A Genuri il Balestruccio può ritenersi di casa

Sa “Mongixedda”, come viene chiamato il Balestruccio dagli abitanti dei comuni ai piedi dell’Altopiano della Giara nidifica principalmente nei fabbricati urbani di Fulvio Tocco ________________________________________ Per una fortunata circostanza, mentre affrontavo delle questioni inerenti la cerealicoltura dei comuni ai piedi dell’altopiano della Giara, con Ercole Sedda (1942), un distinto signore che abita a Genuri, sono venuto a conoscenza della presenza del Balestruccio, un piccolissimo volatile che assomiglia a una rondine che in Sardegna nidifica in primavera. La sua presenza nell’isola, di norma, è riscontrabile da marzo a ottobre. Gli abitanti di Genuri lo chiamano simpaticamente al femminile: “Mongixedda”. [caption id="attachment_113593" align="aligncenter" width="870"] Ercole Sedda[/caption] I nidi sono visibili nell’ampio cortile della storica casa di abitazione dei genitori di Ercole Sedda. Il balestruccio è un uccellino di piccole dimensioni che, come preannunciato, si può confondere con la rondine ma ha delle sue caratteristiche specifiche che lo rendono unico nel suo genere. In ogni senso. Infatti basta leggere una scheda che lo rappresenti e veniamo a conoscenza che è lungo in totale circa 15 centimetri; non ha una struttura massiccia e che pesa tra i 15 e i 25 grammi. La sua coda lunga circa 6 centimetri e mezzo è biforcuta, anche se non in modo troppo evidente come quella della rondine. Il balestruccio è un migratore più piccolo della rondine e del rondone. Il suo corpo oltre che essere minuto ha anche una forma che si può definire affusolata e nella parte superiore assume una colorazione nero-bluastra lucida in contrasto con la parte inferiore che invece tende al bianco. Per quanto riguarda le ali, sono dello stesso colore della parte superiore mentre sia le gambe sia le zampe sono ricoperte di piume bianche come la parte bassa del corpicino. Pur essendo un volatile a rischio di estinzione, non è difficile trovare nidi di balestruccio anche un zone abitate, perché questo simpatico uccellino ha l’abitudine di installarsi anche sotto le grondaie o sotto i cornicioni delle case. Ai nostri occhi il suo nido è una piccola opera d’arte. Visto dall’esterno il nido dei balestrucci a differenza di quello delle rondini, che rimane aperto nella parte alta, appare come un globo di piccole dimensioni munito di un ingresso situato su un lato oppure spostato verso il soffitto dove l’animale ci si infila rapidamente emettendo un sibilo. Dal dialogo con Ercole Sedda e le sue sorelle si attivano da diversi anni per la protezione di questo essere vivente, devo dire di aver appreso una notizia nuova perché la denominazione “Mongixedda” l’accostavo vagamente alla figura delle rondini. Non si finisce mai d’imparare! Chi ama gli animali è tendenzialmente una persona più serena perché ha compreso come stare in armonia con il mondo che ci circonda. Amare gli animali significa soprattutto protegg ...

Passaggio di consegne nella UOC di Ortopedia e Traumatologia di San Gavino

Dr Giulio Sorrentino classe 1953 dopo 39 anni di servizio come dirigente medico ospedaliero all’età di 70 anni va in pensione. Frequenta e si specializza in Ortopedia e Traumatologia a Cagliari con prof. P. G. Marchetti e dopo un piccolo ma per lui significativo momento di crescita nel CTO di Iglesias, nel 1984 viene assunto nel presidio del Medio Campidano in cui nella piccola sezione di Ortopedia diretta da dr Marco Ariu guspinese a cui si attribuisce la nascita dello stesso reparto che distaccò dalla chirurgia qualche anno prima. In quegli anni l’Ortopedia Italiana cresce sulla spinta della nuova tecnologia protesica di ginocchio e di anca nonché artroscopica portata dagli stati Uniti dall’Hospital For Special Surgery di New York da due brillanti chirurghi italiani prof. Paolo Aglietti toscano di Firenze e prof. Giancarlo Puddu romano ma di chiare origini sarde. L’ortopedia italiana vive anni di grande crescita professionale e l’entusiasmo giunge anche nelle periferie dove si capisce che anche li tali interventi posso essere eseguiti in sicurezza. A San Gavino nel 1989-90 arrivano dr Nieddu poi dr. Vacca e dr Frau e la sezione diventa una divisione di ortopedia, dr Sorrentino ne diventa capo gruppo e leader nonché direttore F. F. per un breve periodo fino al concorso primariale. Nel 1990 dr. Pinna ne assume la direzione che dura un annetto e grazie alla sua abilità chirurgica maturata in Africa alza l’asticella del gruppo aumentandone le competenze mostrando approcci e sintesi ossee di grande fattura. Ma la svolta arriva con dr. Ignazio Mereu giovane ambizioso e grande motivatore che nel 1992 sostituisce dr Pinna e l’ortopedia dell’ospedale subisce un grande slancio in avanti con numeri simili a quelli attuali. Inizia il servizio di artroscopia e protesica di ginocchio e anca in cui i suoi giovani ortopedici diventano chirurghi esperti arricchendosi dell’arrivo del giovane Paolo Giunti proveniente dal Rizzoli di Bologna. Gli anni novanta sono anni d’oro per l’Ortopedia del medio Campidano e di grande crescita professionale, il territorio trova risposte importanti alle richieste ortopediche e traumatologiche finalmente nel proprio Ospedale. Nel 2000 dr. Mereu decide di tornare da primario all’Ospedale Marino di Cagliari e a breve raggiunge la città ma stavolta al Brotzu anche Dr. Giunti. Quindi nel 2001 diventa primario UOC di Ortopedia e Traumatologia di San Gavino Monreale dr. Giulio Sorrentino, che fino ad allora era stato regista occulto della formazione del gruppo e del reparto con i suoi fidi moschettieri (Nieddu-Frau-Vacca), cagliaritano di nascita ma ormai adottato da un territorio che riconosce suo. Il suo primariato risulta a oggi il più lungo per quanto riguarda l’Ortopedia sarda 22 anni. La squadra dell’Ortopedia cresce con lui, così come le competenze dei chirurghi che dirige che indirizza versa una formazione sempre più internazionale Europea promovendo tanti corsi teorico pratici s ...

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