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4 Novembre, celebrazioni a Cagliari e Decimomannu

Domenica 4 novembre 2018 le Forze Armate e La Guardia di Finanza celebrano il “Giorno dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate” su tutto il territorio nazionale. Il 4 novembre di 100 Anni fa il Generale Armando Diaz Comandante Supremo del Regio Esercito annunciò la vittoria dell’Italia e la disfatta nemica nella “Grande Guerra”. Era questo un evento che avrebbe segnato l’inizio del novecento e che ha rappresentato il traguardo di un lungo, doloroso e travagliato percorso frutto di uno sforzo collettivo nazionale: “un moto di coscienze che scosse le genti di allora e le rese un Popolo”. In Sardegna il programma delle celebrazioni prevede numerosi eventiì che spaziano dalle “caserme aperte” alle conferenze nelle scuole, dalle esibizioni dei complessi musicali militari alla cerimonia di consegna di una bandiera nazionale ad una scolaresca, dalle cerimonie di alza e ammaina bandiera presso i reparti militari alle mostre statiche di mezzi e materiali in dotazione alle forze Armate e alla Guardia di Finanza. In particolare a Cagliari, le celebrazioni per il 4 Novembre hanno inizio alle 9 con la deposizione di due corone d’alloro al Monumento ai Caduti presso il Parco delle Rimembranze di via S. Sonnino. Sulle note dell’Inno del Piave eseguito dalla banda musicale della Brigata “Sassari” è annunciata la presenza del Comandante del Comando Militare Esercito Sardegna Generale di Divisione Giovanni Domenico Pintus, delle massime autorità civili, religiose e militari della Sardegna e delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma. Le commemorazioni proseguono alle 10.45  a Decimomannu presso la base dell’ Aeronautica Militare con la lettura dei messaggi istituzionali del presidente della Repubblica e del Ministro della Difesa. A seguire il Generale Pintus consegnerà ad una rappresentanza di studenti dell’Istituto Tecnico Statale Enrico Mattei di Decimomannu il tricolore quale segno di coesione e integrazione sociale fra le Forze Armate, i giovani e la collettività metropolitana. Al termine sarà inaugurata la mostra statica di mezzi, materiali ed equipaggiamenti dell’Esercito, della Marina, dell’Aeronautica, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, e si svolgeranno anche dimostrazioni a carattere interforze. A chiusura delle celebrazioni per il “Giorno dell’Unità Nazionale Giornata delle Forze Armate”, la Banda musicale della Brigata “Sassari”, alle 17.30 terrà un concerto in via Roma, presso la scalea di palazzo “Baccaredda” sede del comune della città di Cagliari.   ...

Lo Jus gentium e una legge ingiusta

I bambini della Scuola di oggi, in tutte le scuole elementari d’Italia, probabilmente, sono le víttime innocenti e sottomesse a una rígida volontà governativa che è solo espressione ingiusta e dannosa, se una “legge” dello Stato italiano non permette ai giovaníssimi scolari e ai loro accompagnatori di protèggere la propria salute, poiché sono costretti a stare fuori dell’edificio scolàstico fino all’esatta ora d’ingresso, non solo quando il tempo è buono, ma anche quando c’è pioggia e vento, gràndine e tempesta. E, se una legge cosí fatta c’è, come afferma la signora dirigente, presente nella Scuola elementare di via Cavour, a Villacidro , e come ancora sostèngono alcune “maestre”, si díano da fare, finalmente, genitori e nonni accompagnatori perché venga cancellata o modificata per evitare accidenti e mali e danni proprio da quella legge indubbiamente provocati e irresponsablmente spianati dagl’ inesoràbili “educatori” di professione lígi alla “règola” avverso i disciplinati giovaníssimi alunni e, giocoforza, avverso gli anziani “sorveglianti” che, per quei pochi minuti di attesa, sono costretti a subire le intemperie autunnali e invernali, ammassati dentro lo spazio soprano della gradinata, all’aperto, di poco piú di un metro quadro, o negli scalini o nei vicini marciapiedi o nella strada zeppa di autovetture. Bimbi e accompagnatori, sí, di qua dal cancello, bene, per volontà dello Stato, della direttrice e di alcune maestre! Ma fuori dell’edificio. Ecco. Dirigente e maestre sono dentro, di là dalla porta d’ingresso, di là dal muro, di là dalla vetrata del vasto androne della scuola dove, al caldo, comodamente al riparo dalle folate di vento che abbàttono rami e tròncano piante, dove sono gli scolari, tra ràffiche di gràndine e pioggia incessante e violenta che, cinquanta metri piú su, allaga il Lavatoio púbblico, sconsideratamente affossato e abbandonato alla sua morte. È legge dello Stato. Lo dice anche la Síndaca. E cosí deve èssere. Bravi! Bravi, bambini! Bravi! Bravi, genitori! Ubbidienti. Bravi, bravi gl’insegnanti, i dirigenti d’ogni scuola. Ubbidienti anche loro. Osservanti della legge. Sono i sereni intolleranti indifferenti di tutto ciò che, in un certo senso, da quella legge li estrànea o, meglio, li mette “al riparo”, ossía li protegge, li allontana dai possíbili, anzi probàbili guai del maltempo cui, invece, sono sacrificati i bambini. Lex, dura lex, sed lex. Ma che bravi! Ma che buon esempio, nella vita! Una volta c’era anche l’ebreo, contro il quale c’era anche la legge dei forti. E la storia è andata avanti, nel tempo, ma concretamente, con la loro legge che ha avvelenato quel tempo e ha ferito l’umanità, per la loro nazística visione. S’è fatta avanti con il loro concetto di “razza” che, purtroppo, balena ancor oggi, nel terzo millennio, se bene ci guardiamo intorno. La distinzione è naturale, ma la separazione, la so ...

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