Archivio

Archivio

In questa categoria troverai tutti gli articoli scritti fino Marzo 2026

Trovati volatili positivi al virus della febbre del Nilo a Sardara, Serramanna e Samassi

Dopo che a fine settembre è stato riscontrato in alcune carcasse di volatili trovate nel territorio di Sardara, Serramanna e Samassi, un sospetto di virus di Febbre del Nilo, la Assl di Sanluri ha dato il via ad ulteriori accertamenti ed inviato i risultati delle prime analisi effettuate in loco a Teramo, presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Abruzzo e del Molise, da cui la scorsa settimana è arrivata conferma di positività. Dalla Assl si è dunque ritenuto opportuno inviare tempestiva comunicazione ai sindaci di tutto il Medio Campidano, affinché potessero mettere al corrente i cittadini delle misure precauzionali da adottare per ridurre il rischio di trasmissione del virus e la proliferazione dei focolai di sviluppo delle zanzare vettori. “Tutto il territorio è in monitoraggio, sia per quel che riguarda i volatili abbattuti, che per quelli morti spontaneamente”, rassicura il dottor Enrico Vacca, responsabile del servizio di Sanità Animale. Per gli esseri umani non esistono ancora vaccini e non sono state sviluppate terapie specifiche, la malattia si combatte solo in modo sintomatico, curando quindi i sintomi singolarmente. Anzi, su 100 persone infette, solo 20 sviluppano l’infezione manifestando sintomi simili a quelli di un’influenza. In meno dell’1% dei casi, si sviluppa una sintomatologia neurologica che può portare alla morte. Specifica attenzione devono porre le persone anziane, chi ha le difese immunitarie particolarmente basse o chi è già indebolito a causa di altre malattie. Fino ad ora in Sardegna sono comunque stati registrati pochi casi di infezione ad esseri umani: a Terralba, Tramatza ed Arborea, dove il bollettino dell'Istituto superiore di Sanità ha di fatto confermato la circolazione del virus sia nell'uomo che nell'animale/vettore. Ma è ormai allertata tutta l’isola. LENTE D’INGRANDIMENTO SULLE DONAZIONI DI SANGUE A seguito della conferma dei sospetti, la Assl ha provveduto ad inviare comunicazione anche ai servizi medici, in modo da poter consigliare le giuste misure di prevenzione; inoltre, una nuova precauzione dovrà essere presa per quel che riguarda le donazioni di sangue: un’analisi che consenta di verificare se il virus sia presente o meno nel sangue donato. Infatti, se al momento il contagio si verifica solo a seguito della puntura di una zanzara infetta (ovvero che abbia contratto il virus da un uccello migratore o da un equide a sua volta infetto), lo stesso non è possibile da un essere umano ad un altro se non attraverso trasfusioni di sangue e trapianto di organi o tessuti provenienti da persone infette. Il sangue verrà quindi opportunamente controllato. L’ORDINANZA DEL SINDACO Per informare la cittadinanza, il Comune di Sardara ha già emanato un’ordinanza ad hoc volta a comunicare tutta una serie di precauzioni che privati cittadini, commercianti e responsabili di cantieri dovranno adottare ai fini di limitare qualsivoglia rischio. Il Comune provvederà altres ...

I sindacati: “Chiediamo tempi certi per il nuovo ospedale”

Tutti uniti per chiedere tempi certi sulla realizzazione del nuovo ospedale di San Gavino Monreale già finanziato dal ministero dello sviluppo economico con uno stanziamento di 68 milioni di euro. A chiedere chiarezza e fatti concreti sono i sindacati confederali (Cgil, Cisl e Uil) del Medio Campidano che da anni seguono in prima linea la vertenza per la realizzazione della nuova struttura da 200 posti che sorgerà accanto all’ospedale attuale. In più ora a tenere tutti col fiato sospeso c’è la richiesta di liquidazione della società Condotte, azienda madre a cui fa capo la ditta toscana “Inso” che ha vinto l’appalto per il nuovo ospedale. I sindacati invitano alla mobilitazione come ricorda Edoardo Bizzarro, segretario territoriale della Cisl: «La Assl di Sanluri e l’assessorato regionale alla sanità hanno presentato lo scorso novembre il progetto del nuovo ospedale ma ad oggi regna la massima incertezza su tutto: non sappiamo quando inizieranno i lavori, se l’iter burocratico è terminato. Chiediamo al direttore della Assl Antonio Onnis, al direttore dell’Ats regionale Fulvio Moirano e all’assessorato regionale alla sanità chiarezza sui tempi di avvio dei lavori. Siamo molto preoccupati perché, al di là delle mura, il nuovo ospedale deve partire con tutte le professionalità previste. Chiederemo subito anche rassicurazioni al ministero dello sviluppo economico». Di qui un invito alla mobilitazione: «Lanciamo un appello ai sindaci, agli amministratori locali del Medio Campidano e della Marmilla e alle associazioni – aggiunge Edoardo Bizzarro - perché tutti insieme facciamo un fronte comune per vedere la nascita del nuovo ospedale. La popolazione invecchia sempre di più e i cittadini del Medio Campidano non devono essere considerati di serie B rispetto ad altri. Per il nuovo ospedale siamo pronti alla mobilitazione e a scendere in piazza per farci sentire». Sulla stessa linea Mario Sollai, segretario territoriale della Uil: «La Asl non ci ha dato una tempistica precisa di inizio dei lavori. Nell’attuale ospedale molti reparti sono in sofferenza: solo il nuovo ospedale permetterà di  garantire un servizio sanitario in ambienti idonei. In più ci sarà una ricaduta positiva per le imprese del territorio». In prima linea anche Gigi Marchionni, segretario uscente territoriale della Cgil: «L’ospedale è l’ultimo baluardo della provincia che non c’è più e il  nuovo nosocomio va difeso insieme ad altri servizi. Il nostro territorio deve rimanere nella sua centralità come Medio Campidano in modo che i servizi non vengano tolti o decentrati nella nuova provincia del Sulcis Iglesiente». In questa vicenda  non è chiaro quanto la Inso  si possa svincolare dall’azienda madre “Condotte”. Insomma lotta dura senza paura per chiedere il diritto alla salute per tutti i cittadini del Medio Campidano e della Marmilla. Gian Luigi Pittau ...

Vai a tutti i contenuti