Andrea Mura e Natural Lux: l’arte di interpretare la bellezza che ci circonda

di Cinzia Mereu ______________ Andrea Mura è un giovane artigiano, che dopo diversi anni passati tra l’alternarsi delle stagioni estive in Sardegna e gli inverni all’estero, tra Irlanda, Malta e Germania, solo per citarne alcune, ha deciso di dar voce alle sue passioni e intraprendere un nuovo e personalissimo percorso lavorativo nel suo paese d’origine, Arbus. Così è nato Natural Lux. Attento osservatore della natura e amante del trekking e delle passeggiate all’aria aperta. È proprio da questi momenti che Andrea prende spunto per dar vita alle sue creazioni:“Quello che faccio è la valorizzazione di elementi naturali come il legno. La  mia è principalmente la ricerca di una forma particolare, un  dettaglio, qualcosa che possa attirare la mia attenzione per un motivo o per un altro. Questa forma , che può essere un ramo, un tronco o una radice viene da me recuperata e immagazzinata in un laboratorio che ho a casa. Da questo traggo dei lavori.” Lavori che possono spaziare, sfruttando come materiale principale il legno, dalla produzione di semplici porta candele a lampade ambient, porta vini e oggettistica d’arredamento, anche se le opere che Mura predilige sono quelle legate all’ arte concettuale: “Queste sono quelle che amo di più, in quanto rappresentano uno stato emotivo, una certa situazione, un particolare enfatizzato. C’è più materiale artistico che tangibile, sono indubbiamente più interpretazioni di situazioni emotive che materia. L’arte concettuale è la più difficile da diffondere e interpretare, ma è anche quella che mi da più soddisfazione, soprattutto quando un’opera singola non ha bisogno di essere raccontata perché in qualche modo colpisce tutti, arriva a tutti. Credo che quella sia la forma di comunicazione universale ed è anche quello a cui voglio ambire, parlare per chi non riesce a raccontarsi, questo è il mio obiettivo e diciamo che la natura è il mio braccio destro. Lei produce, io raccolgo e interpreto”. La natura selvaggia e spregiudicata della nostra isola dunque come punto di partenza e supporto per reinventarsi, partendo solo dalla propria forza di  volontà, e farsi strada in un mondo, quello dell’artigianato, che in Sardegna raggiunge orizzonti sconfinati: “Mi piace guardarmi attorno e avere la possibilità di esternare la bellezza che ci circonda. Abbiamo la fortuna di vivere in un posto meraviglioso e in una regione incantevole e molto spesso le nostre ambizioni mirano a voler tendere oltre, dimenticando lo splendore di ciò che è più vicino a noi. Sono un autodidatta, ho imparato da solo ogni cosa di questo lavoro documentandomi, guardando i tutorial e sperimentando. In Sardegna effettivamente l’artigianato è diffusissimo, ma ciò su cui io voglio puntare principalmente è la valorizzazione, la valorizzazione di un elemento naturale, destinato alla putrefazione o magari a divenire cenere. È proprio da questi elementi apparentemente in esubero che io prendo sp ...

Federico Bacco: "Musica, che passione"

di Antonio Obinu _______________________ Dopo due anni di stop forzato causato dalla pandemia, seppure ancora con le dovute precauzioni ritornano gli spettacoli dal vivo all’aperto. I numeri in Sardegna riferiti al 2019 quindi pre Covid, parlano di circa 1 milione di spettatori con oltre 4200 persone impegnate nelle diverse funzioni. (Fonti coordinamento unitario spettacoli dal vivo). Parallelamente a tutto ciò esiste un “mondo di appassionati di musica, recitazione e cabaret” che spesso e volentieri animano le notti dell’estate ormai alle porte. Studenti, impiegati, liberi professionisti si svestono della loro “uniforme” per trasformarsi, nel vero senso della parola, una volta saliti sul palco; persone taciturne e riservate, preso uno strumento musicale tra le mani mostrano un altro volto di se stessi, forse quello più vero e passionale. Lontani dalle grandi piazze e dai tour più famosi, si esibiscono al matrimonio del loro migliore amico come nel chiosco in spiaggia; pian piano si fanno conoscere ed apprezzare. Così facendo le “date” nel calendario, soprattutto nei mesi di Luglio e Agosto, crescono di anno in anno. Per conoscere da più vicino questa realtà abbiamo incontrato Federico Bacco, insegnante di scuola superiore e libero ricercatore cagliaritano con la passione della batteria, insieme ad un gruppo di amici condivide questa passione che in certi periodi dell’anno diventa, quasi, un (bellissimo) lavoro. Cosa significa far parte di una band musicale? Significa vivere un’esperienza di vita e di relazione tra le più belle e intense che ci siano. È vero, uno strumento può essere suonato anche da soli, in compagnia della sola musica, ma credo che la musica nasca per essere fatta con altri. Salire su un palco con altri musicisti, sia che siano parte del tuo gruppo storico, sia che siano compagni di viaggio conosciuti una settimana prima, significa condividere emozioni comunque indelebili. Militare in una band è un vero e proprio percorso di vita, una “palestra sociale”; è un po’ come una relazione sentimentale nella quale a volte ci si ama alla follia, a volte ci si odia, a volte ci si lascia e che ti porta ad avere dei momenti di interazione profondissima, dove le parole non sono più necessarie ma si comunica con lo strumento e con l’estasi che esso induce. Quali ricordi rimangono nel tempo al termine di una serata? Il primo è sicuramente legato al fatto di analizzarsi per capire se si è suonato bene o male. Il 99% delle persone che suonano, alla fine di un concerto credono di aver suonato malissimo! Spesso ci si ricorda di un brano ben fatto, o di un altro dove sono stati fatti degli errori (magari per riderci su…!), oppure altre volte si ricorda qualcosa legato al pubblico…spesso ne capitano di tutti i colori… Hai un episodio particolarmente curioso da ricordare? Una volta suonammo a un matrimonio in provincia di Nuoro, con ricevimento in un bosco, proprio sotto gli alberi, con la st ...

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