San Gavino, quarantacinque borse di studio per gli studenti delle medie e delle superiori

di Gian Luigi Pittau ________________________ Un aiuto concreto per sostenere il diritto allo studio degli studenti delle scuole medie e delle superiori. Così l’assessorato alla pubblica istruzione ha trovato le risorse per distribuire ben 45 borse di studio agli studenti del paese. [caption id="attachment_80815" align="alignleft" width="295"] Giusy Chessa[/caption] «In tutto - spiega l’assessora Giusy Chessa  - abbiamo distribuito 45 assegni agli alunni  meritevoli della scuola secondaria di primo e secondo grado. All’inizio in bilancio c’erano ottomila euro sufficienti per distribuire 30 borse di studio, ma con una variazione di bilancio di 3mila euro, recuperati dai residui del fondo per rimborso spese viaggio, si è riusciti a soddisfare tutte le richieste che avevano i requisiti previsti dal bando». «Così altri 12 assegni», prosegue l’assessora, «sono stati distribuiti agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado e tre di primo grado. In un periodo come questo di crisi economica e di fruizione di nuove metodologie di apprendimento, come la didattica a distanza, l'amministrazione comunale ha ritenuto doveroso premiare i ragazzi che si sono distinti per maturità e bravura. Un altro aiuto concreto alle famiglie». E proprio negli ultimi mesi la situazione di grave difficoltà economica si è aggravata soprattutto per le attività commerciali e per i liberi professionisti: «Non dobbiamo dimenticare – conclude Giusy Chessa - che stiamo vivendo un periodo non tanto facile per la mancanza di lavoro e per la crisi economica. La pandemia ha contribuito a creare ancora altra povertà: l'amministrazione è vicina a queste famiglie e con atti concreti si impegna a supportarle nelle difficoltà». ...

Pabillonis, una storia di solidarietà: il desiderio di un bambino di regalare la lavatrice alla mamma diventa realtà

di Dario Frau ____________________ Le lunghe code e l’affollamento davanti ai negozi nel periodo natalizio ha confermato che nonostante le regole fissate dal governo per contrastare la pandemia del Covid, Il Natale, la festa più cara agli italiani, ma non solo, è sempre attesa con diversificati sentimenti oltre quelli religiosi. Questa ricorrenza è ormai celebrata in tutto il mondo valicando e oltrepassando le motivazioni proprie del cristianesimo poiché intorno a essa si è sviluppato una ridda di interessi, in particolar modo legati alla globalizzazione del consumismo. Le città addobbate a festa, il turbinio di luci che adorna le vie, i negozi, i punti di ritrovo, le piazze, suscitano particolari emozioni e sentimenti tra i grandi e nei piccoli. La corsa ai regali da offrire ai propri cari e amici realizza un inconscio senso di affetto e di amore e anche di solidarietà: tutti si sentono a Natale più buoni e disponibili verso il prossimo. Per i bambini, in particolare, questa ricorrenza è attesa con ansia e felicità: il caratteristico vecchio con la fluente barba bianca riesce quasi sempre a soddisfare questa aspettativa. I lavoretti natalizi degli alunni vengono accompagnati dalla classica letterina indirizzata ai genitori con promesse di affetto, di amore e di auguri di ogni bene per papà e mamma. Eppure qualche eccezione accompagna questi sogni e questi desideri. In questo periodo particolare dell’anno i miracoli possono succedere. Stavolta la magia è capitata in un paese del Medio Campidano, a Pabillonis. Tra tanti scolari del paese anche un bimbo scrive la sua letterina, ma con una richiesta insolita. Rivede la sua vita nella propria abitazione. Il papà con lavori saltuari e con qualche bonus sociale, a mala pena, riesce a fine mese a tirare avanti e soddisfare le esigenze di tre figli piccoli e l’affitto che bisogna pagare a fine mese. Al piccolo tornano in mente anche i sacrifici della mamma. Ogni giorno sono tanti: pulire, riordinare la casa, preparare i pasti, ma soprattutto tenere puliti i vestiti di tutta la famiglia lavandoli a mano: la vecchia lavatrice da alcuni mesi ha terminato il suo corso. È questa forse la fatica più impegnativa: non è uno scherzo mandare i figli a scuola con abiti ordinati e odorosi di bucato. Questo fatto ha colpito il piccolo ed è addolorato. La mamma soffre per tanta fatica. All’improvviso un’idea gli balena in mente. Un sogno. Un desiderio che solo nella mente dei piccoli può scaturire: “se potessi vorrei regalare una lavatrice nuova per la mamma”, scrive nella letterina. Per sé non chiede niente: basteranno i vecchi e usurati giocattoli che possiede per tirare avanti e divertirsi. Ma come per magia (solo il Natale può fare tanto!) in due giorni, chi sa come, gli “elfi” (i leggendari aiutanti del Vecchio dalla Barba Bianca) si mobilitano, non solo in paese, ma anche fuori dalla comunità dove il bimbo abita, coinvolgendo tanti volenterosi di animo buono. La vigilia ...

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