Pabillonis, l’antica casa in terra cruda de Su Deganu diventerà un polo culturale della Memoria storica

I lavori sono stati finanziati dalla Regione, ora si attende il progetto esecutivo e il bando di gara.   di Dario Frau ____________________________________________________   Finalmente qualcosa si muove intorno alla valorizzazione dell’antica casa padronale, in terra cruda, denominata Su Deganu. Tante idee, molte proposte, qualche progetto, avevano caratterizzato, nel passato, questo edificio che si erge nel centro storico del paese, nella via Roma. Nel passato, aveva avuto sicuramente un ruolo e una collocazione più considerevole  e importante. Su Deganu, un nome che fa pensare alla residenza di un personaggio importante del paese, secondo varie supposizioni, potrebbe derivare dal latino decanus persona più anziana per età o per nomina in una data categoria di persone, oppure, nell’etimologia della lingua spagnola dove degano è l’amministratore di una fattoria. Per quanto riguarda il periodo di costruzione, secondo alcuni, potrebbe risalire al sec. XIX, altri ipotizzano anche al secolo precedente. Negli anni Trenta, Su Deganu apparteneva a Peppino Tomasi, un proprietario terriero di rilievo, nella corte (cortile) si trovavano magazzini, stabis, ricoveri di attrezzi e mezzi agricoli e stalle per il bestiame, inoltre anche un frantoio per le olive che provenivano dai suoi oliveti impiantati ai confini tra il territorio di Sardara e Pabillonis. Nel 1935, però, Peppino Tomasi ebbe un fallimento e i suoi beni furono messi all’asta. NEL 1935 SU DEGANU CAMBIA PROPRIETARIO E UTILIZZO Su Deganu fu acquistato allora, dalla famiglia Cherchi-Cirronis, anche loro importanti proprietari terrieri del paese, che utilizzarono le costruzioni (stabis e stalle) del cortile, per il loro bestiame  e per l’attrezzatura agricola; i macchinari del frantoio per le olive, invece, furono venduti, dal Tomasi, ad un imprenditore di San Gavino. L’edificio, composto da piano terra e primo piano, non venne occupato dal nuovo proprietario,(che risiedeva in un altro palazzo di tre piani) e nel corso degli anni le stanze furono utilizzate per diversi scopi: come aule scolastiche, e adibite come abitazione (in affitto) per famiglie (spesso povere che risiedevano gratis) del paese. Durante la seconda guerra mondiale aveva accolto anche una compagnia di soldati che avevano il compito di rendere inaccessibile l’atterraggio di aerei nemici (alleati) nella località di Domu e Campu. Nel 1943, ospitò anche gli sfollati provenienti da Cagliari che avevano abbandonato la città bombardata dagli aerei americani e inglesi. VIENE DONATA AL COMUNE PER REALIZZARE UN ALBERGO DIFFUSO Alcuni decenni dopo (anno 2007), infine, su Deganu era stato donato dalla famiglia Cherchi-Cirronis, al comune, guidato allora, dal sindaco Marco Dessì, per attuare “una struttura di tipo alberghiero realizzato in edificio di pregio, attraverso il circuito regionale del bando Posadas”. Non essendo andato avanti il finanziamento, e cambiando anche l’amministrazione, piano ...

Proposte útili per un possíbile rifiorimento del paese chiamato Villacidro

di Don Efis Cai e C. C. C. C. (Comitato Cívico Civile Cittadino) __________________________________________________________ Parte III Ancora alcune altre brevi proposte, cui aggiungeremo nuove idee nella Parte IV, e concluderemo con una breve comunicazione sull’attività intelligente, di rilievo stòrico e di necessità sociale degli amministratori comunali, particolarmente del XIX sècolo. Certamente è un buon consiglio: che si tolga quanto prima il cartello di parcheggio, e venga sostituito con quello di divieto, nella via Aldo Moro, via importante, come la via Regione Sardegna (non “sarda”), per andare verso la via Roma e, da questa, per discèndere nella via Repúbblica, considerando che la piazzetta sottostante, nata come vero parcheggio, purtroppo con errònei segnali in terra totalmente invertiti e mai corretti, è sempre vuota o con una, due o tre auto in sosta. Si aggiunga l’importanza dell’intervento dell’autorità comunale per poter ritornare al giusto, alle norme giurídiche, alle règole urbanístiche, alla bellezza delle costruzioni degli edifíci, contro l’intrusione di alcuni villacidresi che han costruito impropriamente, causando danni ai proprietàri viciniori e all’estètica della nostra “Villa”. Han fatto costruire delle parti aggiunte di case, di palazzi aderenti che pènetrano e risàltano, con cornicioni e spàzi diversamente colorati, contrastanti con la facciata d’altri proprietàri, abusivamente e senza autorizzazioni comunali, anche nelle case stòriche, deturpàndole, occupando i muri portanti dell’altrui proprietà, con il peso di oggetti e pseudo ornamenti vàri di cattivo gusto, di tègole, di colori contrastanti con l’armonía dell’insieme, soprattutto nelle vie principali, come la via Roma, il viale Don Bosco, la via Repúbblica, ecc… [caption id="attachment_104335" align="alignleft" width="549"] Il lavatoio e il ponticello sulla Fluminera (foto anni '40)[/caption] Gli amministratori attuali, che manifestàrono amore per la propria cittadina, quando si propòsero per le votazioni comunali, sono ben considerati dai tanti cittadini villacidresi e da tutto il nostro Comitato che aspèttano i giusti tempi per vedere realizzati i tanti interventi degli opportuni rimedi sulle tante trascuratezze, come le autovetture parcheggiate alla rinfusa in tutte le piazze e in tutte le strade in cui, ancor oggi, non c’è ombra di vígili urbani; o come la mancanza di luce elèttrica in diverse strade e, particolarmente, nel centro stòrico, là dove incomincia il Viale Don Bosco, totalmente buio, senza làmpada, da oltre dieci anni. Non trascúrino le pavimentazioni stradali, il làstrico rotto, inclinato, affossato, mosso, dannoso, pericoloso. E non trascúrino il percorso della via Parrocchia, da lunghíssimo tempo occupato da un recinto di aste di ferro, di pali, palchi, scale, tavolati eretti fino alla parte piú alta di un casone cadente da un momento all’altro, recinto che pròvoca sp ...

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