Le maschere di Ottana animeranno il carnevale di Venezia

A Venezia quest'anno, ci saranno le maschere tipiche di Ottana I Boes e Merdules ad animare il Carnevale. Un glorioso ritorno quello della maschera etnica barbaricina, inserita nella sfilata del  4 marzo. Quest'anno la rappresentanza sarda è affidata ad Ottana che  stupirà il pubblico veneziano con le maschere ancestrali e il suono dei campanacci. A chiudere la sfilata, la maschera Filonzana.   ...

Emozioni e autodeterminazione

A partire dalla Seconda Guerra Mondiale, la Psicologia è stata utilizzata massicciamente in studi e ricerche sul disagio e la sofferenza ; in America ci si interessava ad “aggiustare”i soldati che rientrati dal fronte non erano più gli stessi;  i veterani presentavano traumi psichici o psicosomatici anche senza aver  riportato danni fisici La storia della psicologia si potrebbe definire “travagliata” e dai molteplici orientamenti, a grandi linee per spiegarne i principali compiti durante quel periodo (‘900), potremmo semplificarli in tre macroaree: curare le patologie mentali;  rendere la vita degli individui più produttive e soddisfacenti; identificare e coltivare i talenti (per l’opinione pubblica: psicologia= pazzia= sofferenza/ ortopedia= ossa rotte= scienza che cura le ossa rotte). La psicologia positiva prima di Seligman, iniziava con difficoltà a gettare le basi per la sua diffusione grazie a studi pionieri come quelli di Terman, Watson o Jung che già negli anni ‘30 si occupavano di studi su argomenti come la complicità e la felicità coniugale, la genitorialità o il senso della vita. Ora che la maggior parte delle guerre vengono combattute nel Sud del Mondo, la situazione si è ribaltata: le scarse risorse economiche non vengono utilizzate dai potenti per i traumi dei popoli in guerra (o in fuga), né per trovare soluzioni valide per restare umani di fronte alla sofferenza senza impazzire, e tantomeno dai governi stessi che spesso son dittature crudeli indifferenti alla vita, tantomeno interessati al benessere psicologico dei propri popoli. Ecco, nonostante questo clima incivile “lontano” da noi, nei Paesi “civilizzati” la psicologia positiva sposta l’interesse verso la costruzione di personalità positive, ottimiste e  ha preso piede la teoria dell’ autodeterminazione nel linguaggio comune. Questa teoria creata da Ryan e Deci a inizio duemila, individua tre bisogni psicologici di base: l’ autonomia, la competenza e le relazioni sociali il cui soddisfacimento è essenziale per la crescita psicologica, l’integrità, il benessere, la vitalità e la coerenza con se stessi. Tale teoria si focalizza sulle emozioni, sulle relazioni, sulle aspettative, sulle competenze che facilitano o minacciano il benessere in tutti i contesti e in tutti i cicli di vita. Il benessere diventa l’obiettivo che viene analizzato a livello intra e interpersonale, con un bilanciamento di soddisfazione tra tali bisogni. L’autodeterminazione può essere definita più semplicemente come la “capacità di decidere e di considerare le scelte effettuate come risultanti delle proprie azioni”. Sapere di essere noi gli artefici del nostro destino responsabilizza maggiormente ognuno di noi. Il cambiamento diventa “attivo”, come detto ripetutamente in questa rubrica, non si parla di fortuna/sfortuna, ma di impegno, di perseveranza, di tenacia; in loro le emozioni positive hanno la meglio e non sono direttamente correl ...

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