Pabillonis, Battista Zurru festeggia i suoi 85 anni offrendo zeppole a tutti

di Anna Luisa Garau ____________________________ “Ottancinque anni e non sentirli“, questo potrebbe essere il biglietto da visita di Battista Zurru, marito da una vita di Silvana, padre di Elisabetta e Danilo, nonno di quattro nipoti, tutte femmine, che lo adorano e lo ricoprono di attenzioni. Battista Zurru, grande lavoratore, gestiva un panificio, che adesso curano i suoi due figli. Ottimo sportivo, campione di tiro a volo, numerosi i premi conquistati, che ama mostrare sul social, dove è molto attivo. Pubblica, commenta e interagisce con coerenza, simpatia e senza mai sgamare. Tanti i coetanei famosi: Papa Francesco, Lino Banfi, Silvio Berlusconi, Carlo Mazzone, Memo Remigi non tutti in questa dimensione, uomini di grande tempra e intelligenza,  e lui non è da meno. [caption id="attachment_117818" align="alignnone" width="866"] Foto Elisabetta Zurru[/caption] Quando lo incontri alla guida della sua auto, incroci uno sguardo sorridente, pontaneo, genuino e quel modo di fare da persona schietta a cui è impossibile non volere bene. Tutti a Pabillonis il 21 settembre gli hanno fatto gli auguri. Proprio in tale occasione Battista ha scritto “Sabato siete invitati a mangiare le mie zeppole per ringraziare tutti per gli auguri per il mio 85esimo compleanno“.  Invito raccolto da tantissimi amici, parenti e conoscenti. Le zeppole sono state offerte al campo del tiro a volo di Pabillonis, dove Battista trascorre tantissimo tempo, e come ogni sabato si stava svolgendo una gara di tiro a volo, che rappresenta la sua seconda casa. [caption id="attachment_117820" align="alignnone" width="865"] Foto Elisabetta Zurru[/caption] “La vita è un dono” e quando è lunga “è un privilegio”: la ricchezza degli anni è “ricchezza delle persone”, un tesoro prezioso che “prende forma nel cammino della vita”. La longevità è una benedizione come ha affermato recentemente Papa Francesco, incontrando i partecipanti al primo Congresso internazionale di pastorale degli anziani. Questo concetto Battista sembra averlo interiorizzato bene e lo dimostra nel quotidiano, vivendo intensamente ogni giorno, proprio come un dono. Come sostiene Elisabetta, sua primogenita: “È il nostro campione , se sapessi dove firmare per arrivare così alla sua età, firmerei subito”. ...

Il riso amaro della sanità sarda

Intervento di Stefano Sanna, medico dirigente dell’Asl del Medio Campidano in pensione _____________________________  di Mauro Serra Dopo quarant’anni di servizio, Stefano Sanna, medico dirigente dell’Asl del Medio Campidano, è andato in pensione. Gran parte della sua attività medica l’ha svolta nell’ospedale “Nostra Signora di Bonaria” di San Gavino Monreale. Apprezzato dai pazienti e dai colleghi per la sua esperienza e capacità professionale si è sempre distinto per la sua umanità verso chi soffre. Indicativa la sua riflessione sulle condizioni della sanità sarda. «Vicenda esemplare e purtroppo così amara da dissuadere dalla facile ironia», afferma Stefano Sanna, «Vengono ora al pettine tutti i nodi accumulati negli ultimi 25- 30 anni di cattiva gestione della Sanità pubblica regionale. Ci sono responsabilità per molti, nemmeno gli operatori sanitari e perfino gli utenti finali sono esenti da colpe, ma il ruolo determinante lo ha certamente svolto la politica, che ha utilizzato con lucida spregiudicatezza questo settore nel quale è in gioco buona parte del bilancio regionale per consolidare un sistema di potere trasversale, che, in modo differente, interessa tutti i partiti». [caption id="attachment_117733" align="alignleft" width="447"] Stefano Sanna[/caption] «Né sono estranei gli amministratori locali», aggiunge il medico, «il cui orizzonte visivo si ferma poco lontano dal loro naso. Sembrava un banchetto infinito, inesauribile, nel quale qualsiasi spreco potesse essere tollerabile. Ora ci troviamo coi cocci in mano, eppure ancora non si sente nessuna voce autorevole che indichi la strada da affrontare, che misurandosi con le ristrettezze delle risorse economiche e professionali riesca a risalire la china. I prezzi attualmente pagati dai cittadini sono devastanti: completamente saltato il controllo della medicina del territorio, pressoché fermi alcuni dei piani di screening (colon retto in particolare), impossibile accesso tempestivo alle prestazioni diagnostiche e specialistiche ambulatoriali, gli ospedali che quotidianamente chiudono servizi essenziali quali chirurgie e pronto soccorso. Una minima parte di questa richiesta inevasa sostiene la medicina privata, che certamente prospera, ma non ha nessun interesse a coprire le lacune nei settori poco remunerativi». «Insomma un salto indietro di 25 anni», conclude Stefano Sanna, «Difficile per me, che ho dedicato oltre 40 di professione alla crescita del nostro Sistema Sanitario Nazionale, e che ho conosciuto momenti di grande soddisfazione professionale, vedermi ora in pensione impossibilitato a dare una mano e pertanto del tutto inutile alla mia comunità. Ancora peggio, se possibile, sentire voci autorevoli provenienti dall'assessorato, che con spregiudicata consapevolezza, come gerarchi nazisti poco prima della disfatta, millanta una situazione rosea e idilliaca e arrivano perfino ad intimidire con minacce inaccettabili quei cittadini che osano ...

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