Per ricordare


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> A Cura Di Gian Paolo Pusceddu Dei quasi sei anni della Seconda guerra mondiale, l’Italia ha vis- suto soltanto i cinque tra la dichiarazione di guerra di Mussolini all’Inghilterra e alla Francia (10 giugno 1940) e la Liberazione (25 aprile 1945). Ma per quella parte del Paese che si ritrovò “liberato” al momento dell’armistizio dell’8 settembre 1943 la guerra durò, praticamente, soltanto tre anni e qualche mese. In questa diversità di destini, alla Sardegna ne toccò uno tutto diverso: l’Isola fu infatti l’unica regione di’Italia (e una delle poche dell’intera Europa) dove non passò la guerra guerreggiata. Perfino i tedeschi si imbarcarono dopo l’8 settembre, forti di un accordo che garantiva loro una partenza senza contrasti. Solo la coraggiosa iniziativa di un gruppo di marinai, di soldati e di carabinieri diede vita a quella “battaglia di La Maddalena” che rappresenta uno dei primi episodi della Resistenza. Ma neppure alla Sardegna fu risparmiata la più terribile e distruttiva delle “guerre” del secondo conflitto mondiale: la guerra che veniva dal cielo, le incursioni micidiali condotte dagli aerei alleati, iintensificate e moltiplicate man mano che la penisola italiana diventava sempre più chiaramente il bersaglio dell’attaco finale alla “Fortezza Europa”. Preceduta da brevi azioni condotte in genere sui porti, gli aeroporti e le strutture stadali e ferroviarie, la grande stagione dei bombardamenti sulla Sardegna durò sette lunghissimi mesi, da febbraio ad agosto del 1943. Una stagione di morte, distruzione, fame, sofferenze inenarrabili. Sono trascorsi 73 anni esatti da quegli eventi, La Gazzetta vuole ricordarne alcuni che sconvolsero il Medio Campidano, in particolare quando le “Fortezze” si scatenarono su Gonnosfanadiga. Una storia di orrore e di sangue: 111 morti, trecento feriti e ancora tanta rabbia in corpo da parte dei gonnesi. 04fo- 1a pag. unione sarda -1  

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