Collinas: una delle tante sere a “S’enn’è su Monti”
di Francesco Diana Solo i residenti sanno che “s’enn’è su monti” è per Collinas la storica piazza paesana, intesa come classico punto d’incontro per quanti, a fine di serata, sono soliti incontrarsi per trascorrere qualche minuto in assoluto riposo, scambiarsi i pareri su argomenti di attualità o aggiornarsi sui fatti accaduti nella piccola comunità. Ciò fino al classico rintocco “dell’Ave Maria”, ancora oggi “imperioso” richiamo per il rientro in famiglia. In realtà non si tratta di una piazza vera e propria, bensì di uno spazio angolare corredato da panche in muratura (mureddas), compreso fra il monumento dedicato a Giovanni Battista Tuveri e l’ex Montegranatico, dalla cui porta ha avuto origine il nome del sito. Si tratta del classico punto d’incontro giornaliero di adulti e anziani, “assise” paesana abbastanza importante, nella quale sono trattati problemi di attualità, locali e non, che spaziano dal clima alla situazione politica, dalla medicina all’economia, dai canali dell’informazione alla giustizia e all’immancabile politica. Solitamente, fra un argomento e l’altro, ci scappa pure qualche innocente critica della quale, come sempre, ne fa le spese l’ignaro/a compaesano/a che si trova a passare in quei momenti. Ci accomodiamo anche noi, limitandoci ad Il principale argomento quotidiano di specifica competenza della platea, è sempre rappresentato dal “tempo”, inteso come manifestazione meteorologica, soprattutto in funzione della sua incidenza nei riguardi dell’agricoltura. Con accostamenti storici a manifestazioni similari del passato, anche remoto, trasmessi di generazione in generazione, tutti concordano che non è il caso di drammatizzare. C’è chi sostiene trattarsi di mutamenti climatici di eccezionale importanza che imporrebbero, come ultimamente sostenuto dalla ragazzina svedese di nome Greta, l’adozione di misure eccezionali per arginarli e c’è chi, invece, citando date e situazioni impresse nella propria mente, ritiene trattarsi di situazioni che, in ossequio della nota teoria sui corsi e ricorsi della storia, hanno un andamento ciclico nel tempo. Dal clima all’agricoltura, il passaggio è una conseguenza logica. L’attuale crisi del settore riporta alla mente i tempi in cui l’agricoltura rappresentava l’elemento trainante dell’economia della nostra isola, tempi in cui le produzioni agricole, benché conseguite con sistemi arcaici e col sudore della fronte, rappresentavano una ricchezza per le famiglie, avendo un poter d’acquisto neanche minimamente paragonabile con quello attuale. Il termine di paragone usato è sempre il classico starello di grano, col quale si potevano acquistare beni per i quali, oggi, occorrerebbero centinaia di Euro. Partendo dalla crisi del settore agricolo, si arriva a discutere sulla situazione economica, alquanto preoccupante, che ingigantisce oltremodo i problemi occupazionali e che porta tanti giovani ad abbandonare il propr ...
Leggi di piùSerata di musica al Green Garden Pub
Un altro imperdibile appuntamento al Green Garden Pub. La musica elettronica C_sky incontra l’eclettico violino di Tifu. Il risultato è il successo del duo sardo a cui piace sperimentare e mettersi alla prova davanti al pubblico. Saranno ospiti del Green Garden Pub di via XXV Aprile, questo sabato dalle 22,30. ...
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