I Portali: simboli della civiltà urbana contadina

di Marino Melis ________________________ Il viaggiatore che partendo da Cagliari per arrivare a Oristano attraversi solo alcuni dei paesi del campidano, non potrà fare a meno di ammirare i bei portali di accesso alle tipiche case a corte campidanesi. Costruiti in ladiri, trachite, basalto, tufo, granito, mattoni cotti sono uno degli elementi architettonici che caratterizzano i così detti paesi della “terra cruda”, anzi si può dire sia l’elemento dominante del paesaggio urbano campidanese. Nel presente modestissimo studio non certo esaustivo e suscettibile di miglioramenti e aggiunte, presentiamo i portali esistenti a Guspini e nei paesi del Monreale storico: Arbus, Gonnosfanadiga, Pabillonis, S. Gavino e Sardara. È molto difficile inquadrarne la nascita per la totale assenza di fonti scritte specifiche, ma è ipotizzabile che i primi portali siano sorti nella seconda metà del ‘700. In origine gli accessi alla corte principale delle case erano costituiti da semplici chiusure formate da geccas in listelli di legno (costallas), che si agganciavano direttamente ai muri di cinta delle proprietà. Non garantendo sufficiente sicurezza, si cominciò a chiudere lo spazio sovrastante l’apertura, realizzando una copertura mediante travi di legno poste orizzontalmente che raccordavano i muri perimetrali. Sulle travi veniva posto un ordito di canne su cui poggiavano le tegole legate da malta di calce. Questi primi portali architravati si sono ridotti a pochi esemplari nei paesi del campidano, ma per fortuna è un modello che si sta riscoprendo negli ultimi anni. Furono i nobili e i benestanti cagliaritani e oristanesi ad importare nei paesi il modello di portale in pietra che faceva bella mostra nei loro palazzi della capitale sarda. Tra i primissimi esempi sono da citare i bellissimi portali edificati nelle campagne attorno ad Oristano nella seconda metà del ‘700. Sono veri e propri esempi del gusto barocco dell’epoca realizzati più che per chiudere una proprietà, per dare sfoggio del proprio status sociale da parte della nobiltà e ricca borghesia della città lagunare. Non a caso si parla di portali monumentali, perché oltre all’altezza che in qualche caso raggiunge gli otto metri (come quello di Vito Sotto a Donigala Fenugheddu), presentano una gran varietà di fregi, volute, cornici modanate, bassorilievi. Nei paesi del Campidano la costruzione di portali andò di pari passo con la nascita di una classe di proprietari terrieri che si era venuta formando soprattutto in seguito agli interventi legislativi della monarchia sabauda: la legge delle chiudende e l’abolizione del feudalesimo. La prima del 1822 permetteva a chiunque ne avesse facoltà e possibilità di chiudere con muri siepi o altro le loro proprietà, scatenando ovunque una corsa ad usurpare enormi superfici sia pubbliche che private, inglobando anche strade, sorgenti, boschi. Il feudalesimo cessò per legge nel 1838, rendendo liberi migliaia di ettari, che sarebbero ...

Arbus, stasera presentazione dei candidati e delle linee programmatiche della lista "Avanti Arbus"

di Gianni Vacca ________________ Entra nel vivo la campagna elettorale per il rinnovo del consiglio comunale  che si terrà il prossimo 12 giugno. Due le liste che si contenderanno la guida del paese: "Impegno in Comune" e "Avanti Arbus". Stasera alle 18 nella sala consiliare ci sarà un incontro  con i cittadini e la presentazione ufficiale della lista "Avanti Arbus" guidata dal candidato a sindaco Michele Schirru. Nel corso dell'incontro pubblico verranno presentati i sedici candidati che concorreranno per il seggio di Consigliere Comunale e le linee programmatiche della lista. ...

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