La Marmilla per Pasqua e Pasquetta: musei, nuraghi e ambiente
Pasqua e Pasquetta in Marmilla. L’imbarazzo della scelta è reale per i turisti amanti delle zone interne, ma anche per i sardi che nel weekend pasquale volessero abbandonare le città e spostarsi in un territorio ricco di natura e paesaggi incontaminati, archeologia, arte, centri storici sapientemente conservati, tradizioni ed enogastronomia. Questa settimana la nostra rubrica “Il fine settimana in Marmilla” viene, appunto, sostituita dalle proposte per il weekend pasquale. La Marmilla vi aspetta tutti in questo fine settimana “speciale”. BARUMINI Porte aperte nei siti gestiti dalla Fondazione Barumini Sistema Cultura. A Su Nuraxi dalle 9 alle 20 con partenza dell’ultima visita guidata alle 19, mentre Casa Zapata e centro Giovanni Lilliu dalle 10 alle 20. Nel centro “Giovanni Lilliu” la mostra “Thesaurus” sul tema della salvaguardia del patrimonio culturale con beni archeologici e storico-artistici oggetto di recupero da parte del Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Cagliari. Ancora l’esposizione dedicata a Giovanni Lilliu e le foto in bianco e nero sullo scavo de “Su Nuraxi” e nello spazio dello shop la ricostruzione del plastico de Su Nuraxi, tablet per scoprire alcuni reperti e un video immersivo nello stesso sito. COLLINAS Un centro storico ben conservato con il monumento dedicato a Giovan Battista Tuveri. MUSEO SA CORONA ARRUBIA Visite al museo del Consorzio Turistico “Sa Corona Arrubia” intitolato a Giovanni Pusceddu dalle 9 alle 19 con chiusura della biglietteria alle 18 e la possibilità di ammirare le diverse collezioni permanenti. Inoltre attorno al museo il parco geobotanico ed alcune alcuni spazi per il pic-nic. FURTEI Un bel percorso nel territorio comunale e nel centro storico. GENURI Tappa “verde” fra ulivi plurisecolari e millenari nelle campagne. GESTURI C’è l’altopiano della Giara e anche un museo che lo racconta, che apre dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20 grazie alla cooperativa “Sa Jara Manna”. Poi la fede con il percorso devozionale dedicato a Fra Nicola e la visita alla sua casa natale. LAS PLASSAS E’ il paese del medioevo in Marmilla. Occorre circa una mezz’ora per salire sul colle che domina il centro abitato e che custodisce il resto del castello di Eleonora d’Arborea del periodo giudicale. LUNAMATRONA Un bel sito da visitare è la tomba de Su Cuaddu ‘e Nixias, a circa un chilometro dal centro abitato, lungo la strada che conduce al museo de Sa Corona Arrubia. Venerdì 15 aprile alle 9 laboratorio partecipativo per la realizzazione de su coccoi de Pasca con l’associazione “Coriccheddos”, informazioni e prenotazioni 3463041800. Sempre con la stessa associazione per Pasquetta “Su Spassieddu”, giornata fra siti archeologici e campi di grano. PAULI ARBAREI Un’altra bella tappa in un territorio ricco di verde e campagne. SANLURI C’è il castello giudicale con il museo. Domenica mattina chiuso, al pomeriggio visite d ...
Leggi di piùPabillonis: Venerdi Santo, tutto pronto per su Scravamentu
di Dario Frau _____________________________________ Sono già incominciati i preparativi per la sacra rappresentazione de Su Scravamentu che si terrà Venerdì Santo (il 15 aprile). Tolti dai bauli gli antichi abiti di scena, i vari componenti, coordinati dal parroco don Luca Pittau,si sono ritrovati nella chiesa parrocchiale per le prove de Su Scravamentu. La deposizione del Cristo dalla croce è ancora molto sentita in paese e il Venerdì Santo, sul tardo pomeriggio, una moltitudine di fedeli, in silenzio, assiste commossa a questa sacra rappresentazione. n evento che a Pabillonis ha sicuramente origini antichissime, anche perché, il Cristo con le braccia snodate, che viene utilizzato nella cerimonia del Venerdì Santo, risale al Cinquecento/Seicento. Un’altra testimonianza, storica inoltre, conferma questa antica tradizione. Scrive infatti l’Angius, nel 1846, che un prezioso cuscino, regalato da un pabillonese, figlio di una donna del paese,catturata dai mori d’Africa, nel sec.XVI e diventato libero, “ponesi il Giovedì Santo( Venerdì?) sotto la croce”, come ringraziamento per la libertà ottenuta. S’Iscravamentu (desclavament in spagnolo): letteralmente “lo schiodamento” di Cristo dalla Croce e la sua deposizione, è una sacra rappresentazione degli avvenimenti evangelici. Si ha traccia di questa tradizione fin dal Medioevo, ma l’accentuazione del fasto e della teatralità dei riti, invece, si deve all’opera del clero spagnolo, diffusosi nel Seicento. In paese, fino a pochi anni fa, veniva allestito anche il palco per la rappresentazione, ma dopo il restauro della chiesa di questi ultimi anni, l’antica croce in legno viene infissa, vicino ai gradini dell’altare della navata centrale, che permette comunque un’ottima visione ai fedeli presenti. Coordinati dal parroco Luca Pittau (predicatore/narratore), che legge i vari passi del Vangelo, con commenti sulla Passione di Cristo, i personaggi, con i costumi di scena, danno vita a Su Scravamentu. Gli effetti sono come sempre realistici: i colpi di martello che schiodano il Cristo dalla croce, creano una particolare atmosfera nella chiesa silenziosa. La bravura degli “attori”, consolidata da una lunga esperienza, catalizzano sempre l’attenzione degli spettatori. I vari personaggi del Vangelo si immedesimano nelle parti: Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo salgono lentamente le scale poggiate ai bracci della croce e tolgono religiosamente la corona di spine dal capo del Signore e la offrono a Maria Maddalena, piangente, ai piedi della croce, poi uno per uno vengono tolti i chiodi dal Cristo morto e consegnati all’apostolo Giovanni che li mostra ai fedeli. I due personaggi aiutati dai “Giudeus”, con un lungo panno di lino, posto sotto le braccia del simulacro calano giù, lentamente, il Cristo. Intanto alcuni bambini, vestiti da angioletti, fanno da cornice alla sacra scenografia. Dopo, con nenie e lamenti funebri, cantati in lingua sarda, i v ...
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