L’allarme della Cgil: “Dispersione scolastica alle stelle, trasporti da terzo mondo"


di Gian Luigi Pittau
La dispersione scolastica sfiora quasi il 50 per cento nel Medio Campidano e nel Sulcis Iglesiente. A questo si aggiunge un sistema di trasporti pubblici non adeguato e una parte degli edifici scolastici che ha bisogno di urgente manutenzione. Ecco perché la Flc Cgil, che ha le proprie sedi a San Gavino e a Carbonia, lancia l’allarme chiedendo maggiore attenzione per la scuola che può consentire il rilancio di un territorio che è tra i più poveri in Italia. «Lo spopolamento di queste aree - rimarcano i sindacalisti Silvia Messori e Gianni Spiga - ci pone di fronte ad una situazione molto critica. Un calo delle nascite progressivo, che fa registrare una perdita di oltre 2000 alunni, è l’istantanea di una popolazione destinata a scomparire. In questo territorio la dispersione scolastica è fenomeno altrettanto preoccupante, se si pensa che nel Medio Campidano soltanto quattro alunni su dieci arrivano al diploma. Questo territorio è penalizzato da una viabilità inadeguata e da un trasporto pubblico non rispondente all’esigenza dell’utenza. Questo ci pone di fronte all’impossibilità di contrastare l’allontanamento dei giovani sardi dalla scuola, a meno che non si adottino misure efficaci e tempestive. Serve una scelta coraggiosa da parte della Regione, che ci consenta di non subire, ma essere protagonisti delle trasformazioni tecnologiche e dei cambiamenti impetuosi del nostro mondo, in modo tale che il sistema pubblico di istruzione e ricerca sia dappertutto generatore di uguaglianza, cittadinanza, innovazione, sostenibilità». [caption id="attachment_84980" align="alignleft" width="277"] Gianni Spiga[/caption] In particolare nel Medio Campidano andrebbe rivista l’offerta formativa: «Tantissimi giovani - spiega il sindacalista della Fic Cgil Gianni Spiga - devono andare a Cagliari o a Oristano per frequentare indirizzi di studio assenti. Andrebbe creato un polo nautico in centri come Arbus mentre bisognerebbe creare una filiera agroalimentare che parta dall’agrario di Villacidro fino ad arrivare ai due istituti alberghieri di Arbus e Villamar. La mancanza di trasporti pubblici nel pomeriggio non permette agli studenti di seguire corsi di recupero o di approfondimento o laboratori. Molti studenti per percorrere poche decine di chilometri per andare a scuola perdono ogni giorno anche tre ore in viaggio: è una situazione vergognosa soprattutto in questo periodo di Covid-19». Di qui un secco no al dimensionamento scolastico, la richiesta di una legge organica sull’istruzione in Sardegna e un investimento serio sulla rete dei trasporti: «Questo - concludono Gianni Spiga e Silvia Messori - consentirebbe ai nostri ragazzi di spostarsi agevolmente sul territorio e di avere l’opportunità di fruire appieno dell’offerta didattica del proprio Istituto, spesso le attività pomeridiane sono precluse ai pendolari».

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