Villanovafranca, sabato 30 settembre Piergiorgio Pulixi presenterà il suo nuovo romanzo “Stella di mare”
Il Festival letterario diffuso “MarmilLibri”, voluto e finanziato dall’Unione Comuni Marmilla e da sei Comuni aderenti all’iniziativa, organizzato dal Club di Jane Austen Sardegna con la direzione artistica di Giuditta Sireus, prosegue a Villanovafranca con Piergiorgio Pulixi, che presenterà sabato 30 settembre alle 18,30. nel museo archeologico Su Mulinu “Stella di mare”, il suo ultimo romanzo “Stella di mare”. Della storia, ambientata nel quartiere Sant’Elia di Cagliari, Pulixi parlerà con Graziella Monni. ...
Leggi di piùQuelli della quarta sponda
di Lorenzo Di Biase _________________________________ Nei primi giorni del mese di giugno del 1940 furono fatti arrivare in Italia con ben 7 navi da guerra 13.500 bambini italiani che vivevano nella colonia libica al fine di far loro conoscere la madre patria italica e soprattutto per l’indottrinamento fascista. Altri 7.000 bimbi furono fatti arrivare, per lo stesso motivo, dall’Africa Orientale Italiana. Le navi militari Italia, Augustus, Neptunia, Saturnia, Duilio, Marco Polo e Giulio Cesare, giunte nei porti della Cirenaica e della Tripolitania avevano sbarcato i militari a difesa della colonia e dovevano rientrare coi fanciulli e fanciulle figli dei contadini venuti in Libia alla fine degli anni ’20 e con l’ondata della colonizzazione demografica detta “dei ventimila” del 28 ottobre 1938 voluta dal governatore Italo Balbo. Essi non erano accompagnati dai genitori ed avevano un’età compresa tra i 4 e i 14 anni ed erano sia maschietti che femminucce. Dovevano restare in Italia per l’intero periodo estivo del ’40 per poi fare rientro in Libia ma, il 10 giugno ‘40, l’Italia entrò in guerra e ciò accadde proprio il giorno in cui le navi arrivavano nei porti italiani. I bambini furono ospitati nelle 37 colonie estive della Gioventù Italiana del Littorio, ente costituito in data 27 ottobre del 1937 ove confluì l’Organizzazione Nazionale Balilla sorta nell’aprile del 1926. La G.I.L. aveva come scopo quello di accrescere la preparazione spirituale, sportiva e militare dei ragazzi, i quali dovevano effettuare il seguente giuramento “Nel nome di Dio e dell’Italia giuro di eseguire gli ordini del Duce e di servire con tutte le mie forze e se necessario col sangue la causa della rivoluzione fascista”. La formula appena citata era riportata nella parte posteriore della tessera rilasciata a ciascun giovane. La vita al loro interno era di tipo paramilitare. Tutto veniva organizzato al suono della tromba che svegliava i giovani e li faceva radunare per l’alza bandiera e così si proseguiva con l’ora dei giochi, dell’attività fisica, della scuola, della preghiera, dei canti patriottici, del riposo, dell’ammaina bandiera, della cena, del dormire. Tutto era rigidamente organizzato come in una caserma. I giovani erano suddivisi in base al sesso e all’età. I maschi erano suddivisi in 5 categorie: Figli della lupa; Balilla; Balilla moschettiere; Avanguardista; Giovani fascisti. Le femmine in4 gruppi: Figlie della lupa; Piccole italiane; Giovani italiane; Giovani fasciste. Le colonie estive erano sparse nella costa adriatica da Venezia a Pescara ma alla fine dell’estate i ragazzi non fecero rientro nelle loro case libiche ma vennero spostati nelle colonie invernali e vennero smistati in molte parti d’Italia del nord e del centro, ove furono iscritti alle scuole in base all’età. Gli studenti medi furono raccolti a Ferrara e in altre colonie lì vicino che consentissero la frequenza della scuola media. Il serv ...
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