>Fra le band musicali che si sono distinte nel panorama musicale della Sardegna meritano una menzione d’onore i Collegium che, dalla fine degli anni sessanta e sino a qualche anno fa, hanno calcato i più importanti palcoscenici isolani, inciso tanti bei brani di successo e si sono distinti per le loro doti musicali. Il gruppo, nel corso della sua quarantennale carriera, ha avuto un nucleo storico costituito da due elementi che, sin dalla sua fondazione, hanno fatto presenza fissa: si tratta di Franco Vacca, noto chitarrista di Lunamatrona, e di Felice Cassinelli, tastierista di Senorbì. «Nel corso dei quattro decenni di vita della band - spiega Franco Vacca - si sono succeduti diversi elementi, tutti con una buona formazione musicale». La band originaria, denominata Lied Group, venne costituita da cinque giovani studenti del conservatorio di Cagliari: oltre a Franco Vacca e Felice Cassinelli, vi erano Gianni Pontis, Mariano Casula e Ubaldo Trudu. «Gli anni ‘60 e ‘70 - precisa con un pizzico di nostalgia - sono stati davvero meravigliosi, forse perché eravamo giovani e spensierati. Il gruppo inizialmente proponeva dei brani con un repertorio basato sui gruppi maggiormente conosciuti: Creedence, Deep Purple, Huriah Heep, Led Zeppelin e i Pooh. Negli anni abbiamo inserito pezzi dei Colosseum, King Crimson, Emerson Lake e Palmer e, successivamente, anche dei Pink Floyd e dei Genesis che, soprattutto negli anni ’80, occupavano buona parte della scaletta nei nostri concerti». I Collegium (che assumono questa denominazione dal 1974), vantano nel loro repertorio tanti album inediti, alcuni di grande successo: su tutti “L’ansia dei tuoi anni” e “Paola” (1974, 45 giri), “Proprio tu” e “Dimmi che farai” (1979, 45 giri), “Prima raccolta” (1985) e “Veridade” (1990); quest’ultimo, in particolare, è stato un album molto “forte” con brani tratti dai testi in lingua sarda del poeta Salvatore Poddighe di Dualchi che, nel 1918, aveva elaborato un’opera fortemente polemica sul ruolo della Chiesa. Questo scritto fu successivamente censurato ed osteggiato nel periodo fascista. «Abbiamo fatto tanti concerti - prosegue Franco Vacca - Abbiamo accompagnato numerosi artisti italiani di fama come Piero Marras, Little Tony, Mino Reitano e altri. Ricordo poi la partecipazione al Cantagiro nel 1978. La nostra, visti anche i numerosi cambiamenti di formazione, è diventata una famiglia allargata tuttora in buoni rapporti». Il leader Franco Vacca è la prova di quanto il gruppo fosse umile e la band è stata circondata da tanti amici. Fra questi, in particolare, Ettore Urracci, Alverio Cadau e Pinuccio Cau di Lunamatrona, e Gianni Melas e Mimmo Tartaglia di Sanluri, che hanno dato una grossa mano soprattutto nel periodo della loro formazione. Pinuccio Cau, su tutti, è stato da loro considerato un padre e, se finivano all’alba i loro concerti, lui era lì pronto con il suo camion a riaccompagnarli a casa. «A fine concerto - ricorda Franco - lo ringraziavo sempre: gli dicevo che senza di lui non ce l’avremmo mai fatta. Sono bei momenti che custodisco nel mio cuore». Il gruppo dopo il 1990 ha avuto delle brevi reunion sino a circa due anni fa; è lo stesso Franco a concludere: «Chissà se in futuro torneremo a suonare, ma se non dovesse succedere mi ritengo fortunato per aver fatto parte di una famiglia come quella dei Collegium. Una delle mie più grandi soddisfazioni è stata anche quella di aver suonato con i miei due figli Stefano e Nicola che negli ultimi anni dei concerti del gruppo si sono avvicendati come batteristi. Il gruppo appartiene alla storia, ma aver fatto crescere i miei figli in una casa dove si “respirava” tanta musica è stato uno stimolo enorme per avviarli a questo mondo. Per un padre come me, con la musica nel sangue, è certamente una bella soddisfazione». Simone Muscas

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