tianus con il porta a porta

di Dario Frau  TESTIMONIANZA DELLA VENDITRICE ANNA MELIS   [caption id="attachment_57653" align="alignleft" width="300"] Anna Melis[/caption] Tra le tante donne che commerciavano porta a porta pingiadas e tianus, Anna Melis è stata una delle protagoniste della comunità pabillonese. Una donna di primo piano, una protagonista in assoluto, dove l’esistenza è stata scandita da un ritmo di lavoro impensabile ai giorni nostri. Neppure le avversità e le difficoltà della vita hanno piegato la sua forte fibra. Una mamma da libro Cuore. Madre di 12 figli, da alcuni anni vedova, è riuscita a inculcare alla famiglia quei valori civili e umani che sono un esempio di onestà, laboriosità e lealtà. Ancora oggi, a 88 anni, pacata e serena, con lucidità racconta la sua infanzia e la sua giovinezza e i momenti più significativi del periodo trascorso come venditrice di pingiadas e tianus per racimolare qualcosa da portare a casa.    A quale età ha iniziato la vendita de is pingiadas e tianus nei paesi vicini? A 17 anni.   Ricorda qualche nome delle compage di viaggio? E quali le località interessate? Come compagne di viaggio e lavoro, c’erano donne già adulte, zia Carolina Pinna, zia Luisa Pia, zia Faustina Pia, zia Vitalia Ortu, mia sorella Ersilia”, dopo sposata veniva anche mio marito Giuseppe, mio fratello Giovanni e sua moglie Consolata. Andavamo a piedi a Lunamatrona, Villanovaforru, Collinas, Sardara, Mogoro, Masullas, Villacidro, Gonnosfanadiga, Guspini, Arbus.   A che ora si partiva e quando si rientrava in paese? Si partiva verso l’una della notte e si rientrava verso le cinque della sera, si svolgevano le mansioni di casa e si andava a letto presto, perché il giorno dopo si ripartiva. Era un lavoro che veniva svolto durante tutto l’anno con il freddo e con il caldo, soprattutto quando il lavoro in campagna era fermo, quando si aspettava che il raccolto fosse pronto da cogliere.   Come avveniva la vendita: porta a porta o ci si fermava in un posto? Si vendeva porta a porta, ognuno di noi aveva una parte del paese.   Chi erano gli artigiani che fornivano is pingiadas e tianus? Ricordo di Ziu Peppi Piras in su Pardu, Antonio Pinna e ziu Giuanniccu Caboni de S’arriu Mannu. In paese c’erano 4 forni, acquistavamo la pentole dall’artigiano che le aveva pronte.   Quanti pezzi o cabiddadas venivano portati ogni volta? Con quale recipiente? Di solito portavamo più cabiddadas formata da pentole di diversa grandezza, ognuna adatta per cucinare carne, brodo, legumi, eccetera…   Si guadagnava abbastanza? Il guadagno non era elevato, però, i soldi valevano più di ora, si riusciva a comprare il necessario per vivere, spesso avveniva lo scambio con le fave, i ceci, grano, piselli, che rivendevamo, riuscendo così a portare comunque qualcosa a casa.   Quando ha terminato questa attività? Ho terminato l’attivit ...

Pilates, benessere per tutti

di Irene Carboni * Il Pilates è definito generalmente come metodo di allenamento di tipo posturale. Ma chi lo pratica con costanza e passione, sa che il Pilates è molto di più. Non è solo un insieme di esercizi da abbinare bene tra loro, ma il Pilates è un’arte, l’arte del corretto funzionamento del corpo umano e del benessere psico-fisico. Secondo Joseph Hubertus Pilates, un corpo armonico e posturalmente equilibrato, è un corpo che ha la propria centralità o, come la definiva lui, la propria power house (centro del potere) forte e stabile. Ma in cosa si indentifica la power house? Essa coincide con la zona sacro-pelvico-lombare ovvero in parole più semplici con la parete addominale (specificamente con il muscolo trasverso attivabile “spingendo” l’ombelico in dentro) e con il pavimento pelvico (attivabile con la contrazione di Kegel ovvero degli sfinteri). Queste contrazioni volontarie permettono di dare stabilità non solo alla zona lombare, ma causano un raddrizzamento di tutta la colonna vertebrale, spesso dolente a causa di tensioni muscolari causate da cattive posture o problemi vertebrali come ernie del disco. È dovere evidenziare che a beneficiare della pratica costante del Pilates non è solo la schiena; il miglioramento della postura comporta infatti anche un migliore funzionamento degli organi interni quali intestino, cuore e polmoni. Durante l’esecuzione degli esercizi la respirazione riveste una grande importanza e grazie a essa chi pratica Pilates prende coscienza dei singoli atti respiratori. Ciò non solo comporta una migliore ossigenazione di tutto il corpo, ma rilassa anche mentalmente. Spesso gli allievi mi riferiscono che grazie al Pilates e alla respirazione, che la sua pratica richiede, riescono a gestire meglio situazioni di stress e ansia della vita quotidiana. Sorge spontaneo chiedersi: ma a chi è rivolto il Pilates? A tutti, dai bambini alla terza età, dai soggetti sani ai soggetti colpiti da depressione e attacchi di panico o affetti da problemi osteo-muscolari fino ad arrivare a patologie più serie come quelle neurodegenerative. Iniziare a praticare Pilates è la scelta migliore che si possa prendere per sé stessi. Non si è mai troppo grandi per praticarlo: ogni età è quella giusta! Spesso i limiti sono più mentali che fisici e impediscono di approcciarsi a nuove esperienze. Ma provare per credere! Non vi pentirete della scelta! *Top Trainer F.I.F. Libera professionista presso Studio Forma fit ...

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