Villacidro, i duecentosessanta soci della Cooperativa degli agricoltori villacidresi hanno celebrato il cinquantesimo anniversario
di Alessia Vacca _________________________ La Cooperativa degli agricoltori di Villacidro ha celebrato il suo cinquantesimo anniversario. Fondata nel maggio 1970 da un piccolo gruppo di agricoltori sardi, nel 1974 la cooperativa si trasferì nell’attuale stabile, in località S'Acqua Cotta, al Km. 19 della strada statale 196, e scelse di cominciare a commercializzare i propri prodotti, riscontrando un successo immediato. Oggi questa realtà è un vero fiore all’occhiello del comparto agricolo regionale: conta oltre 260 soci e 87 aziende, prevalentemente agrumarie, site in diversi comuni del Medio Campidano tra cui Villacidro, Samassi, Serramanna e Sanluri, del cagliaritano come Decimomannu, Donori, Monastir, San Sperate, Villasor e Uta, e del sassarese come Coghinas e Valledoria, per un totale di 675 ettari di terra coltivata. La cooperativa, senza scopo di lucro, si propone di incrementare, valorizzare e tutelare la produzione ortofrutticola dei propri associati: si occupa di condizionare, conservare, commercializzare e trasportare i prodotti dei soci ed è dotata di un centro di condizionamento con relativi macchinari e impianti. Nel 1970 la società partiva con circa 8.000 quintali di prodotti agricoli, nel 2000 la commercializzazione è salita a oltre 60.000 quintali annui. Dal dicembre 2004 l’associazione è anche riconosciuta come OP (Organizzazione Produttori). Il 17 maggio, in occasione del cinquantesimo compleanno, è stato organizzato un evento celebrativo, molto partecipato, presso lo stabilimento della cooperativa che ha avuto inizio con un convegno dove sono stati commemorati gli ex presidenti venuti a mancare, Giampaolo Lussu, Paolo Ponti e Sisinnio Piras. Durante il convegno, moderato dal presidente di Agris Sardegna, il dott. Roberto Zurru, sono intervenuti i professori Benedetto Teodoro Linaldeddu e Carlo Bregant dell’università di Padova, il professor Mulas della facoltà di agraria di Sassari, la professoressa Diana Aiello dell’università di Catania, il dott. Vincenzo Falconi, direttore di Italia Ortofrutta, il dott. Sergio Cogotti di Agris Sardegna. «L'evento di celebrazione del 50° anniversario della cooperativa agrumicoltori villacidresi assume particolare importanza in un momento in cui il consumo mondiale della frutta aumenta e molti produttori contribuiscono al mercato globalizzato», ha affermato il professor Mulas, «Una organizzazione di produttori della Sardegna è particolarmente importante perché assicura una quantità di prodotto di qualità che, sebbene non sufficiente per il fabbisogno regionale, contribuisce a garantire certezza di rifornimenti in momenti di incertezza internazionale. Il mantenimento di professionalità, presidio del territorio, assistenza tecnica, occupazione per i giovani, solidarietà e sviluppo grazie alla multifunzionalità delle aziende sono altri valori a cui la cooperativa deve continuare a fare riferimento». Il dott. Cogotti ha, invece, posto l’accento ...
Leggi di piùIl 10 giugno del 1924 fu ucciso dai fascisti Giacomo Matteotti
di Lorenzo Di Biase ______________________________ «Ora fate tacere quel Matteotti!». Queste le parole attribuite al Duce del fascismo e rivolte alla Ceka fascista ed al suo capo Amerigo Dumini. Ciò bastò per scatenare la caccia all’uomo e di questo se ne occupò l’organizzazione informale e segreta nata per colpire gli oppositori, la “Ceka del Viminale” nome mutuato dalla polizia politica bolscevica che dopo il delitto Matteotti fu incorporata nell’ OVRA (Opera Volontaria per la Repressione dell'Antifascismo). La squadra capeggiata dallo squadrista toscano poteva contare sulla copertura della presidenza del Consiglio. Tutti i componenti del sodalizio criminale si muovevano, stipendiati dall’ufficio stampa del capo del governo, come se fossero giornalisti. Alla Ceka furono affidate le missioni più oscure e sporche certamente al di fuori della legalità contro gli oppositori del fascismo. [caption id="attachment_125047" align="aligncenter" width="746"] Tomba della famiglia Matteotti[/caption] Giacomo Matteotti fu più volte il bersaglio della canaglia fascista e a essa vi si era abituato. Ma purtroppo a seguito del suo ultimo intervento tenuto alla Camera non ebbe scampo. Ad agire con Dumini, ci furono anche Amleto Poveromo, Giuseppe Viola, Augusto Malacria e Albino Volpi. Una squadra di delinquenti, esperta in qualsiasi operazione al di fuori della legge che non lasciò scampo al socialista Matteotti, brutalmente assassinato dentro la Lancia con la quale era stato rapito. A proposito della Ceka in un discorso alla Camera del 31 gennaio 1921 Matteotti ebbe a dire: “Oggi in Italia esiste una organizzazione pubblicamente riconosciuta e nota nei suoi aderenti, nei suoi capi, nella sua composizione, nelle sue sedi, di bande armate, le quali dichiarano apertamente che si prefiggono atti di violenza, atti di rappresaglia, minacce, violenze, incendi, e li eseguono non appena avvenga, o si pretesti che avvenga, alcun fatto commesso dai lavoratori a danno dei padroni o della classe borghese. È una perfetta organizzazione della giustizia privata!”. Nell’ultimo discorso tenuto da Matteotti alla Camera dei deputati il 30 maggio 1924, discorso assolutamente inviso al Duce, egli parlò delle violenze nei seggi elettorali e dei brogli ivi occorsi: “Voi volete ricacciarci indietro. Noi difendiamo la libera sovranità del popolo italiano al quale mandiamo il più alto saluto e crediamo di rivendicarne la dignità, domandando il rinvio delle elezioni inficiate dalla violenza alla Giunta delle elezioni”. ...
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