Arbus, venerdì 18 Salvatore Sardu racconta il suo percorso di vita e di documentarista
di Gianni Vacca ____________________ Venerdì 18 marzo alle ore 17 la Sala Consiliare ospita un’interessante conferenza di Salvatore Sardu che in occasione del suo 80° compleanno racconterà il suo percorso di vita e di documentarista. Alla serata organizzata dall’Università della Terza Età e inserita nel percorso didattico dell’anno accademico 2021/2022 si potrà assistere in presenza tramite esibizione del green pass e obbligo di mascherina ffp2 o anche sul canale you tube grazie alle riprese curate dalla locale Web TV Sky of Angels. Salvatore Sardu con i suoi 200 premiatissimi documentari è considerato “il più grande documentarista sardo per numero di lavori, riconoscimenti e fama”. Nel corso della serata saranno presentati AR 42/50, un originalissimo filmato sulla sua permanenza arburese e uno struggente post sulle coste di Arbus. Salvatore Sardu nasce ad Arbus nel 1942 per poi, ancora giovanissimo, trasferirsi con la famiglia nel 1950 a Cagliari dove si laurea in Economia e Commercio. Docente di Geografia Economica, poeta, scrittore, vive a Quartu Sant’Elena nella sua casa museo, dove ogni singolo oggetto è la testimonianza della sua storia d’amore per la cinematografia lunga oltre 50 anni. ...
Leggi di piùIglesias, ottima risposta del pubblico allo spettacolo ”Assenze giustificate in rock”
di Marcello Atzeni ______________________________ Sabato e domenica scorsi nel teatro “Electra” di Iglesias è andato in scena lo spettacolo ”Assenze giustificate in rock”, protagonisti gli attori di “Quinte emotive”, compagnia teatrale cittadina. Ottima la risposta del pubblico di Iglesias, ma in platea c’erano spettatori giunti anche da altre parte dell’isola. Sul palco Giusy Fogu, Efisio Deiola, Cristina Pillola, Matteo Guidarini e Fabrizio Carta; quest’ultimo anche autore del testo .Regia di Giulio Landis. In un bar di un paese della Sardegna meridionale, di proprietà di Carlo (Matteo Guidarini), si ritrovano quattro personaggi molto diversi tra loro ma allo stesso tempo simili: sconfitti dalla vita o, forse, non l’hanno manco mai affrontata sul serio. Viveurs cun nudda dinai che raccontano di tempi andati: Deep Purple (Efisio Deiola) dai sogni rock, Lara( Giusy Fogu) con tragedie più nere del nero di seppia, Cesare ( Fabrizio Carta), poeta che nessuno maledice perché aspetta di scrivere qualcosa per cui frastimarlo e Bea( Cristina Pillola), disincantata-sciroccata, con mise a trassa di Olivia Newton-Jhon in “ Grease”( 1978). Per Deep Purple tutto nasce in Sardegna: birra, civiltà, musica. Cialtrone, millantatore, frabaxu perdiu. Cesare scrive anche canzoni per Carlo che sogna di andare a Sanremo Giovani e con la sua gioventù transitoria, transita tra bar e dolore per il padre che, da tempo, ha abbandonato il tetto coniugale. [caption id="attachment_98284" align="alignleft" width="369"] Foto di Martina Lenzu[/caption] Se volete una sorta di gruppo “TNT” della meravigliosa ditta Magnus e Bunker. Un gruppo squinternato che abita in un bar-bettola che profuma di alcol e Gigi Riva. La pièce scritta da Carta e diretta da Landis è fatta di montagne russe. Saliscendi continui. Si sale con il rock dei Deep Purple, che coinvolge tutti in momenti di gioia danzante. Ma anche con ironia, sarcasmo e trivialità, nella giusta dose, senza mai bucare la decenza. Si scende con la malinconia, meglio, con il realismo del poeta, Cesare, che irrompe sulla scena per dispensare parole quasi sempre piene di saggezza. Sarà per questo che la sciollocata Bea ne è perdutamente innamorata. Deiola e suoi presunti amori, viaggi, lavori. Guidarini figlio di un babbo in fuga. La Fogu in cerca di serenità, come lo sono tutti in fin dei conti. La Pillola che vuol essere impalmata dal poeta, il poeta che cerca di essere il centro di una periferia. Non ci sono gigli sul palcoscenico dell “Electra”. Sono finiti i fiori e i figli dei fiori appassiti continuano a profumare di assenze. Che siano giustificate o meno. Il rock dei “Deep Purple” cerca di mettere tutti d’accordo. Perché in un mondo in bilico è necessario compattarsi, anche se le differenze, diversità, talvolta appaiono gigantesche. E per volersi bene, a volte, bastano una birra e il fumo nell’acqua. ...
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