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In questa categoria troverai tutti gli articoli scritti fino Marzo 2026

Andrea Loddo dà vita ai bronzetti nuragici

Uno spettacolo carico di fascino e di mistero. Lo ha presentato Andrea Loddo nel centro di aggregazione sociale. Questo giovane ha fatto dell’archeologia sperimentale la sua ragione di vita: dopo anni di studi ed esperimenti  è riuscito a riprodurre quelle che erano le tecniche di fusione del bronzo, e la conseguente creazione dei bronzetti, in epoca nuragica Lo spettacolo si è tenuto all’esterno del centro. Andrea Loddo ha tenuto la stessa lezione per gli studenti delle scuole, e gran parte delle varie attrezzature sono pronte per lo spettacolo della sera: disposti su una pelle bovina si trovano  un doppio mantice a Y  una piccola fornace, una cesta con del carbon fossile, alcuni legnetti per l’accensione, una giara piena d’acqua, e diverse altre cose. Assieme a Mario, il suo collaboratore, accende  il fuoco. I due dispongono su due tavoli scudi, spade, elmi. I vari oggetti esposti,  tutti assolutamente realizzati dalle mani di Andrea, sono curati nei minimi  dettagli: le lunghe spade, ovviamente di bronzo; gli scudi rotondi (uno parzialmente rivestito con lamine lavorate, l’altro con strisce di cuoio) con una sorta di grossa borchia appuntita, conica, al centro; l’elmo, provvisto di due lunghe corna ricurve.   La ricostruzione di questi oggetti è stata curata nei minimi particolari e, per quanto diversi tra loro, tutti hanno una caratteristica comune: i vari elementi sono stati riprodotti tramite l’osservazione, attenta e precisa, dei bronzetti ritrovati, ed esposti nei vari musei, in Sardegna. I materiali utilizzati, legno, cuoio e bronzo, sono quelli che certamente dovevano essere utilizzati in epoca nuragica. Nella fornace la temperatura sta salendo: ogni tanto vengono aggiunti piccoli pezzi di carbon fossile (proveniente dalle miniere di Seui), e nell’arco di un’ora la temperatura raggiunta sarà di almeno 1400° C. Andrea Loddo racconta al pubblico come nasceva un bronzetto 3000 anni fa e oltre, catturando completamente l’attenzione dei partecipanti. L’atmosfera è suggestiva:: il buio della notte ormai sopravvenuta è rischiarato dalla fiamma viva della fornace, ci si sente totalmente catapultati indietro nel tempo, millenni fa. «Il bronzo -  spiega Andrea Loddo -  è una lega metallica composta da rame e stagno (quest’ultimo in proporzione del 5%): è molto resistente rispetto ad altre leghe (anche grazie alla presenza dell’arsenico), ed è presumibilmente una grande scoperta dei nostri Avi che la utilizzarono, proprio con queste precise proporzioni, per realizzare oggetti di tutti i tipi, oltre alle armi». Il metodo di produzione dei bronzetti è quello cosiddetto “della cera persa”. Andrea continua infatti a raccontare come, sperimentalmente, sia giunto alla conclusione che fosse questa la tecnica più adatta per ottenere quella precisione di dettaglio oggi riconoscibile nella bronzettistica sarda. Terminata tale prima fase, questa scultura veniva ricoperta con un particolare tipo di arg ...

Giovani sardaresi a scuola di rap

Coinvolgere i giovani e fare gruppo: sono questi gli obbiettivi su cui si incentra la nuova iniziativa dei due Assessorati alle Politiche Sociali ed alle Politiche Giovanili che è partito l’8 maggio nei locali dello spazio giovani di via Manzoni a Sardara. Si tratta di un corso di musica rap indirizzato ai ragazzi dai 12 anni in su che ha come maestro il principale organizzatore, il consigliere comunale Nicola Casti, musicista da dieci anni e, da cinque, anche rapper. I ragazzi vengono condotti attraverso un percorso minuziosamente programmato, che non interessa il rap solo come genere musicale particolarmente di moda in questi ultimi anni, ma che vuole anche far conoscere come quel genere è nato, quali sono la metrica e le figure retoriche che è bene utilizzare per ottenere un buon risultato e, non da ultimo, quali sono i sentimenti che la musica in generale e questa in particolare, sono in grado di suscitare.  «Il rap non è solo una musichetta, come molti tendono a pensare»,  afferma lo stesso Nicola Casti, «con questo tipo di iniziative vogliamo prevenire la devianza giovanile, canalizzando le energie dei ragazzi in qualcosa di creativo, piuttosto che lasciare che passino tutto il loro tempo in giro per strada senza sapere cosa fare. Non devono uscirne degli artisti, l’importante è che si sentano coinvolti e che si divertano. Il corso l’ho pensato in modo che tocchi tutte le tematiche inerenti a questo genere di musica, perché sono convinto che se le cose le fai, le fai bene». Manuela Corona ...

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