Anteprima a Mogoro per la terza edizione di Perdas et Sonus

Vivrà la sua anteprima a Mogoro la terza edizione del festival Pedras et Sonus, appuntamento di rilievo nell'estate musicale in Sardegna, che dal 17 al 26 agosto si snoderà come consuetudine nei territori dei dell’Unione dei Comuni Parte Montis - Gonnostramatza, Masullas, Mogoro, Pompu, Siris - con uno sconfinamento nel Comune di Pau. [caption id="attachment_72861" align="alignleft" width="237"] Njamy Sitson[/caption] Domani (venerdì 7 agosto) alle 22 nel sagrato della Chiesa della Madonna del Carmine, a fare da preludio alla imminente edizione sarà il concerto del polistrumentista camerunese Njamy Sitson, che per l’occasione intreccerà la sua voce e i suoi ritmi tribali con i suoni degli artigiani del legno artistico mogoresi Bruno, Carlino e Alberto Mandis. Cantante, compositore, musicoterapeuta, performer e attore, Sitson è un artista dal profilo internazionale che si dedica ai canti polifonici millenari dei Pigmei e delle popolazioni centrafricane, ma anche al canto barocco europeo, con collaborazioni eccellenti e un'intensa attività didattica in tutto il mondo. Attualmente insegna presso il Freies Musikzentrum di Monaco di Baviera. Ha registrato, inoltre, due album a proprio nome intitolati African Angel e Kulu, nei quali mostra una musica afro-contemporanea in cui le radici africane incontrano la musica classica europea, strizzando l’occhio al jazz. Il musicista africano sarà affiancato per l’occasione da Zoe Pia (clarinetto, launeddas) e Roberto De Nittis (pianoforte). L’ingresso al concerto è gratuito con prenotazione obbligatoria al numero 379 1579897 o via mail all’indirizzo prenotazionipedras@gmail.com  Protagonisti del cartellone in scena nella seconda metà di agosto nell’oristanese (con la direzione artistica della musicista Zoe Pia) saranno il chitarrista Paolo Angeli, il bluesman Francesco Piu, la cantante Francesca Corrias, e ancora la clarinettista Zoe Pia e il pianista Roberto De Nittis con il progetto “Shardana”, la Crazy Rambler Hot Orchestra, la Big River Marching Band e la Mogoro Marching Band.  Ogni esibizione del festival sarà impreziosita dalla presenza di maestri artigiani che affiancheranno i musicisti, dando vita a un connubio artistico in cui musica e suoni dialogheranno costantemente alla ricerca di nuovi linguaggi espressivi. Saranno queste le Vetrine Sonore del festival, e vedranno coinvolte le tre famiglie Mandis (artisti e maestri del legno di Mogoro),  Maestrodascia  e le sue creazioni in legno, Su Trobasciu e l’arte della tessitura su telaio, l’artigiana designer Alessandra Curreli, lo street artist Andrea Casciu, la violinista e musicologa Elena Ciccarelli e gli innesti narrativi dell’archeologa Giulia Balzano. I concerti del Pedras et Sonus festival sono a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria al numero 379 1579897 o via mail all’indirizzo prenotazionipedras@gmail.com. Il festival Pedras ...

San Gavino, Andrea Marrocu e la Sardegna vista dall’alto: dal castello di Monreale alle spiagge più belle

È un grande appassionato di foto e ora con il suo drone vuole raccontare una Sardegna insolita vista dall’alto. Così il libero professionista sangavinese Andrea Marrocu ha ripreso dall’alto a Sardara  il castello di Monreale della regina Eleonora d’Arborea, la tomba dei giganti di San Cosimo a Gonnosfanadiga,  le spiagge di San Giovanni di Sinis (nella foto sottostante) e di Torre dei Corsari ad Arbus. La  Sardegna ha tantissime bellezze naturalistiche, storiche e archeologiche. “Con il mio drone vado alla scoperta dei tesori della nostra Isola - racconta Andrea Marrocu -   e un giorno mi piacerebbe organizzare una mostra con tutte le foto che ho scattato. Le immagini, per molti insolite, ci aiutano a capire l’enorme patrimonio che potrebbe essere valorizzato molto di più a fini turistici. Ci sono dei siti archeologici poco conosciuti come quello del nuraghe di Seruci a Gonnesa o quello di Gonnosfanadiga. In Sardegna abbiamo tanti tesori da valorizzare”.                           E per Andrea Marrocu il  mondo può essere raccontato in immagini e in una foto. Nella sua casa custodisce un grande tesoro fatto di emozioni, sensazioni, volti e ritratti. “La fotografia – spiega – permette di far vedere agli altri una propria interpretazione del mondo. San Gavino Monreale potrebbe essere valorizzata molto di più partendo dai suoi monumenti. Si potrebbero fare concorsi e mostre di fotografie per arricchire il paese". Per me fotografare, come diceva Henri Cartier-Bresson, è riconoscere nello stesso istante e in una frazione di secondo un evento e il rigoroso assetto delle forme percepite con lo sguardo che esprimono e significano tale evento. È porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi e il cuore. È un modo di vivere”. ...

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