Caritas Ales-Terralba: si è concluso con ottimi risultati il corso d’inglese
Tra sorrisi e applausi si è concluso il corso Opportunity Plus: gli allievi che hanno frequentato il corso di inglese hanno ottenuto la certificazione linguistica livello B1. Dopo due edizioni del corso base di Inglese, rivolto complessivamente a 50 allievi, la Caritas diocesana di Ales-Terralba ha offerto una nuova opportunità formativa, in collaborazione con la scuola di inglese Shenker, destinata a dieci allievi, seguiti da due docenti madrelingua, per far apprendere competenze e raggiungere un importante obiettivo utile nel percorso accademico e nel mondo del lavoro. All’esame per l’ottenimento della certificazione linguistica tutti gli allievi hanno sostenuto brillantemente la prova ottenendo la promozione. Alla consegna dei certificati nel Centro Pastorale diocesano a San Gavino erano presenti il direttore della scuola Shenker, il direttore della Caritas diocesana di Ales-Terralba don Marco Statzu, la docente Allyson, gli allievi ma anche le famiglie che non sono volute mancare alla serata dal sapore della festa. “Ringraziamo la Caritas diocesana di Ales-Terralba per averci coinvolto in questo progetto”, ha detto il direttore della scuola di inglese Shenker Luca Piredda. “Abbiamo accettato con entusiasmo e siamo grati per questa opportunità di crescita per il nostro istituto per i nostri docenti che si sono confrontati con gli studenti che si sono mostrati partecipativi e si sono impegnati per fare progressi e arrivare preparati all’esame. Ci auguriamo di avere altre collaborazioni in futuro”. Bilancio positivo anche per la Caritas diocesana: “Uno splendido percorso per acquisire competenze, fare comunità, accrescere la cultura nel nostro territorio. Siamo orgogliosi dei nostri alunni che hanno raggiunto la certificazione con ottimi risultati”, ha aggiunto il direttore don Marco Statzu. Il corso è inserito nelle attività del progetto Centro Educativo Diffuso della Caritas diocesana di Ales-Terralba, finanziato da Caritas Italiana con i fondi 8xmille alla Chiesa Cattolica. ...
Leggi di piùSardara, Ovidio Pusceddu il principe del brushing
La storia di un professionista dalla fine degli anni 70 che contribuì a mettere da parte i bigodini, il casco, lo sfilzino e la cotonatura sostituendoli con la forbice, pettine, spazzola e asciugacapelli All’età di 24 anni, in una particolare circostanza, si trovò a competere con parrucchieri di fama mondiale ____________________________________________ di Fulvio Tocco Il personaggio intervistato è Ovidio Pusceddu (1944) un parrucchiere di successo del Medio Campidano che per la sua destrezza veniva scelto anche da una clientela proveniente dalle città di Cagliari e Oristano. Nella primavera del 1968, all’età di 24 anni, durante un concorso presentato da Corrado e Dora Moroni, presso l’Hotel Hilton di Roma, per assegnare il trofeo ai migliori acconciatori si è trovato a gareggiare fianco a fianco a dei professionisti di fama mondiale. Ovidio ha sostenuto che fare il parrucchiere significa possedere competenze tecniche impeccabili, ma anche la capacità di stare attento ai desideri dei clienti. Questi apprezzavano il suo impegno e la sua passione nel rendere i loro capelli perfetti; come ricompensa, a servizio concluso, uscivano dal suo salone con un bel sorriso e la parola grazie nei confronti di Ovidio non mancava mai. PREMESSA Ora la parola passa ad Ovidio e vi accorgerete che il suo racconto non concede cali di tensione. In poco spazio ha messo in luce la sua frenetica ed emozionante storia lavorativa. DA APPRENDISTA BARBIERE Nei primi anni Sessanta, per raccomandazione di mio padre, entrai nelle grazie di Mario Ibba, uno dei barbieri di Sardara, che mi prese nel suo locale per fare l’apprendista. Dopo tre anni di pratica, si accorse che eseguivo bene le barbe e il taglio dei capelli, mi faceva fare servizio a domicilio dei clienti anziani o ammalati. Come retribuzione inizialmente non mi dava nulla, poi 200 lire la settimana e nell’ultimo periodo, prima di partire militare, 1.000 lire alla settimana. Mi salvavo facendo servizio a domicilio e in casa mia con le attrezzature personali. Prima che io partissi militare il barbiere veniva pagato da parte dei clienti in grano e una volta all’anno. Mario mi diceva: “se il cliente lo accontenti con qualche particolare aggiuntivo fatti dare una manciata di grano in più”. Ma le usanze erano in fase di cambiamento per cui mi son trovato anche alcuni mesi dopo con i contadini che pagavano ancora in natura e i muratori (che disponevano dei soldi) in contanti. IL PAGAMENTO IN NATURA Il pagamento in natura era una pratica che ha avuto rilevanza fino agli anni Sessanta e che coinvolgeva la retribuzione dei lavoratori non in denaro, ma tramite un quantitativo di grano duro. Questo tipo di retribuzione venne a cessare per effetto dei cambiamenti sociali ed economici che coinvolgevano inevitabilmente anche la società isolana. DURANTE IL SERVIZIO MILITARE Nel maggio dell’anno 1965 andai per il servizio di leva a Trapani. Era un casermone adibito a Centro di addestrame ...
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