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I sindacati lanciano l’allarme: danni pesanti per aziende e cittadini per i continui black out elettrici

di Gian Luigi Pittau Nel Medio Campidano e in Marmilla le linee elettriche che portano la corrente nelle case e nelle aziende sono troppo vecchie. Il risultato? Negli ultimi tempi sono aumentante le interruzioni di energia che hanno portato danni ai cittadini con danni ad elettrodomestici e dispositivi elettronici ma anche alle aziende che già devono affrontare la difficile crisi economica nella provincia con gli stipendi più bassi d’Italia. Lo denunciano con forza sindacalisti, rappresentanti dei lavoratori e cittadini che devono affrontare questi disagi. «Le reti elettriche a bassa tensione della Sardegna e quelle del Medio Campidano in particolare - rimarca Gianrico Cuboni, segretario regionale della Flaei Cisl - sono molto vecchie e risalgono agli anni Settanta. Siamo al limite della loro resistenza e non sono state ancora automatizzate come invece è successo in altre regioni italiane come la Puglia. In più nel Medio Campidano i disagi ricadono sui lavoratori che sono costretti ad orari di lavoro con molti straordinari: ci vorrebbe altro personale per gestire tutti gli interventi e ci sono dei mesi in cui i 30 lavoratori devono fare anche 500 interventi». Una situazione non facile per i lavoratori che devono far fronte a dei turni molto pesanti come evidenzia Silvia Sergi della rappresentanza sindacale unitaria dei lavoratori di E-distribuzione che fa parte del gruppo Enel e si occupa della gestione delle reti: «Ci sono 30 lavoratori che devono gestire un territorio molto vasto che raggruppa 60 Comuni e che, oltre al Medio Campidano, comprende una parte dell’Oristanese e della Trexenta. Le linee sono vecchie con continui guasti sia alle famiglie che alle aziende del territorio. I lavoratori devono fare molte ore di straordinario per risolvere i problemi di rete e  riparare i guasti». In più il cambiamento delle condizioni climatiche verificatosi negli ultimi anni ha messo in ginocchio una rete già vecchia come ricorda il pensionato Giorgio Tuveri: «Ci sono quartieri popolosi di paesi grandi come Villacidro che lo scorso inverno sono rimasti all’improvviso senza corrente e non si contano i danni: c’è chi ha avuto danni anche per settemila euro». Ecco perché non c’è più tempo da perdere e bisogna ricorrere ai ripari: «Il discorso delle reti - rimarca Edoardo Bizzarro, segretario territoriale della Cisl - è di fondamentale importanza per lo sviluppo dell’economia del territorio. Chiediamo che i Comuni, a partire dai sindaci e dagli amministratori locali, chiedano con forza il rinnovo delle reti elettriche. Il Medio Campidano e la Marmilla sono già dei territori svantaggiati che non devono essere considerati di serie B rispetto ad altre zone della Sardegna». Sulla stessa linea il tecnico Virgilio Matta, sindacalista storico della Cisl: Il Medio Campidano era prima la periferia di Oristano, ora lo è di Cagliari. Nelle linee elettriche ci sono troppi rattoppi. La Sardegna potrebbe diventare il laboratorio idea ...

Il regista Paolo Zucca protagonista di un incontro promosso dall’Università di Cagliari

Si terrà lunedì 20 maggio alle 16 nell’Aula magna del Palazzo del Rettorato l’incontro con Paolo Zucca e Roberta Aloisio, rispettivamente regista e direttrice di produzione del film "L'uomo che comprò la luna", in programmazione da circa un mese nelle sale della Sardegna e da una settimana in quelle nazionali e diventato un vero e proprio caso. Commedia a basso budget, ha ottenuto un grande successo di pubblico tanto da uguagliare o superare, nel rapporto copie/spettatori, produzioni mainstream internazionali. Anche l’iniziativa – prevista in un primo momento nell’Aula Motzo della Facoltà di Studi umanistici – è stata spostata nell’Aula magna del Rettorato, proprio per il grande interesse suscitato e per l’importanza della produzione. Per i due protagonisti l’incontro all’Università – moderato da Antioco Floris e aperto dai saluti del Rettore Maria Del Zompo - sarà un ritorno ideale negli spazi in cui sono state girate alcune scene della pellicola. Il coinvolgimento dell’Università di Cagliari c’è stato infatti già dalle prime fasi di realizzazione: la produzione ha accolto sul set alcuni studenti come tirocinanti e l’Ateneo ha concesso il patrocinio a un progetto che già in fase di avvio si presentava come molto interessante. Una parte della troupe che ha girato “L’uomo che comprò la luna” aveva rapporti precedenti con il CELCAM – il Centro universitario diretto da Antioco Floris - per aver svolto alcune attività formative rivolte agli studenti. [caption id="attachment_41626" align="alignleft" width="500"] Antioco Floris[/caption] “L’uomo che comprò la luna” – spiega il prof. Floris - è una commedia a tratti grottesca e a tratti surreale, sviluppata in due momenti: un primo in cui si gioca sugli stereotipi della sardità, quelli che piacciono ai sardi e quelli che sos continentales coltivano con un certo sussiego quando guardano la gente dell’isola; un secondo momento, che può essere definito dell’orgoglio nazionalitario, prende corpo nel momento in cui gli stereotipi si sono svelati per ciò che sono e domina una rarefatta atmosfera di riscatto nazionalitario”. Si tratta certamente di un film stimolante su tanti aspetti che vanno dalla cultura alla politica, dalla poesia al linguaggio cinematografico per toccare l’immaginario collettivo della società dello spettacolo. Aspetti di cui certamente si discuterà con Paolo Zucca e Roberta Aloisio lunedì pomeriggio nell’Aula magna del Rettorato. ...

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