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In questa categoria troverai tutti gli articoli scritti fino Marzo 2026

Sanluri, zootecnia isolana in crisi: i costi di produzione salgono spietatamente e soffocano le aziende

di Fulvio Tocco ______________________________   Il comparto zootecnico isolano si trova schiacciato dopo l’aumento smisurato dei costi di produzione. Con i costi delle materie prime alle stelle è a rischio la vita delle aziende agro- pastorali. Il comparto zootecnico isolano dipende fortemente dalla crisi dei mercati di provenienza e delle speculazioni in atto per cui è necessario un intervento straordinario da parte della Regione Sardegna, a burocrazia semplificata, per dare sostegno alle aziende in difficoltà. Roberto Congia ricorda che già prima della guerra stavamo affrontando un periodo difficilissimo per l’aumento dei prezzi, ora la situazione è davvero drammatica. Le materie prime, infatti sono già diventate impossibili da acquistare. Anche il costo del gasolio è rapidamente aumentato.  Il rappresentante del Movimento Pastori Sardi ha inoltre affermato che è necessario finalizzare il PSR (Programma Sviluppo Rurale) al superamento della crisi per evitare che le aziende moribonde cessino l’attività.  I produttori sardi non possono continuare a subire i forti ritardi del PSR e sui tempi biblici dei pagamenti della blue tongue: sono ritardi che generano difficoltà e scoramento quotidiano nella categoria. Per il futuro prossimo, ha sostenuto Congia, è necessario aumentare la produzione isolana di cereali e leguminose da granella e da foraggio, cercando di svicolare il comparto zootecnico dai prodotti d’importazione che ormai son una tenaglia che soffoca l’economia aziendale.  L’areale di Sanluri ha già sperimentato virtuosamente, per diversi anni, questa pratica per cui si può fare. Le norme ci consentono di farlo. D’ora in poi, ha concluso Congia, per avere più certezze sugli alimenti animali è necessario concentrare la politica regionale sulla produzione locale. I benefici non ricadranno solo sui produttori ma su tutta l’economia regionale. ...

Medio Campidano: chiusura del Centro diurno Cedip

Riceviamo e pubblichiamo il grido d’allarme delle tante famiglie che fanno parte del Cedip, centro diurno polivalente nel Medio Campidano, che fa a capo al Plus di Sanluri, servizi sociali. «Per circa 11 anni questo centro ha accolto circa 40 ragazzi disabili, provenienti da vari paesi del Medio Campidano, accompagnandoli in una importante fase di crescita umana che ha contribuito a far sì che le famiglie potessero creare percorsi di integrazione ed inclusione dei propri ragazzi. In tutti questi anni non è mai venuta a mancare la fiducia nelle istituzioni ma ultimamente ci si sta dimenticando di questi ragazzi, dei loro mondi, costretti in casa a causa della burocrazia. Dal 21 dicembre il centro è chiuso per scadenza dell’appalto che viene fatto incredibilmente di anno in anno e che a oggi  non si ha il minimo sentore di rinnovi o di appalti imminenti. Siamo stati abbandonati, come pure gli operatori che ci lavoravano e che sono costretti ad attendere qualcosa che forse non ci sarà. I ragazzi iniziano a perdere stimoli, ad avere problemi che fino a questo momento non si erano manifestati nella routine quotidiana, quali problemi di memoria, socializzazione, integrazione e di inclusione. Le nostre famiglie sono oramai allo stremo e nonostante i continui richiami alle istituzioni, sembra che da quella parte si prenda tempo, come se avere in casa ragazzi con disabilità, ventiquattro ore su ventiquattro, sia una situazione di facile gestione. Ricordava ultimamente,  un genitore a un sindaco che “per capire cosa significa non avere a disposizione una struttura idonea ad accogliere questi ragazzi, ne tenesse uno nella propria abitazione, per dieci minuti”. Abbandonati... ecco la parola giusta in questo momento, senza prospettive future per i ragazzi e le famiglie. Aiutateci a far arrivare la nostra voce a queste persone che si sono dimenticate di noi».   ...

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