L'assessore Sara Vacca: "Arbus entra a far parte dell’associazione Strada del Miele”
di Gianni Vacca ________________________________ Il progetto è ambizioso e si pone come obiettivo principale, ma non solo, la completa valorizzazione di un miele territoriale e identitario attualmente prodotto ancora di nicchia ma dalle grandi qualità organolettiche che risaltano aromi, sapori e caratteristiche tipiche del territorio. La Strada del Miele, ultima scommessa del territorio, rappresenta dunque un nuovo “corridoio paesaggistico-culturale” che pur correndo su un binario separato dovrebbe fungere da ulteriore traino alle innumerevoli iniziative di carattere ambientale, culturale ed enogastronomiche della macro area individuabile nell’arburese (e guspinese) e degli altri due comuni sardi che aderiscono all’iniziativa. La proposta, passata con voto unanime nell’ultimo consiglio comunale, arriva per bocca di Sara Vacca Assessore alle Politiche Agricole, Sanitarie, Mobilità, Arredo Urbano e Verde Pubblico del Comune di Arbus. Il progetto regionale coinvolge oltre ad Arbus, comune tra l’altro inserito da oltre quindici anni anche nell’Associazione “Città del Miele”, anche Guspini, San Sperate e Monti. «Arbus - afferma l’assessore nel corso del suo intervento - risulta essere in Italia l’unica “Città del Miele” sul mare. Protagonista principale dunque, ma non l’unico, il miele. Si apre così con questo nuovo progetto di grande respiro nazionale una nuova frontiera, una nuova e più convinta attrazione per un turismo legato all’apicoltura e agli amanti dell’apiturismo». Quanto questo nuovo ambizioso progetto può incidere nel percorso di crescita dell’arburese? «La “Strada del Miele”, che da Arbus passando per Guspini e San Sperate per arrivare poi fino a Monti, puntualizza - Sara Vacca - fisicamente e metaforicamente rappresenta l’itinerario ottimale per vivere un’esperienza che va dalla degustazione del miele e dei prodotti ottenuti dalla sua trasformazione, alla conoscenza delle innumerevoli peculiarità che questi territori offrono». La Sardegna intanto brucia le tappe e in Italia potrebbe essere la prima regione a chiudere l’accordo. Nella immediata fase successiva che vedrà anche il necessario coinvolgimento di altri soggetti, enti pubblici, imprese e iniziative private di fondamentale importanza per la buona riuscita del progetto, verranno poi pianificate su proposta dei singoli comuni aderenti, una serie di iniziative tipiche del territorio e l’individuazione di location meritevoli di promozione turistica. «In questi mesi ci sono stati contatti diretti tra gli assessori delegati e i sindaci dei quattro comuni per raggiungere una visione condivisa e chiudere nel più breve tempo possibile questa interessante iniziativa. Per Arbus - conclude l’assessore Sara Vacca - significa anche la volontà di voler tornare a partecipare alla organizzazione della Sagra del Miele insieme al comune di Guspini col quale è stato condiviso in anteprima l’auspicio di una più ...
Leggi di piùGuspini, Radio Super Sound passa da 2 a 39 frequenze e copre tutti i territori della Sardegna
L’emittente arriva sul digitale terreste, divenendo la prima emittente televisiva musicale dell’isola di Fulvio Tocco __________________________________ Affrancate dal monopolio nazionale le radio private sfruttarono le potenzialità dell'FM per cui inizialmente ci fu la gara dei giovani per creare queste nuove emittenti. Un limite era l'ampiezza geografica: difficilmente un'emittente poteva coprire un'intera provincia. Le radio libere trasformarono questo limite in punto di forza: nacquero programmi indirizzati alle persone facilmente riconoscibili. Tuttavia in Italia fino al 1974 i privati non potevano aprire una stazione radio. La legge riservava allo Stato l'esercizio esclusivo della radiodiffusione circolare. Nel 1976 il monopolio della Rai sulla radiodiffusione viene infranto dalla sentenza 202 della Corte Costituzionale dichiarando l'illegittimità costituzionale degli artt. 1, 2 e 45 della legge 14 aprile 1975, n. 103. Si trattò di una sentenza di portata storica, che diede il via libera, in molte città italiane, all’apertura di radio private via etere. Con la stessa sentenza si dà atto che le emittenti già attive in Italia sono circa 400. Si tratta delle cosiddette "radio pirata" che poi saranno chiamate "radio libere", un fenomeno tipico degli anni settanta. Il numero delle radio libere, anche grazie alla mancanza di leggi al riguardo, negli anni successivi cresce vertiginosamente: nell’anno 1978 se ne contarono già 2800. La radio libera è una trasmittente di piccole dimensioni sia in termini di studio radiofonico, antenna di trasmissione, che di costi di gestione, in grado di coprire un'area di pochi chilometri quadrati, spesso interna ad una città o ad un territorio più esteso. Di norma trasmettono in modulazione di frequenza (FM), una tecnologia fino ad allora poco sfruttata, che garantisce una qualità più elevata. Su questo scenario nazionale nascono diverse radio in Sardegna e nei comuni del Medio Campidano. Nel 1978 nasce anche Radio Tele Guspini, fondata da Gianpaolo Pusceddu e da altri sui collaboratori del comune di Guspini. E da questa radio partono le prime esperienze come speaker radiofonico di Giuseppe Nonnis che rimasto affascinato dall’ esperienza di speaker proseguirà come Radio Super Sound dopo averla fondata. Negli anni 80 si parla non più di radio libera ma di radio privata. Nel 1981 il noto annunciatore Claudio Cecchetto rileva Radio Music e fonda a Milano Radio Deejay destinata a imporsi sul mercato nazionale come l'emittente privata più seguita d'Italia. In tutte le regioni italiane cercarono d’imitarlo. Dall’anno 2000 subentrano le nove tecnologie che vengono in soccorso alle radio private; la radio, anche quella tradizionale, conosce un successo straordinario con ascolti altissimi, come non si vedevano da anni. Infatti un sondaggio del 2004, rivelava che oltre il 45% degli italiani, dichiara di preferire la radio alla televisione. Nel ...
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