Archivio

Archivio

In questa categoria troverai tutti gli articoli scritti fino Marzo 2026

Giovane di San Gavino Monreale abbandona l’auto in mezzo alla 131. All’arrivo dei carabinieri li aggredisce, arrestato.

Ieri mattina, lungo la SS 131, all’altezza del Km 33, i carabinieri di Serrenti intervenivano e traevano in arresto V. F: V  di San Gavino Monreale, classe 1990 residente a Segariu, celibe, agricoltore. Il giovane, a seguito di segnalazione al 112 pervenuta dagli automobilisti e dal personale dell’Anas, veniva individuato dai carabinieri mentre, in chiaro stato di alterazione psicofisica probabilmente da alcoolici,  girovagava in un campo a lato dalla carreggiata della SS 131. Poco più in là sulla statale il proprio veicolo, una Ford Fiesta grigia. Poco prima aveva abbandonato la macchina nel mezzo della superstrada creando intralcio e gravissimo pericolo per la circolazione. I carabinieri hanno messo in sicurezza il mezzo che dai controlli seguenti risultava anche privo di copertura assicurativa, per cui procedevano a sequestrare il veicolo ma mentre cercavano di riportare il soggetto sulla strada lui si attaccava con le braccia al guardrail dando in escandescenze rispondeva ai militari urlando e inveendo contro di loro con aggressività minacciandoli di morte e oltraggiandoli continuamente opponendo resistenza. Così veniva immobilizzato e arrestato per violenza minaccia e oltraggio a pubblico ufficiale. Il soggetto è ora agli arresti domiciliari in attesa di udienza direttissima da fissarsi domani, lunedì, a Cagliari.   ...

Burrìda a sa casteddaia

[caption id="attachment_56214" align="alignleft" width="160"] Roberto Lotti[/caption] Sa burrida a sa casteddaia, burrida alla cagliaritana, è una preparazione caratteristica e tradizionale della Sardegna, in particolare di Pula e dell’area cagliaritana, Sulcis Iglesiente compreso. Come tante pietanze raffinate della cucina isolana, non lesina nei profumi e tanto  meno  nei sapori che, da sempre esprimono un  valore primario di spiccata originalità. Sa burrida sarda, che si diversifica da quella ligure (a base di stoccafisso), viene servita come antipasto tradizionale in tanti ristoranti e trattorie  dell’Isola e in alcuni locali viene servita in abbinamento a fette di  bottarga, buttariga di Cabras.  Sa burrida, come le tante preparazioni a base di pesce è di origini fenicie, medioevali, spagnole e liguri, le quali hanno lasciato un’impronta indelebile sull’arte della  marinatura “escabeche o scapece”. Infatti per tale termine, prettamente spagnolo, si intende il metodo utilizzato per conservare il cibo cucinato con aceto, vino, olio ed erbe aromatiche, non a caso ancor oggi in Sardegna le varie metodologie di lavorazione restano inossidabili e resistono nel tempo. La tecnica di preparazione abitualmente avviene facendo lessare o friggere gli alimenti nel grasso di maiale o olio extravergine d’oliva, al  quale  si unisce del  vino, erbe, spezie e aceto. Anche se la maestria di conservazione dei cibi è un procedimento che ha origini arabe, poi divulgato in tutta l’area mediterranea e quindi adottato dalla cucina spagnola. La parola in effetti proviene dal “farsi sikbâg o sikbaj” (per assonanza iskebech, da cui escabeche o escabetx in catalano) che vuol dire marinatura di un alimento con aceto di vino, uva passa e spezie persiane. Questa metodologia di conservazione appare anche nella celebre raccolta di novelle orientali scritta da differenti autori a partire dal X secolo, “Le mille e una notte”. Dai catalani ai genovesi, dai piemontesi ai sardi il passo è  breve, ecco perché lo scabeccio, scabecciu in sardo, o carpionatura sono simili. Non a caso, proprio in Sardegna, la preparazione de sa burrìda di gattucciu de mari (la ricetta prevede che il pesce sia sventrato, lessato, poi marinato in olio extravergine d’oliva, con l’aggiunta di aceto di vino, noci tritate e una poltiglia di fegatini precedentemente estratti dello stesso pesce) è di derivazione ligure ma, per quanto possa sembrare strano, la ricetta originale è sarda. Infatti è un’usanza tipica dell’Isola di condire abitualmente il gattuccio di mare o altri pesci come la razza. Il pesce viene lessato in un brodo vegetale, aromatizzato e condito con una emulsione a base di olio, aglio, prezzemolo, erbe aromatiche, aceto di vino, foglie di lauro, pinoli, opinu, e gherigli di noce, nuxi manna, ridotti a poltiglia e la pietanza si consuma generalmente a temperatura ambiente dopo un paio di giorni di marinata, assieme alla sua ...

Vai a tutti i contenuti