Monumenti aperti, la chiesa di San Gavino Martire è il sito più visitato

Tremila visitatori hanno ammirato i monumenti e le mostre di San Gavino per l’ultima edizione della manifestazione organizzata dall’associazione “Imago Mundi”. Quest’anno i siti da visitare sono stati 11 (nelle foto di Renato Sechi), con le due novità rappresentate dalla Casa Mereu, architettura alto borghese del primo Novecento in stile liberty, e dalla chiesa di Santa Maria del Bambin Gesù, dedicata alla religiosa di Lisieux e in stile moderno. Il sito più visitato risulta essere la chiesa di San Gavino Martire (501), in quanto il “pantheon arborense”» ospita contestualmente i festeggiamenti del santo omonimo, la caratteristica processione, nella quale spicca l’abilità de “S’Orberi”, le degustazioni enogastronomiche e le serate musicali. Seguono, per numero di visite, la Casa Mereu (431); il convento di Santa Lucia (384), con il suo splendido chiostro basiliano; la fonderia (360), simbolo del moderno sviluppo del paese; la chiesa di Santa Teresa (236), la seconda novità di quest’anno; il museo Dona Màxima (188), vetrina invece dell’antica tradizione locale; le due chiese di Santa Croce e di Santa Chiara; il museo delle “Due Fonderie”, che racconta l’impatto sociale sul territorio determinato dalla realtà industriale; l’archivio storico, che testimonia la vita del paese a partire dal Settecento; e infine la collezione “Nuccio Delunas”, raccolta di cimeli sportivi di squadre locali e regionali. “Il festoso clima che si è respirato durante la manifestazione e il grande spirito di collaborazione a appartenenza registrato – rimarca il sindaco Carlo Tomasi - ormai contraddistinguono la comunità in occasione dei diversi eventi di una certa caratura. La cittadinanza è molto attiva e l’intesa attività artistica sta trasformando l’aspetto di San Gavino Monreale, il quale può di diritto aspirare a presentarsi ora come un vero e proprio “paese dei murales”, tant’è vero che è stato allestito per i visitatori un itinerario tematico incentrato proprio su di essi”. In prima fila un esercito di associazioni e di volontari che hanno reso fruibile i siti d’interesse e preparato numerosi eventi collaterali, ragion per cui desideriamo esprimere i nostri più sinceri ringraziamenti a tutte le associazioni. “Una altrettanto calorosa gratitudine va obbligatoriamente riservata a tutti i singoli che si sono prodigati per porre in essere la manifestazione, ai volontari, alle scuole, alle parrocchie, alle imprese e ai dipendenti comunali coinvolti”. Gian Luigi Pittau   ...

Assistenza sanitaria a domicilio: la scommessa di un giovane infermiere

Si chiama Ivan Porceddu, ha 26 anni, è di Furtei e svolge in modo abbastanza originale l’attività di infermiere. Il suo sogno è sempre stato quello di cimentarsi in questa professione, tuttavia intraprenderla non è stato facile visto che per diverse volte, a causa degli esigui posti riservati a chi vuole iscriversi al corso di laurea in Scienze Infermieristiche, ha più volte dovuto rimandare l’iscrizione, salvo finalmente accedervi attraverso il test d’ingresso nell’Università di Genova per poi terminare gli studi a Cagliari dopo richiesta di trasferimento. «Volevo a tutti i costi specializzarmi in questa professione - spiega Ivan - e alla fine dopo alcuni tentativi ce l’ho fatta. Terminati gli studi mi sono guardato intorno e, anziché fare le valigie come succede alla stragrande maggioranza dei miei colleghi, ho deciso di sfruttare le possibilità che mi avrebbe potuto dare il territorio. Mi sono quindi attivato per crearmi un lavoro autonomo». E quali potrebbero essere le situazioni più congeniali in una provincia come quella del Medio Campidano? Mettersi in gioco come lavoratore autonomo da queste parti è spesso considerato più come un azzardo che non come una concreta possibilità. Eppure, se ci pensiamo bene, quelle che spesso sono considerate criticità possono, in alcuni casi, trasformarsi in punti di forza: a spiegarci come è lo stesso Ivan Porceddu: «Il nostro è un territorio con una popolazione sempre più anziana, ha infrastrutture e trasporti fermi a decenni fa e soprattutto un sistema sanitario con i centri ospedalieri che, per ragioni economiche, cercano di ridurre al minimo il numero di degenze. Ho quindi preso spunto da ciò che si fa in altre realtà: ho regolarizzato la mia professione dal punto di vista fiscale e mi sono cimentato nell’attività di operatore sanitario. In sostanza svolgo la mansione di infermiere a domicilio operando a trecentosessanta gradi verso chiunque abbia bisogno di assistenza sanitaria». Fra i servizi che vengono svolti da Ivan ve ne sono parecchi: prelievi di sangue, consegna dei referti, sostituzione di cateteri, desuturazioni, oltre che tutte quelle operazioni di assistenza che spesso un utente non riesce a svolgere o perché incapacitato o ancora perché non ha al proprio fianco una persona esperta in determinate mansioni. «Che io sappia - conclude Ivan Porceddu - questo tipo di figura professionale non è diffusa nel Medio Campidano, mentre in altre realtà conosco qualcuno che si sta muovendo in questa direzione. Al momento sono in una fase iniziale del mio progetto, ho già alcuni pazienti ed opero in un raggio di circa sessanta chilometri da Furtei. Oltre all’aspetto economico ci tengo a far sapere che per me questo lavoro è principalmente una missione, che faccio col cuore infatti sin da piccolo ho sempe avuto la vocazione per quest’attività». Simone Muscas ...

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