La cultura a Villa Verde e Gonnosnò con Gramsci e la Giornata della Memoria

Inizio anno con la cultura nel territorio del Consorzio Due Giare. L’anniversario della nascita di Antonio Gramsci e il Giorno della Memoria saranno due occasioni per proporre due belle iniziative a Villa Verde e Usellus. “La cultura contribuisce alla crescita delle nostre comunità e il confronto su tematiche così importanti educa soprattutto le nuove generazioni”, ha esordito il presidente del Consorzio Due Giare Lino Zedda. VILLAVERDE Mercoledì 24 gennaio alle 18 nei locali della Biblioteca Gramsciana di Villa Verde si svolgerà l’iniziativa culturale “La futura città” in occasione del recente anniversario della nascita di Antonio Gramsci il 22 gennaio. L’organizzazione è della stessa Biblioteca Gramsciana e del Comune di Villa Verde. Stefano Giaccone e Giuseppe Manias racconteranno con letture e canzoni legate alla memoria, alle lotte, alla vita sociale la città, dove visse Antonio Gramsci. “I testi originali gramsciani si muovono dentro uno scenario estremamente dinamico di musiche eseguite dal vivo, voce e chitarra, letture, brevi commenti sociologici e storici”, ha annunciato Manias della Biblioteca Gramsciana, “e ancora un piccolo ausilio di contributi audio trasmessi da un computer. Un continuo confronto/scontro con il Dopoguerra degli anni ‘50 e ‘60, l’attualità contemporanea e la proiezione futura, focalizzando sul tema de la "Città". Ovvero la città quale luogo/motore della prima rivoluzione industriale e luogo/liquido all'alba della rivoluzione informatica. Un viaggio di circa un'ora fra cultura e contro-cultura”. USELLUS Sabato 27 gennaio, in occasione della Giornata della Memoria, in commemorazione delle vittime del nazismo, dell'Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati l’appuntamento nelle scuole medie di Usellus all’interno della rassegna itinerante “Chistionis”. Appuntamento fortemente voluto dall’amministrazione comunale di Gonnosnò, che ha chiesto di inserire nel calendario una scuola, frequentata dagli alunni di tutto il territorio. Dalle 8,30 a parlare con gli studenti della Marmilla sarà Daniela Palumbo, giornalista e scrittrice italiana, autrice del testo “Le valigie di Auschwitz”. ...

Cassolla de porrus e patatas cun tzappuedddus a sa sarda

di Roberto Loddi ________________________   [caption id="attachment_95352" align="alignleft" width="142"] Roberto Loddi[/caption] Il porro è originario della regione mediterranea, del Nord Africa e probabilmente del vicino Oriente. Il porro, Allium ampeloprasum L. è una pianta erbacea che essendo resistente alle gelate si adatta bene al periodo invernale, tradizionalmente classificata nella famiglia delle, Liliaceae, ed è il simbolo nazionale del Galles. La sua coltivazione è antichissima, infatti il porro era conosciuto dagli Egizi, dai Greci e dai Romani. Gli Egizi lo coltivavano già dal 2000 a.C., ed era ingrediente base nella dieta degli schiavi impiegati nelle edificazioni delle piramidi. Gli israeliti durante l’esodo, come racconta la Bibbia, nell’attraversare il deserto, rammentano con rimpianto la terra natale affermando: “… ricordate come in Egitto abbiamo avuto cetrioli e cocomeri, porri, cipolle e aglio”. Il porro venne poi esportato nell’antica Grecia e di seguito nella città dell’Urbe. Plinio esaltava i benefici del porro, porrum, affermando che “preso in una crema d’orzo, oppure mangiato crudo senza pane, un giorno si ed uno no, giova anche alla voce, al piacere sessuale ed al sonno”. Dioscoride assicurava che il decotto di porri facesse sognare cose raccapriccianti e che stimolasse Venere e i piaceri sensuali. Il poeta romano Quinto Orazio Flacco, famoso per le odi, carpe diem, sosteneva che non ci fosse niente di meglio, dopo una giornata di lavoro che al rientro a casa trovare una succulenta minestra di porri, ceci e lagane. Marco Gavio Apicio, nel suo, De re coquinaria, descrive la ricetta del maiale in salsa di vino, a base di porri, coriandolo, vino, pepe, ligustro, cumino, origano, sedano e radice di silfio. Nerone apprezzava molto il porro, poiché riteneva mantenesse la voce nitida ed era solito consumare mazzi di porri, conditi con olio d’oliva. Anche Marco Valerio Marziale, grande epigrammista romano celebra nelle sue opere le proprietà afrodisiache di questo ortaggio e scrive: “Se l’invidiosa età allenta il nodo nuziale, il tuo cibo sian porri…”. Nell’antica Roma era abitudine consumare, l’algida pisa et porra, una ricetta a base di porri, piselli, acqua e latte di pecora. Il medico Galeno di Pergamo, in un suo ricettario descrive le dosi per preparare le celebri “pillole di Galeno”, per combattere diverse patologie e tra gli ingredienti si trovano i porri. Lucio Giunio Moderato Columella, nella ricetta del “risotto al sugo d’orzo o di spelta”, era solito abbondare con i porri, i quali venivano fatti appassire in olio d’oliva e profumati con erbaggi verdi selvatici: coriandolo, aneto, finocchio, bietole, malva e cavolo tenero. Il medico greco Ippocrate, prescriveva una sua personale zuppa di porri ai malati, ritenendola rimedio efficace per una serie di patologie invitando il consumo sia a pranzo che a cena. Le proprietà salutari del porro era ...

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