Emozioni e abusi
In queste ultime settimane l’opinione pubblica sui social si è occupata del caso di molestie e abusi da parte di un potente produttore cinematografico (per intenderci, è stato terzo nella classifica degli uomini più potenti del cinema) verso innumerevoli collaboratori, assistenti, e attrici, durante gli ultimi 20/30 anni. Le reazioni sui social del fatto hanno però evidenziato soprattutto un a tendenza a sindacare e a interrogare le vittime che l’hanno denunciato anche in pubblico (eclatante il cyber bullismo verso Asia Argento), piuttosto che una netta condanna generale della violenza perpetrata. Chiariamo però la natura delle accuse: quando qualcuno sfrutta la propria posizione di potere per ottenere o cercare di ottenere dei favori sessuali si parla di abuso; atteggiamenti, commenti e richieste sessuali non gradite si chiamano molestie; mentre approcci sessuali avvenuti tramite coercizione e quindi senza un pieno consenso si chiamano stupri. Una delle domande maggiormente rivolta alle vittime è stata “Ma perché aspettare venti anni per denunciare?...convenienza?...prostituzione?…”. Non si può giustificare la cattiveria, gli insulti e il bullismo che vive in questi giudizi non richiesti online, specchio ormai della vita offline. Si può però sensibilizzare sulla situazione emotiva successiva a un abuso o uno stupro: lo stupro è un evento ad alto impatto emotivo annoverato tra quegli eventi catastrofici, traumatici o violenti che “mettono a repentaglio la vita di un soggetto o di un suo caro e la sua integrità”, eventi quindi come terremoti, rapine, stupri, alluvioni, incidenti con mezzi di trasporto, lutti, sequestri, guerre, attacchi terroristici, incendi, trapianti cardiaci, campi di concentramento, prigionie, ospedalizzazione, torture. Questi eventi possono portare le vittime, se non adeguatamente sostenute, a sviluppare psicopatologie: le emozioni come la paura di morire, il senso di colpa, la vergogna, la rabbia, son presenti sia in un sopravvissuto di guerra che in una vittima di stupro. La rimozione dell’evento può avvenire o no, qualcuno può riuscire a condividere un evento, altri attendere anni per parlare/denunciare, altri ancora non farlo mai. Ma mentre è più semplice parlare del dolore provato durante un incidente aereo, coccolati e approvati con reazioni empatiche dalla società, per le vittime di abusi, vige ancora la paura del giudizio, le accuse, la richiesta di particolari come “come eri vestita, pettinata, truccata, troppo sorridente, troppo esibizionista, troppo poco convincenti nel dire no, troppi tatuaggi, troppo libertine, troppo provocatrici, troppo ricca”. Nessuno si sognerebbe di chiedere a una vittima di rapina in banca “come eri vestito? Sorridevi?”, perché farlo con una vittima di stupro? Ecco forse una risposta logica: le persone non denunciano per paura di non essere credute, un abuso non è uno stupro, ma è comunque una violenza contro la psiche e il corpo di una ...
Leggi di piùBestias, una storia ambientata in Sardegna
È un dato di fatto come al giorno d’oggi il fantasy sia diventato uno dei generi più importanti dell'industria dell'intrattenimento, grazie alla versatilità che lo contraddistingue alle pressoché infinite possibilità espressive. Dal successo cinematografico del Signore degli Anelli a oggi si è spalancata una finestra a ridosso di un mondo che per tanto tempo era appannaggio di una ristretta cerchia di eletti. Il fumetto, medium in grado di recepire le varie innovazioni tanto commerciali quanto artistiche, vanta numerose produzioni legate al genere, per esempio il recentissimo Dragonero della Sergio Bonelli Editore o il belga Thorgal. È in questo preciso segmento che possiamo inserire la serie fantasy-storica Bestias, ideata e disegnata da Alessandro Aroffu e sceneggiata, dal terzo episodio, da Marcello Lasio. La storia, ambientata nella Sardegna dell’Alto Medioevo, si dipana nel periodo della strenua lotta tra le popolazioni barbaricine guidate dal re Hospiton, e l'impero bizantino. All'interno di questo momento storico viene espanso un universo costellato di oggetti incantati, magia e tradizione. I racconti ancestrali e la stessa Sardegna diventano motore e palcoscenico della vicenda, che si allontana dallo stilema narrativo del mondo immaginario, ma unisce la finzione del sovrannaturale a un qualcosa che ben conosciamo. Il viaggio del prode re Hospiton alla ricerca della magica maschera di Xylox si intreccerà non solo con la furia della macchina militare straniera, ma anche con fate, demoni ed esseri appartenenti al mondo delle nostre leggende. Bestias non risulta un semplice copia e incolla di archetipi narrativi, ma cerca di rivoluzionarli e adeguarli al patrimonio culturale sardo. Nei primi quattro volumi dell'opera, ritroviamo ambientazioni e suggestioni che accomunano la vicenda agli eroi norreni della Marvel Comics come Thor, senza tradire però l'origine da cui Bestias trae spunto, ossia la Sardegna. È facile riconoscere i monti della Barbagia di Ollollai, un'antica Cagliari e la sub-regione dell'Ogliastra. Un'isola antica, selvaggia e indomita, che non cederà il passo all'invasore straniero. Non prima di aver resistito con ogni mezzo. L'opera è interamente autoprodotta, grazie al supporto dell'Associazione Culturale Chine Vaganti. INTERVISTA AD ALESSANDRO AROFFU Come nasce Bestias? Quali sono state le fonti di ispirazione? Le origini di Bestias risalgono a un pomeriggio del 2014, mentre mi esercitavo nel creare delle tavole autoconclusive di prova con personaggi della scuderia Marvel. Proprio quel giorno disegnai, per caso, un uomo dalla corporatura muscolosa al quale avevo fatto indossare una maschera del Boes di Ottana. Il disegno mi piacque al punto che subito immaginai di creargli una storia intorno. Negli stessi giorni intrapresi alcune ricerche sul Medioevo e trovai un personaggio storico che calzava a pennello con la figura che avevo disegnato. Era un re orgoglioso e fiero: Hospiton. Scoprii che, durante i seco ...
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