Asl Medio Campidano: al via programma per caregiver

Il programma prevede otto incontri a cadenza settimanale, durante i quali saranno affrontati i principali aspetti legati alla gestione quotidiana del malato: conoscenza della patol...

Prende il via giovedì 23 aprile, nella sala formazione del Centro di Salute Mentale, la seconda edizione 2026 del programma “Aiutare chi si prende cura”, percorso di informazione, formazione e sostegno psicologico rivolto ai familiari caregiver di persone affette da decadimento cognitivo, tra cui demenze e Alzheimer.Il programma prevede otto incontri a cadenza settimanale, durante i quali saranno affrontati i principali aspetti legati alla gestione quotidiana del malato: conoscenza della patologia, sintomi, evoluzione e terapie disponibili. Previsti anche approfondimenti sui servizi e sui sussidi attivi sul territorio a supporto dei pazienti e delle famiglie.Particolare attenzione sarà dedicata alle strategie comunicative utili a migliorare la relazione con il familiare malato, al riconoscimento degli stati emotivi e alla prevenzione dei comportamenti problematici, come agitazione o allontanamenti. Il percorso include inoltre momenti di condivisione dei vissuti personali e strumenti per la gestione dello stress e la cura di sé, a fronte del carico psicologico e fisico che grava sui caregiver.L’iniziativa è promossa dal Servizio di Psicologia delle cure primarie e ospedaliere, in collaborazione con il Centro Disturbi Cognitivi e Demenze della Asl, il Servizio Cronicità e il Plus del Distretto di Sanluri. Il team dei formatori comprende le psicologhe Monica Pinna e Michela Atzori, il neurologo Marcello Deriu e l’assistente sociale Sara Corona.Per partecipare contattare il Servizio di Psicologia via mail all’indirizzo serviziopsicologia.cureprimarie@aslmediocampidano.ito telefonicamente allo 070 93441763 e 070 97611623. ...

Pabillonis, Battista Zurru campione sportivo e provetto pasticcere

A 87 anni tiene un laboratorio sulle zeppole: una ventina le donne partecipanti

Battista Zurru, classe 1938, prossimo agli ottantotto anni, riesce ancora a stupire. Dopo un passato di calciatore famoso negli anni Cinquanta e Sessanta, in diverse squadre della zona, di numerosi titoli di campione sardo del tiro a volo, dove ancora partecipa con successo alle gare ufficiali e da sempre esperto panettiere, ora stupisce per la sua abilità nella pasticceria. Da alcuni anni, infatti, aggiunge al suo invidiabile palmares di titoli sportivi, anche quello di “campione o maestro delle zeppole”, come lo definisce qualcuno. Un appellativo forse iperbolico per indicare la sua abilità in questo settore, ma non certamente privo di realtà, vista la sua fama, ormai, acquisita anche nel web, dove ha tanti ammiratori ed estimatori e ha stabilito un rapporto interattivo con tante appassionate, tra cui molte inserite nel gruppo “dolci di Sardegna”. Una celebrità che ha convinto Battista Zurru ad accettare la richiesta di questi ammiratori per predisporre dei laboratori: “come preparare le zeppole in modo speciale ed eccellente”. Una disponibilità e un’empatia, d’altronde, che ha sempre contraddistinto la sua personalità, messa in evidenza anche nel suo passato di sportivo, dove era stato sempre ammirato e benvoluto da tutti. «Ho giocato - afferma - per tre anni col Guspini in prima divisione e sono stato capocannoniere in ogni stagione, diventandone poi anche il capitano. Mi voleva il Cagliari, avevo fatto un provino e diversi dirigenti avevano puntato gli occhi su di me, ma non potevo permettermi di lasciare il mio lavoro di panettiere, allora di pallone non si campava!».  Prima dei trent’anni, il promettente calciatore appende le scarpe al chiodo e intraprende l’attività nel tiro a volo, dove lascia il segno: più volte campione regionale, e, per anni, in Sardegna, è stato il miglior tiratore di sempre. Nella sua carriera ha collezionato centinaia di vittorie, trofei, ma anche attestati e medaglie d’oro da parte del Coni per meriti sportivi. Nonostante questi successi sportivi, non ha mai trascurato, però, l’attività della sua vita professionale: il lavoro di panettiere e, ancora oggi, dopo 74 anni di attività nel settore, è ancora attivo. «Ho iniziato a lavorare nel panificio di famiglia e a “ciuexi” l’impasto da ragazzino», rimarca Battista Zurru. L’arte di fare il pane l’ereditò dalla mamma Clementina che, oltre gestire il panificio, si occupava anche de sa buttega coloniale e degli otto figli, avuti dal matrimonio con Costantino Zurru, Il giovane Battista collaborava a tempo pieno con la mamma da cui apprese i segreti di preparare su cifrasciu, is costeddas e su cocoi: esperienze che furono la base della sua attività professionale. Anche dopo aver passato la consegna del panificio al figlio Danilo, che ha ereditato i segreti paterni, papà/nonno Battista non ha mai smesso. Anzi! Da tempo, infatti, oltre che dare una mano al figlio in panificio, all’età di 87 an ...

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