Dall'archivio di mio padre Livio

di Sergio Portas _____________________ Roberto Calasso, scrittore editore, saggista e narratore di successo tanto che i suoi libri sono tradotti in venticinque lingue e pubblicati in ventotto paesi, scomparso lo scorso luglio, scrive nel suo “La Folie Baudelaire” (per Gli Adelphi, naturalmente, la casa editrice che ha aiutato a fondare): “Gli scrittori non dovrebbero mai scrivere alle autorità, perché le loro lettere molto spesso non vengono lette ma immancabilmente vengono archiviate. L'archivio è il contrassegno più costante e temibile del potere” (pag.323). [caption id="attachment_91805" align="alignleft" width="375"] Livio Portas[/caption] Totalmente d'accordo: questa estate, complice il Covid che sapete, mi è saltato in mente di porre mano a quello che roboantemente chiamo “l'archivio di babbo”, lui ha lasciato questo mondo da quasi vent'anni oramai (2003), e quando ci siamo trovati davanti agli scritti suoi di una vita non abbiamo avuto cuore di bruciarli, li ho assemblati alla bella e meglio in svariati fascicoli, portati a casa a fare polvere, e lì dormivano sino a ieri. Tra vecchi giornali, centinaia di poesie scritte a mano e a macchina (lettera 22 di Olivetti) è spuntata una lettera datata 23 settembre 1987, raccomandata, destinatario Francesco Cossiga, Palazzo Quirinale- Roma-. Pensa te, babbo scrive al Presidente della Repubblica, gli manda due sue poesie su San Francesco (l'anniversario il 4 ottobre) gli fa gli auguri e gli racconta, in prosa aulica e un po' adulatoria, dei suoi trascorsi poetici, non manca di ricordargli che anche lui può vantare un nonno poeta: Bainzu Cossiga: su “poeta chrstianu” di Chiaramaomti, inizi dell'800. Ma ancora più sorprendente è il telegramma di risposta, datato 3 /10 / 87 che, essendo a differenza della fluviale lettera paterna molto più conciso, trascrivo interamente: Al Maresciallo Livio Portas, via ecc. ecc.: “Grato per le cortesi espressioni augurali rivoltegli, il Presidente della Repubblica le ricambia un cordiale saluto. Firmato: Sergio Berlinguer, Segretario Generale Presidente Repubblica”. Ora io sono propenso a ritenere che a leggere la lunga lettera augurale sia stato solo il Berlinguer ma vai a sapere come si comportavano questi “vecchi sardi” tutti accomunati nel “nome della Sua e mia amatissima Sardegna”. Per come l'ho conosciuto, a babbo, mi viene da incasellarlo in quel novero di persone che hanno fatto della letteratura, della poesia, nel suo caso, lo scopo primario del suo vivere. Sempre da Calasso che cita Proust: “La vera vita, la vita finalmente scoperta e illuminata, di conseguenza la sola vita pienamente vissuta, è la letteratura” (op.cit. Pag.329). Poeta babbo? E che tipo di poeta, poeta sardo, poeta cristiano anche lui nella sua ultima produzione? Facciamo che sto ripetendo il mio primo esame a Scienze Politiche: “Metodologia della ricerca storica”, mezzo secolo fa, quando mi imbattei in Marc Bloch e nel suo “Apologia della ...

Pabillonis, otto serate di musica e cultura con il Festival Orbescidrosciu

di Anna Luisa Garau ________________________________ Dal 10 al 19 settembre, a Pabillonis, si è svolto il festival de sonus, contus e cristionis “Orbescidrosciu”. A organizzare l’evento sono state le associazioni “Tramudas”, “Benas” e “Officine sonore” con il contributo dell'amministrazione comunale. Otto le serate, che si sono tenute nel Centro di aggregazione sociale, ad eccezione di quella del 12 settembre che si è svolta nei giardini pubblici, dove i bambini hanno partecipato ai “giogus de linna” e ai giochi di magia. Il festival è stato condotto da Angela Pinna, che oltre a intervistare i diversi ospiti, ha intrattenuto il pubblico con il suo canto, il chitarrista Giuseppe Atzori si è esibito in diversi momenti. La sorpresa è stato il giovane Matteo Atzori, che ha intrattenuto il pubblico leggendo pagine di diversi libri. Si è iniziato con la presentazione del libro “La terra dei giganti” di Vittorio Sanna, giornalista sportivo, radiocronista, telecronista, insegnante e scrittore.  «Lo sport vero», ha detto l’autore, «è quello fatto di passione, di sacrifici e che ti fa sognare. Il modello di sport ideale non è fatto dai soldi e dallo sperpero, ma quello che purtroppo vive un po’ nell’anonimato e quello del quale si parla solo in occasioni speciali». La presentazione è stata accompagnata dalle musiche di Appa Billonat. Nella serata successiva, Lorenzo Braina, educatore e divulgatore pedagogico, ha tenuto una conferenza dal titolo “Ribelli e Silenti“, dedicato alle tematiche adolescenziali. Il 15 settembre è stato presentato il libro di Alessandro Atzeni “Gladiatores”: un viaggio nella preistoria e protostoria della Sardegna. Nella stessa giornata la voce di Matteo Atzori, Fabrizio Foddi e Angela Pinna e le musiche di Officine Sonore hanno rappresentato i “racconti di quotidianità” dello scrittore pabillonese Pierangelo Orgiu. Il sedici si è stato proposto, con l’accompagnamento musicale di Flavio e Carolina, il libro di Mario Puddu “Tottus  Frades” che tratta della fraternità e dell'amicizia.Grande partecipazione per ascoltare Stefano Cruccas. Lo scrittore di Pabillonis, con voce emozionata, si è soffermato sul suo secondo romanzo “Il canto del nuraghe”. Gli ha fatto da spalla la musica del Tereza's fake Quartet. Chiara Laino e Matteo Liscia hanno parlato del loro libro “Come una meteora”. La coppia, non solo di scrittura ma anche di vita, è stata apprezzata dal pubblico, che con attenzione l’ha ascoltata. Ultima presentazione il libro “Coda di Castoro”, scritto dal sangavinese Daniele Mocci e illustrato dal fumettista guspinese Luca Usai. È indicato per i ragazzi dai sei ai nove anni, ma posso leggerlo anche gli adulti, e tratta tematiche sull'amicizia, offrendo spunti di riflessione anche sulla natura. Gli intermezzi musicali sono stati a cura di Jenia e Giorgio. Il festival ha dimostrato che a volte bastano piccoli ma interessanti eventi per coi ...

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