Archivio
In questa categoria troverai tutti gli articoli scritti fino Marzo 2026
Slow Food ripremia la Locanda dei Buoni e Cattivi sostenuta dalla Fondazione Domus de Luna
Esiste una realtà, in Sardegna, che tende le mani, assiste e interviene laddove il disagio sociale e la povertà culturale sono una piaga da arginare e lenire, laddove le possibilità negate inducono ad una esistenza di affanni e di apnee. Esiste una realtà che si chiama Fondazione Domus de Luna che, dal 2005, si prende cura delle persone (bambini, ragazzi e adulti) in difficoltà che non chiedono altro se non un riscatto sociale e personale. Attraverso l’impegno e la dedizione, il lavoro e la costanza di questi anni di attività, Domus de Luna, la luna l’ha raggiunta davvero. Partendo dal basso, partendo da un sogno e senza navicella spaziale. Ha raggiunto la luna attraverso chi ci ha creduto, chi con il suo supporto ha ritrovato se stesso, attraverso i numerosi riconoscimenti ottenuti. Di tutto questo lavoro, ce ne parla il Presidente della Fondazione Ugo Bressanello. Tra le tante attività, ce n'è una, nuova, che incanta i sensi soprattutto gusto, olfatto e vista. Ammirevole per la filosofia giusta e sensibile su cui si fonda (e non solo per questo), è stata premiata di recente con un importante riconoscimento motivo di orgoglio non solo per la Fondazione ma anche per i clienti e per la Sardegna intera. A Lei l'onore di parlarne. «La Locanda dei Buoni e Cattivi è nata perché ci fosse un dopo migliore, un’inclusione sociale e lavorativa. Era inizialmente un ristorante con camere e appartamenti in cui persone in situazioni di grave disagio e fragilità potevano cercare il proprio riscatto, attraverso un lavoro che restituiva senso e dignità. Oggi è ben di più. E’ divenuta una cooperativa che in autonomia e con grande responsabilità dei soci lavoratori usa il sostegno di Domus de Luna per aprire nuove opportunità di impiego e conta ormai quasi 40 persone, di cui la maggioranza con contratto a tempo indeterminato. Il tutto mentre continuano a piovere riconoscimenti per un servizio che è orientato alla qualità e all’etica, dalla scelta degli ingredienti al modo in cui vengono lavorati, dalla filosofia che orienta i rapporti di lavoro al sorriso per i clienti, che è naturale e non forzato quando si lavora felici. L’ultimo premio vinto è particolarmente importante, perché conferma la Chiocciola dello Slow Food già conquistata l’anno scorso. Sono pochi i locali in Italia e pochissimi in Sardegna che possono vantare questo riconoscimento, nessuno è un’impresa sociale come la Cooperativa dei Buoni e Cattivi. Contro l’assistenzialismo e la carità pelosa, non c’è modo migliore per testimoniare che si può lavorare e vivere diversamente, meglio». Fondazione Domus de Luna è una realtà fatta di tante cose: di persone, intenti e attività, di vicinanze, di rinascite e speranze. Cosa è nello specifico, lo racconteremo, ma volevo chiederLe, com'è nata l'idea, il progetto? «L’idea era quella di creare una nuova comunità di accoglienza e cura per bambini che sono costretti a vivere fuori dalla propr ...
Leggi di piùI sindacati: “Chiediamo tempi certi per il nuovo ospedale”
Tutti uniti per chiedere tempi certi sulla realizzazione del nuovo ospedale di San Gavino Monreale già finanziato dal ministero dello sviluppo economico con uno stanziamento di 68 milioni di euro. A chiedere chiarezza e fatti concreti sono i sindacati confederali (Cgil, Cisl e Uil) del Medio Campidano che da anni seguono in prima linea la vertenza per la realizzazione della nuova struttura da 200 posti che sorgerà accanto all’ospedale attuale. In più ora a tenere tutti col fiato sospeso c’è la richiesta di liquidazione della società Condotte, azienda madre a cui fa capo la ditta toscana “Inso” che ha vinto l’appalto per il nuovo ospedale. I sindacati invitano alla mobilitazione come ricorda Edoardo Bizzarro, segretario territoriale della Cisl: «La Assl di Sanluri e l’assessorato regionale alla sanità hanno presentato lo scorso novembre il progetto del nuovo ospedale ma ad oggi regna la massima incertezza su tutto: non sappiamo quando inizieranno i lavori, se l’iter burocratico è terminato. Chiediamo al direttore della Assl Antonio Onnis, al direttore dell’Ats regionale Fulvio Moirano e all’assessorato regionale alla sanità chiarezza sui tempi di avvio dei lavori. Siamo molto preoccupati perché, al di là delle mura, il nuovo ospedale deve partire con tutte le professionalità previste. Chiederemo subito anche rassicurazioni al ministero dello sviluppo economico». Di qui un invito alla mobilitazione: «Lanciamo un appello ai sindaci, agli amministratori locali del Medio Campidano e della Marmilla e alle associazioni – aggiunge Edoardo Bizzarro - perché tutti insieme facciamo un fronte comune per vedere la nascita del nuovo ospedale. La popolazione invecchia sempre di più e i cittadini del Medio Campidano non devono essere considerati di serie B rispetto ad altri. Per il nuovo ospedale siamo pronti alla mobilitazione e a scendere in piazza per farci sentire». Sulla stessa linea Mario Sollai, segretario territoriale della Uil: «La Asl non ci ha dato una tempistica precisa di inizio dei lavori. Nell’attuale ospedale molti reparti sono in sofferenza: solo il nuovo ospedale permetterà di garantire un servizio sanitario in ambienti idonei. In più ci sarà una ricaduta positiva per le imprese del territorio». In prima linea anche Gigi Marchionni, segretario uscente territoriale della Cgil: «L’ospedale è l’ultimo baluardo della provincia che non c’è più e il nuovo nosocomio va difeso insieme ad altri servizi. Il nostro territorio deve rimanere nella sua centralità come Medio Campidano in modo che i servizi non vengano tolti o decentrati nella nuova provincia del Sulcis Iglesiente». In questa vicenda non è chiaro quanto la Inso si possa svincolare dall’azienda madre “Condotte”. Insomma lotta dura senza paura per chiedere il diritto alla salute per tutti i cittadini del Medio Campidano e della Marmilla. Gian Luigi Pittau ...
Leggi di più