L’Atletica Serramanna al Festival del Cross

Si è svolta domenica 17 gennaio, a Capoterra, la seconda tappa del circuito campestre 2016 valevole per l’assegnazione dei primi titoli regionali dell’anno, individuali per la categoria Cadetti e a squadre per i Ragazzi. Ancora una volta l’Atletica Serramanna si presenta carica e con numerosi atleti, oltre quindici i bambini, tanti esordienti alla loro prima gara. Il Festival del Cross vede il gruppo sportivo serramannese in undicesima posizione nella classifica generale su 28 società, con 298 punti, ventiduesimi nella categoria maschile con 103 punti grazie alla squadra Promesse/Senior M23 e noni su 22 posizioni nella categoria femminile. A Capoterra le tre ragazze di Serramanna perdono di un soffio la prima posizione con 101 punti, contro i 103 della prima classifica, l’Olympia Villacidro, che ha potuto schierare cinque atlete. Dopo un 2015 concluso positivamente il nuovo anno inizia con grandi soddisfazioni per gli atleti e la società sportiva che lavora per crescere e migliorarsi. (e. f.) ...

Valerio Curridori in Nuova Zelanda

Il triatleta della Villacidro triathlon conclude l’ironman 70.3 a Taupo in Nuova Zelanda in 5 h e10': tempo ragguardevole, ma non sufficiente per conquistare il podio, cosi come da tempo siamo abituati a vederlo in occasione degli eventi internazionali. Un viaggio lungo, estenuante, logorante, concentrato nell’arco di pochi giorni: 23 h di volo ed un fuso orario di 12 necessitano di tempi più lunghi per essere completamente smaltiti! «Indubbiamente - afferma l’atleta - il parziale recupero ha influito sul risultato; comunque è bene ricordarsi che ogni tanto in qualche angolo del pianeta si incontrano avversari che, per una serie di coincidenze, risultano più forti e dunque... onore al vincitore!». «Le difficoltà e le sensazioni negative emergono fin dalle prime bracciate nelle acque cristalline e trasparenti del lago Taupo; un diffuso fastidio, una inspiegabile pesantezza e fatica nei movimenti come se al posto delle gambe trascinassi enormi macigni hanno reso i 1900 mt di nuoto interminabili e spossanti», aggiunge Curridori. In bici sembra vada meglio e dopo i primi 8 km che costeggiano il lago si affronta una salita che conduce verso le zone interne. L’ironman 70.3 (1.900mt di nuoto, 90 km in bici, mezza maratona a piedi ) è una disciplina che ammette poche distrazioni o leggerezze: tutto è spinto al limite; tutto è finalizzato a sostenere una fatica impensabile che si protrae per ore. Sono necessari concentrazione, testa, cervello, perfetta conoscenza dei propri limiti e attentissima gestione delle energie. Non si può restare freddi e indifferenti tuttavia quando, in cima all’ascesa, la strada si apre a scenari che tolgono il respiro arricchendo di ulteriore stupore quanto già visto il 1° giorno in auto lungo i 360 km che, dall’areoporto di Auckland nel nord dell’ isola, conducono a Taupo. A metà percorso, nonostante la fatica e la consapevolezza di vivere in pieno una giornata negativa sul piano fisico, la media è di 35 km orari: velocità più o meno costante per tutti i 90 km di un tracciato esposto al vento e con continui saliscendi. Ma è la terza frazione della gara, i 21,5 km di corsa, che occupa la mia mente e mi spaventa: non riesco a pensare ad altro al punto che percorrendo gli ultimi km in discesa, rischio di finire fuori strada per distrazione e pessima impostazione delle traiettorie nelle curve. Conclusa anche la prova in bici... Ci siamo! Via il casco, scarpe da corsa, cappellino, due gel. Si corre lungo il lago, tra due ali di folla colorata, ordinata e partecipe. I km diventano uno strazio, sono interminabili e sofferti fino all’ultimo metro. Per quanti sforzi faccia, per quanto cerchi di richiamare immagini di altre fatiche vissute, non riesco a dare un senso a quella sofferenza brutale. È un incessante conflitto tra cervello che ordina alle gambe di andare più forte e queste che, invece, diventate ormai di piombo, esauste,spente e insensibili a qualunque comando, si arrendono e si trascinano ...

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