Villacidro avrà la sua casa dell’acqua

di Gian Luigi Pittau ___________________ L’installazione di distributori automatici d’acqua per ridurre l’inquinamento derivante dal consumo dell’acqua in bottiglia e per consentire un risparmio alle famiglie. È questa la finalità del progetto “La casa dell’acqua” che si concretizzerà anche a Villacidro con la creazione di una fontanella pubblica nel parcheggio che si trova a ridosso del campetto di fronte ai giardini di piazza Brigata Sassari. I distributori automatici d’acqua saranno ponti entro l’estate: «Con un prezzo molto basso, appena cinque centesimi al litro - rimarca la sindaca Marta Cabriolu - sarà possibile avere l’acqua naturale o gassata mentre costerà 10 centesimi al litro un’acqua trattata per bambini piccoli e persone che hanno particolari esigenze». Tutto questo permetterà una riduzione della plastica con un miglioramento ambientale e un risparmio per l’economia familiare: a fine anno ogni cittadino risparmierà centinaia di euro. Per ridurre ancora di più la plastica basterà dotarsi di bottiglie di vetro che conserveranno meglio l’acqua acquistata. Così molti cittadini potranno rinunciare ad acquistare l’acqua stoccata in plastica che non è il migliore contenitore possibile. Gli impianti avranno una manutenzione e una sanificazione periodica. Insomma l’acqua della fontanella pubblica avrà alti standard di qualità e sarà microfiltrata per cui libera da scorie. Altri paesi come Sanluri e Villamar hanno già la casa dell’acqua e altri come San Gavino (il promotore è l’assessore Libero Lai) si avviano a istituire la fontanella pubblica. ...

Il dormitorio, l’ultima vittima del Covid 19 a Oristano

L’ultimo atto è la chiusura, non si sa ancora se definitiva, del dormitorio di via Palmas, decisa dalla ASSL e posta in essere dal PLUS di Oristano venerdì 29 maggio. La vicenda aveva preso inizio nella prima settimana di marzo, quando i volontari dell’associazione Domus Oristano, che gestiscono il dormitorio in convenzione con il PLUS, segnalavano la situazione di oggettivo pericolo di contagio a cui erano esposti gli ospiti del dormitorio, costretti a trascorrere il giorno all’aperto, in condizioni igienico-sanitarie precarie, e la notte in spazi troppo ristretti per attuare le misure di distanziamento che si andavano profilando. Un confronto con il sindaco e i Servizi sociali aveva quindi portato alla soluzione non più rimandabile di collocare in hotel gli ospiti allora presenti in dormitorio. La situazione si è protratta fino a quando, il 18 maggio, è stata stabilita la fine ufficiale del lockdown, pur nel permanere dell’emergenza sanitaria. Alla richiesta della ripresa del servizio, i volontari del dormitorio hanno chiesto alla ASSL un controllo degli spazi e un preciso protocollo a cui attenersi, per garantire sicurezza a se stessi e agli ospiti, ed evitare ulteriori occasioni di diffusione del virus. La risposta dell’Ufficio di Igiene ha sciolto ogni dubbio: per la disposizione degli spazi, evidentemente inadeguati in tempi di Covid, il dormitorio non può riaprire nei locali fino a ora utilizzati. Ai sensi del regolamento del dormitorio, il PLUS ha comunicato agli ospiti presenti in hotel il non reinserimento, giustificando la decisione con lunga permanenza in struttura, ma dichiarando di impegnarsi a sostenerli nella ricerca di una soluzione abitativa alternativa, almeno per il mese di giugno. Al momento questo sembra essere il capolinea di una vicenda che per quasi sei anni ha visto decine di volontari impegnati nell’accoglienza di ormai un centinaio di persone senzatetto, provate dalle più svariate vicende della vita e spesso alla ricerca di una dignità e di una voglia di ricominciare che sembrava perduta. Volontari che non si vogliono arrendere e che da un pezzo sono alla ricerca di locali che garantiscano un servizio migliore in favore dei tanti che ogni notte occupano panchine, parcheggi, rifugi di ogni genere. ...

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