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Aperta ai visitatori la galleria all’interno del Maniero di Eleonora
Ripercorrere le fredde e spettrali gallerie del rifugio è un’opportunità unica per comprendere lo stato d’animo in cui viveva la popolazione durante gli allarmi aerei. Con questo obiettivo il rifugio, scavato sotto il Castello medioevale, diventa un percorso della memoria. Per la prima volta, in occasione di Monumenti Aperti, apre le porte ai visitatori. Le fotografie e i documenti che tappezzano il luogo dall’inizio della visita raccontano l’esperienza della guerra da chi veramente l’ha sperimentata sulla propria pelle. Toccanti i racconti della guida che metterà al corrente riguardo la modalità in cui i cittadini sanluresi si accalcavano dentro al rifugio, con gli occhi pieni di terrore, dopo essere stati avvisati dallo spaventoso suono della sirena, a qualsiasi ora del giorno e della notte. “All’interno del bunker - spiega Manuel Villasanta, presidente della cooperativa il Maniero, gestore della fortezza - sarà allestita una rassegna espositiva che riprende alcuni dati dei bombardamenti della seconda guerra mondiale, come abbiano coinvolto i militari, ma soprattutto la popolazione sottoposta a continua minaccia”. I documenti raccontano i sistemi di protezione, le zone più colpite, ma anche come è stato realizzato il rifugio, parte di proprietà del Castello e parte del Comune. Costituito da un’ampia galleria con due ingressi: uno all’interno del Maniero di Eleonora e l’altro sulla via Castello. Dopo la fine della guerra il rifugio è rimasto chiuso, ma ora l’Amministrazione comunale decide di recuperarlo con finalità culturali e storico-didattiche. Un’opportunità unica per comprendere lo stato d’animo in cui viveva la popolazione durante gli allarmi aerei. Santina Ravì ...
Leggi di piùDomani l’incontro “Tutti i bambini sorridono nella stessa lingua”
Una giornata per informare e sensibilizzare genitori, insegnanti, operatori e la collettività tutta su cosa sia la dislessia, sui i disturbi specifici dell’apprendimento nonché, sui pericoli del web, del cyberbullismo e pedopornografia. È questo l’incontro intitolato “Tutti i bambini sorridono nella stessa lingua” che si svolgerà sabato 23 a Serrenti dalle 9 alle 19.30 nei locali dell’EX.Ma in via Nazionale per iniziativa dell’associazione AFOID, di Monselice (PD) con l’associazione Essere Yoga di Serrenti e con la collaborazione di un genitore Valentino Amato molto sensibile a queste tematiche. L’incontro è gratuito ed è aperto a tutti. Si affronteranno alcune delle attuali problematiche di maggiore interesse durante l’infanzia e l’adolescenza, si va dall’apprendimento scolastico ai pericoli delle nuove tecnologie informatiche. La giornata sarà presentata da Franca Sanna e a seguire saranno presentate le associazioni presenti. Alle 10 il presidente Antonio Stasolla spiegherà come è nata l’associazione AFOID e i suoi scopi sociali. alle 111.30 Carmelo Masala, docente di neuropsicologia clinica all’Università degli studi di Cagliari parlerà di “Funzioni esecutive e disturbi di apprendimento”. Alle 12 la dottoressa Donatella Petretto, specialista in neuropsicologia e ricercatrice universitaria, parlerà dei “Disturbi dell’apprendimento uno o tanti”. Alle 12.45 Eliana Sanna, docente del Centro studi e doposcuola Facta Et Verba parlerà della sua esperienza con i DSA; nel pomeriggio alle 14.30l’avvocato Pier Gavino Sechi parlerà dei diritti del bambino, anche di quello che è nell’adulto. A seguire l’intervento della psicologa e psicoterapeuta Romina Frau, esperta in psicopatologia dell’apprendimento, che parlerà di DSA tra relazione e apprendimento. Più tardi alle 16.30 l’intervento di Gianfranco Volpin, sostituto commissario della Polizia di Stato, in qualità di responsabile della Polizia postale del Padovano, parlerà dei pericoli sul web, di cyberbullismo, di pedopornografica e di adescamento. A seguire l’apertura della tavola rotonda con gli interventi prima della chiusura e dei saluti finali. Gian Luigi Pittau ...
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