Nuova strada statale 195, limitazioni per lavori di completamento del lotto 3, a Pula
Sono in fase di completamento i lavori di realizzazione del lotto 3 della nuova statale 195 "Sulcitana" tra Sarroch e Pula, nella Città Metropolitana di Cagliari. Domani, mercoledì 16settembre, per consentire gli interventidi completamento della pavimentazione nelle rampe del nuovo svincolo di Sarroch, saranno attive limitazioni sulla statale 195. I lavori si articoleranno in due fasi: nella fascia oraria tra le 7 e le 13:30 sarà chiusa al traffico la carreggiata in direzione Pula nel tratto compreso tra la fine del lotto 2 del CACIP e lo svincolo di Sarroch; tra le 14 e 18:30 sarà chiusura al traffico la carreggiata in direzione Cagliari, tra lo svincolo di Sarroch e la fine del lotto 2 del CACIP, con transito consentito unicamente nella attuale SS195. Le deviazioni saranno presenti il loco tramite appositi cartelli stradali. Sono in fase di completamento i lavori di realizzazione del lotto 3 della nuova statale 195 "Sulcitana" tra Sarroch e Pula, nella Città Metropolitana di Cagliari. Domani, mercoledì 16settembre, per consentire gli interventidi completamento della pavimentazione nelle rampe del nuovo svincolo di Sarroch, saranno attive limitazioni sulla statale 195. I lavori si articoleranno in due fasi: nella fascia oraria tra le 7 e le 13:30 sarà chiusa al traffico la carreggiata in direzione Pula nel tratto compreso tra la fine del lotto 2 del CACIP e lo svincolo di Sarroch; tra le 14 e 18:30 sarà chiusura al traffico la carreggiata in direzione Cagliari, tra lo svincolo di Sarroch e la fine del lotto 2 del CACIP, con transito consentito unicamente nella attuale SS 195. Le deviazioni saranno presenti il loco tramite appositi cartelli stradali. ...
Leggi di piùIl dopo Covid visto dal cittadino comune
di Francesco Diana _____________________ Di questi tempi, a fronte delle ipotesi che si fanno in merito ai nuovi sistemi di vita che il dopo Covid imporrà, la mente del cittadino comune spazia inevitabilmente all’interno di scenari immaginari, sperando di poter occupare quelli spazi che meglio si addicono alla sua natura. Così facendo anche Lui, che dall’origine dei secoli si è trovato a occupare spazi predestinati, spesso non aderenti alle proprie aspettative di vita, vuole essere corresponsabile del proprio destino, formulando timidamente le ipotesi che scaturiscono dal proprio essere “comune”. Lungi dal voler competere con le menti eccelse che inevitabilmente, come in passato, tracceranno il cammino dei popoli in regime di estrema emergenza, si culla nell’illusione di poter dire anche la sua, a supporto delle future decisioni da adottare. Sorvolando sulle ipotesi secondo cui il divieto degli assembramenti imposti dal Covid, potrebbe condurre a un ripopolamento dei piccoli paesi dell’interno e alla rivalutazione dei rispettivi edifici scolastici da qualche tempo in disuso, possibile anche per effetto dell’informatizzazione di determinati servizi, compresi quelli di telemedicina, prende atto del fatto che la situazione nella quale l’umanità intera si è venuta a trovare, non è che la risultante di pressanti forzature che l’uomo stesso ha compiuto nei confronti della natura che lo ospita, nella sua continua, egoistica e insaziabile ricerca di un benessere sempre più spinto a danno di chi lo ha ospitato. Ciò lo spinge, nel suo piccolo, a ipotizzare un radicale mutamento nei rapporti fra ospitante e ospite, ossia fra la natura e l’uomo, instaurando un rapporto di simbiosi armonica capace di rigenerare i necessari equilibri fra le parti. Fra le prime cose che prende in esame, sono le due risorse principali che la natura offre generosamente all’ospite e che ne garantiscono la sua sopravvivenza sul pianeta terra, sono l’acqua e l’aria. L’acqua che, come noto a tutti non è un bene infinito, come bene che la natura mette incondizionatamente a disposizione del suo ospite, deve essere gestita con parsimonia perché ciascuno ne possa usufruire in un regime di assoluta uguaglianza. Gli sfruttamenti diversi da quelli naturali, messi in atto per il conseguimento delle finalità più disparate, peraltro accessibili esclusivamente agli adepti del “Dio denaro”, non potranno più esistere! Gli sperperi di questa importante risorsa, uniti all’irrazionale gestione delle acque superficiali, hanno comportato lo sfruttamento eccessivo delle falde freatiche, che hanno prodotto pericolose depressioni sotterranee, causa di pericolosi assestamenti della crosta terrestre. L’acqua, dunque, è un bene primario che la natura ha messo a disposizione dell’uomo a supporto della sua sopravvivenza e nessuno può accampare il diritto di gestirla a proprio uso e consumo, ponendo oneri spesso insopportabili per talune fasce sociali ...
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