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Successo per il convegno su “I Murgia, una famiglia villamarese vissuta ai tempi dell’unificazione d’Italia”

A cura di Simone Muscas Si è svolto lo scorso 27 dicembre nella chiesa di San Pietro, davanti ad una buona cornice di pubblico, il convegno su “I Murgia, una famiglia villamarese vissuta ai tempi d’’unificazione d’Italia”. A presiedere la tavola rotonda i relatori del gruppo “Su Crasi”, nell’ordine: Antonio Sanna, Albertina Piras, Roberto Ibba e Domenico Sanna. La serata è stata allietata dal tenore Alessandro Scanu accompagnato dal pianista maestro Tonino Cabbua con musica romantica composta dal pianista di Corte dei Savoia Francesco Paolo Toschi con versi di Gabriele d’Annunzio. All’evento hanno preso parte anche il coro polifonico Santu Pedru ed il coro parrocchiale San Giovanni Battista che hanno omaggiato la Madonna d’Itria con un canto tutto villamarese a lei dedicato. Il convegno ha messo in luce soprattutto la figura di Francesco Ignazio Murgia vissuto nel XIX secolo e che, nonostante la ricca fioritura delle monografie dei singoli Comuni e la grande rivoluzione culturale con i nuovi mezzi di diffusione (introduzione di biblioteche e apertura verso la ricerca), è incredibilmente rimasta in ombra. Tra le figure che emergono nell’unità d’Italia ci sono infatti quelle che appartengono alla nobiltà sarda come Giovanni Siotto Pintor, Vittorio Angius, Giorgio Asproni ed altri, mentre i nomi dei personaggi che hanno contribuito con la medesima efficacia, se non di più, vengono (incredibilmente) trascurati. Fra questi, oltre al già citato Murgia, c’è anche il generale dei carabinieri Giovanni Battista Serpi. Entrambi vennero inviati nel Sud Italia e precisamente a Palermo nel 1862 per risolvere le difficili questioni legate ai contrasti con gli oppositori dell’unità d’Italia che fomentavano sommosse. Attraverso la corrispondenza epistolare scopriamo che Francesco Ignazio Murgia, allora Prefetto nel Regno d’Otranto, rimarcava al padre, l’avvocato Priamo Murgia, la difficoltà a gestire i conflitti in prossimità delle elezioni generali. In questi documenti si soffermava a considerare la diversità non solo nel modo di pensare, ma anche della maniera di agire che avevano i meridionali rispetto ai settentrionali. Tali preoccupazioni si evincono in particolar modo da una frase che recita così: «Bisogna essere sempre cauti e con gli occhi bene aperti, perché la gente può insorgere». All’epoca bisognava infatti far i conti con la difficile questione del Clero che prendeva le distanze dallo spirito nazionale, per proteggere lo Stato Pontificio. Difficile quindi, a quei tempi, conciliare fede e unità nazionale. Francesco Ignazio Murgia può vantare addirittura l’elezione a Deputato del neonato Regno d’Italia per tre legislature, ma, poiché non era prevista alcuna retribuzione per un ruolo in Parlamento, dovette continuare a svolgere al contempo anche quella di Prefetto per avere la possibilità di autogestirsi. Erano, oggettivamente, tempi molto diversi rispetto a quelli attuali. La carriera di ...

Tenta il suicidio con una bombola di gas: salvato dai carabinieri

Un uomo di 42 anni, nella sua casa di Selargius, probabilmente colto da un attacco depressivo, ieri sera verso le otto, ha tentato il suicidio con il gas di una classica bombola gpl usata nelle cucine. A salvarlo in extremis sono stati i carabinieri della stazione locale che dopo aver sfondato la porta d'ingresso sono entrati nell'abitazione, vedendo l'uomo riverso per terra vicino alla bombola aperta, lo hanno trascinato fuori di casa lo hanno affidato alle cure del personale del 118 precedentemente allertato. Gli inquirenti, oltre ad aver salvato l'uomo, hanno anche messo in sicurezza il locale, arieggiandolo, evitando rischi di esplosione. Il quarantaduenne, dopo le prime cure, è stato trasferito all'ospedale Santissima Trinità di Cagliari. Saimen Piroddi ...

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