Archivio

Archivio

In questa categoria troverai tutti gli articoli scritti fino Marzo 2026

Valerio Curridori in Nuova Zelanda

Il triatleta della Villacidro triathlon conclude l’ironman 70.3 a Taupo in Nuova Zelanda in 5 h e10': tempo ragguardevole, ma non sufficiente per conquistare il podio, cosi come da tempo siamo abituati a vederlo in occasione degli eventi internazionali. Un viaggio lungo, estenuante, logorante, concentrato nell’arco di pochi giorni: 23 h di volo ed un fuso orario di 12 necessitano di tempi più lunghi per essere completamente smaltiti! «Indubbiamente - afferma l’atleta - il parziale recupero ha influito sul risultato; comunque è bene ricordarsi che ogni tanto in qualche angolo del pianeta si incontrano avversari che, per una serie di coincidenze, risultano più forti e dunque... onore al vincitore!». «Le difficoltà e le sensazioni negative emergono fin dalle prime bracciate nelle acque cristalline e trasparenti del lago Taupo; un diffuso fastidio, una inspiegabile pesantezza e fatica nei movimenti come se al posto delle gambe trascinassi enormi macigni hanno reso i 1900 mt di nuoto interminabili e spossanti», aggiunge Curridori. In bici sembra vada meglio e dopo i primi 8 km che costeggiano il lago si affronta una salita che conduce verso le zone interne. L’ironman 70.3 (1.900mt di nuoto, 90 km in bici, mezza maratona a piedi ) è una disciplina che ammette poche distrazioni o leggerezze: tutto è spinto al limite; tutto è finalizzato a sostenere una fatica impensabile che si protrae per ore. Sono necessari concentrazione, testa, cervello, perfetta conoscenza dei propri limiti e attentissima gestione delle energie. Non si può restare freddi e indifferenti tuttavia quando, in cima all’ascesa, la strada si apre a scenari che tolgono il respiro arricchendo di ulteriore stupore quanto già visto il 1° giorno in auto lungo i 360 km che, dall’areoporto di Auckland nel nord dell’ isola, conducono a Taupo. A metà percorso, nonostante la fatica e la consapevolezza di vivere in pieno una giornata negativa sul piano fisico, la media è di 35 km orari: velocità più o meno costante per tutti i 90 km di un tracciato esposto al vento e con continui saliscendi. Ma è la terza frazione della gara, i 21,5 km di corsa, che occupa la mia mente e mi spaventa: non riesco a pensare ad altro al punto che percorrendo gli ultimi km in discesa, rischio di finire fuori strada per distrazione e pessima impostazione delle traiettorie nelle curve. Conclusa anche la prova in bici... Ci siamo! Via il casco, scarpe da corsa, cappellino, due gel. Si corre lungo il lago, tra due ali di folla colorata, ordinata e partecipe. I km diventano uno strazio, sono interminabili e sofferti fino all’ultimo metro. Per quanti sforzi faccia, per quanto cerchi di richiamare immagini di altre fatiche vissute, non riesco a dare un senso a quella sofferenza brutale. È un incessante conflitto tra cervello che ordina alle gambe di andare più forte e queste che, invece, diventate ormai di piombo, esauste,spente e insensibili a qualunque comando, si arrendono e si trascinano ...

Nuove assunzioni e produzioni di qualità al caseificio Tre A di Arborea

Nuove assunzioni al caseificio di San Gavino che nel 2014 è stato acquistato dalla società Tre A di Arborea. Una boccata di ossigeno per una delle province più povere d’Italia diventata un cimitero di fabbriche. Lo rimarca Gabriele Virdis, segretario territoriale della Flai Cgil: «Nove lavoratori avranno il contratto a tempo indeterminato: la delibera è stata fatta dal consiglio di amministrazione. Il caseificio garantisce oltre 40 buste paga a cui si aggiungono i posti di lavoro indiretti degli allevatori che conferiscono il latte allo stabilimento». INVESTIMENTI In questo modo prosegue la strada intrapresa alcuni anni fa fatta di innovazioni e di un prodotto di qualità esportato in tutto il mondo, come ricorda direttore generale della Tre A Francesco Casula: «È il nostro quarto anno di presenza a San Gavino. Abbiamo ereditato una situazione prefallimentare, mentre ora il caseificio è moderno e specializzato nella produzione di formaggi ovini e caprini. Questo stabilimento si aggiunge a quello di Arborea, mentre in Sardegna abbiamo sei piattaforme logistiche. La volontà dell’azienda è stata quella di voler dare stabilità ad una parte del personale. Ci auguriamo di poter proseguire con gli altri. Siamo moderatamente fiduciosi nonostante la crisi dei consumi che investe tutti i settori». ESPORTAZIONI. I formaggi ovini e caprini prodotti a San Gavino vengono esportati in Italia con il marchio storico “Girau” in importanti catene commerciali, ma non solo, perché i prodotti di San Gavino arrivano in Francia, Spagna, Portogallo, Germania, Austria, Inghilterra, Polonia, Svizzera, Slovenia, Croazia, Armenia e Georgia. IL LATTE DEGLI ALLEVATORI Oltre ai posti di lavoro garantiti dal caseificio c’è tutto l’indotto del territorio: «I prodotti Girau sono fatti esclusivamente con il latte sardo di pecora e di capra. I produttori di quest’ultimo sono circa 130 mentre il latte ovino viene in buona parte dal Medio Campidano e dal Sulcis. I pagamenti sono sempre regolari e questo è indice della serietà dell’azienda» TROPPE IMPORTAZIONI Per Gabriele Virdis, dinamico segretario della Flai Cgil, il futuro del Medio Campidano deve ripartire dalla terra: «Non va trascurata l’industria, ma l’agricoltura, l’agroalimentare e l’allevamento sono i settori trainanti per lo sviluppo del territorio e devono essere rilanciati. La presenza della Tre A di Arborea, un’azienda seria, è un incentivo a produrre nel settore. L’80 per cento dei prodotti vengono importati da fuori: sulle mense dei nostri bambini ci sono pochissime produzioni locali. Per fortuna gli scolari di Pabillonis e Guspini mangiano prodotti a km zero e questo esempio va seguito. Con la valorizzazione delle produzioni locali si creerebbero posti di lavoro non solo per chi coltiva la terra, ma anche per l’indotto. Ad oggi non riusciamo neanche a coprire il nostro fabbisogno. In Sardegna importiamo il 50 per cento del miele solo per fare un esempio. Se non diamo ...

Vai a tutti i contenuti →