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In questa categoria troverai tutti gli articoli scritti fino Marzo 2026

“Schiavi" delle emozioni

Possiamo definire la “schiavitù”, come una condizione in cui qualcuno (metaforicamente noi), non ha possibilità di scelta decisionale sulle proprie azioni che vengono invece imposte in maniera coercitiva da qualcun altro (dalle emozioni nel nostro caso). E’infatti molto probabile che chiunque di noi dica almeno una volta nella vita ”…si lo so non va bene, ma che ci posso fare se sono fatto cosi”?, come se noi fossimo vittime delle nostre emozioni e non invece padroni. Tutte le emozioni possono essere gestite, basta trovare il canale giusto che ci permetta di raggiungere in maniera equilibrata i nostri obiettivi di benessere personale cui aspiriamo. Ciò naturalmente implica che ogni persona ha obiettivi personali, strategie di gestione differenti, modalità di affrontare gli ostacoli diversamente e soprattutto l’educazione familiare e i successivi rinforzi che nel corso della vita ci vengono dati dalle altre Istituzioni (scuola, sport e associazioni varie) determinano il nostro modo di vivere le emozioni e quindi di affrontare la vita. Ma cosa succede quando un obiettivo comune, come ad esempio vivere un rapporto di coppia, presuppone anche l’incontro/scontro tra due educazioni emotive diverse? Succede magari che dopo il primo periodo idilliaco, nel quale ognuno da il meglio di sé e tende a sorvolare sui difetti dell’altro, inizino a sorgere dinamiche dove per il quieto vivere uno dei due subisce una sorta appunto di schiavitù emotiva dal partner; chi non sa gestire le proprie emozioni, troverà sicuramente chi si offrirà di gestirgli la vita.  Un bimbo abituato sin da piccolo a ottenere tutto ciò che vuole al minimo capriccio, probabilmente diventerà un adolescente molto competitivo che mal digerisce i no e se si prosegue con questa dinamica, di fargli ottenere tutto e subito senza limitii probabilmente anche da adulto avrà problemi a scendere a compromessi con le emozioni degli altri. Prendiamo spunto da recenti fatti di cronaca per vedere le conseguenze di queste educazioni emotive e socio emotive superficiali: un individuo che sta affrontando una separazione matrimoniale  con il partner e che pianifica di mettere fine ai problemi sterminando moglie e figlie non rappresenta certo (per fortuna), la risoluzione più diffusa tra tutte le coppie che decidono di interrompere una relazione, e ci si chiede perchè nonostante le campagne di prevenzione e sensibilizzazione sull’argomento, i numeri dei “femminicidi”non si siano ancora azzerati del tutto. La formula “non capace di intendere e volere”, ha permesso di giustificare atti ignobili  compiuti da disagiati emotivi, che però nelle interviste post-stragi vengono descritti invece come all’apparenza “normali”: il classico bravo vicino di casa, la ragazza della porta accanto, l’assassino impensabile. Definire “pazzo”un assassino permette al resto della società di dormire sonni tranquilli, cullandosi dietro un “tanto a me non può succedere, i ...

Al via la terapia della risata

La vita si affronta con il sorriso. La migliore cura di ogni male è la gioia. Una ricetta semplice ma vincente quella che ha tra gli ingredienti il buonumore.  Un’occasione per approfondire meglio il tema lo offrirà la "Terapia della Risata” presentata in  un  corso condotto dalla dott.ssa Serena Musio nella Casa della Giovane Ettore Desogus ad Arbus, in piazza Cavalleria, gestito dall’Acisjf Cagliari.  La Terapia della risata è una disciplina che fa uso della risata autoindotta. I benefici? Presto detti: Aumenta- secondo gli esperti- i livelli di ossigeno nel sangue ed il rilascio di endorfine causando un senso di benessere e poi riduce le inibizioni e aumenta l'autostima migliorando notevolmente le relazioni interpersonali. Ma non finisce qui,  aiuta a rimuovere le tensioni causate dallo stress e da uno stile di vita sedentario e, infine,aumenta la resistenza corporea alle malattie e virus. Un vero concentrato di benessere e forza a portata di mano. Gli incontri si terranno dal 7 maggio al 25 giugno ogni lunedì alle 17. La partecipazione è gratuita. È possibile iscriversi inviando i propri dati con una mail all'indirizzo acisjf.sardegna@gmail.com o telefonando al numero 348 2737565, entro o non oltre il 05/05/2018. (step)   ...

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