Nella Sardegna meridionale + 200% di pacchi consegnati con la rete Puntoposte
Una rete che comprende tabaccai, bar e molti altri esercizi commerciali che diventa valore aggiunto soprattutto durante il periodo estivo per ricevere gli acquisti online, spedire pacchi e resi anche dalle località turistiche Nella Sardegna Meridionale cresce del 200%, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (gennaio - giugno), il numero dei pacchi lavorati attraverso i 190 Punto Poste presenti sul territorio: una crescita esponenziale ed un apprezzamento da parte dei cittadini del Sud dell’isola confermato dai numeri per il network di prossimità di Poste Italiane che affianca i 150 uffici postali sul territorio e che permette di ricevere gli acquisti online o effettuare spedizioni di resi o pacchi. La rete PuntoPoste è composta da tabaccherie, Kipoint, ma anche bar, edicole, cartolerie, supermercati Carrefour, distributori di carburante IP e locker. Una rete che può essere considerata un valore aggiunto in termini di utilità e accesso ai servizi per tutti i cittadini, in special modo durante il periodo delle vacanze. Infatti, i PuntoPoste sono presenti, oltre che nelle principali città, in moltissime località turistiche e, grazie alla flessibilità degli orari e alla disponibilità dei servizi anche nei weekend, sono spesso utilizzati dai cittadini che anche in vacanza sempre di più si affidano alla Rete per i loro acquisti e spedizioni. Sul sito www.poste.it è possibile ricercare il Punto Poste più vicino e più comodo e trovare tutte le informazioni utili sulle modalità di spedizione, di ritiro o di reso. Attraverso PuntoPoste, utilizzata dai marchi più importanti dell’e-commerce, l’Azienda conferma dunque l’obiettivo di rafforzare la capillarità della sua rete a sostegno del territorio per contribuire allo sviluppo economico e sociale del Paese, nel segno della vicinanza ai cittadini. Oltre che nel capoluogo, infatti, è possibile trovare i PuntoPoste anche in numerose località del territorio, tra cui Arbus, Assemini, Burcei, Calasetta, Capoterra, Carbonia, Carloforte, Decimomannu, Decimoputzu, Dolianova, Elmas, Esterzili, Gesico, Gonnesa, Gonnosfanadiga, Guasila, Guspini, Iglesias, Isili, Mandas, Maracalagonis, Monastir, Monserrato, Narcao, Nuragus, Nuxis, Orroli, Pula, Quartu S.E., Quartucciu, Samassi, San Giovanni Suergiu, San Nicolò Gerrei, San Sperate, San Vito, Sanluri, Sant’Andrea Frius, Sant’Anna Arresi, Sant’Antioco, Sardara, Segariu, Selargius, Senorbì, Serramanna, Sestu, Settimo San Pietro, Siliqua, Silius, Sinnai, Siurgus Donigala, Teulada, Ussana, Uta, Villa San Pietro, Villacidro, Villamar, Villanovafranca e Villasor. ...
Leggi di piùI portali di Sardara
di Marino Melis ________________________________ Sardara, antichissimo centro, conserva nel suo tessuto urbano importanti testimonianze e pregevoli monumenti di epoca nuragica, medioevale e spagnola. Si può dire che l’abitato si è sviluppato e integrato armonicamente attorno al pozzo sacro di S. Anastasia, l’omonima chiesa di impianto bizantino, la chiesa romanico-gotica di San Gregorio, la parrocchiale della Beata Vergine Assunta, e la chiesa seicentesca di Sant’Antonio. Le grandi trasformazioni viarie post unitarie non interessarono il centro storico, il nuovo asse stradale di via Oristano favorì l’espandersi dell’abitato verso la pianura, ragion per cui il vecchio agglomerato si è potuto conservare ottimamente. L’abitato di Sardara situato al margine del Campidano è adagiato su basse colline basaltiche ad un’altezza media di 150 metri sul livello del mare, riflette il tipico tessuto di area collinare presente tra Campidano e Marmilla. Stradine strette e contorte che convergono verso slarghi dove sorgono le chiese, le case addossate con corti di ridotte dimensioni su cui si aprono magnifici portali, veramente monumentali. La presenza a Sardara di diverse famiglie appartenenti alla piccola nobiltà sarda (Diana, Orrù, Lilliu Serpi), che risiedevano stabilmente in paese in dimore di pregio con avanzate soluzioni architettoniche, spinse all’emulazione nei primi dell’ottocento la nascente borghesìa rurale del paese. Tra queste il palazzo Orrù, costruito nella seconda metà del settecento, ricalca i modelli dei palazzi cittadini di Cagliari, con imponente portale a tutto sesto in trachite di Sanluri rivestito da un sottile intonaco, con chiave con soggetto antropomorfo/mascherone (che poteva avere un duplice significato, di benvenuto e di protezione). Questo portale dovette servire da modello per la nascente borghesia rurale che per darsi un tono prese ad erigere i portali di accesso alle loro dimore. È attestata anche qui fino a qualche decennio fa la presenza del modello rettangolare architravato in legno e chiusura con geca a costallas , ma purtroppo non se ne è salvato uno. Come pure non sono presenti portali in ladiri, perché il mattone crudo a Sardara ha sempre avuto un uso marginale rispetto alla pietra, utilizzato più che altro per il piano rialzato. La tipologia di portale più antico presente maggiormente nel centro storico è quello realizzato con una trachite locale detta perda de monti, dura e resistente ma duttile da lavorare. La struttura poggia su piedritti dello stesso materiale, e presenta sia lastre che conci sbozzati e legati da malta e calce, ad una altezza di circa due metri sono posizionate due mensole da cui si dipartono gli archi aggettanti costituiti da lastre di pietra rettangolari anche di diverso spessore (10/15 cm), convergenti verso il centro dell’arco. L’arco presenta spesso delle imperfezioni, a volte è più schiacciato da un lato, e la curva non sempre regolare. La chiave d ...
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