La determinazione della giovane sindaca di San Giovanni Suergiu, Elvira Usai, ha dato il via a un progetto di rinascita e valorizzazione del territorio e dei suoi prodotti tipici. Con l'arrivo di novembre è iniziata la semina della cipolla. Sì proprio di questa pianta bulbosa, in passato considerata alimento dei poveri che torna a pieno diritto prepotentemente alla ribalta. L'idea della prima cittadina sulcitana, fatta propria dal "Comitato per la Biodiversità", ha creato un notevole interesse nella popolazione che si è attivata per acquisire informazioni mirate al recupero dei preziosi semi e per raccogliere testimonianze dagli "anziani saggi" sulla cipolla autoctona di questo territorio, della quale si erano perse le tracce, i semi ma non la memoria.
Tutto il lavoro si è concretizzato in un disciplinare per la coltivazione, la promozione e la vendita. Ancora grazie all'intervento dell'amministrazione comunale sono stati individuati dei terreni nei quali mettere a dimora "il piccolo tesoro ritrovato". Il grande lavoro e l'impegno profuso sono stati compensati con il riconoscimento, da parte del Ministero delle Politiche Agricole, della certificazione di Prodotto Agroalimentare Tradizionale alla "Cipolla di San Giovanni Suergiu". Al fine di tutelare il prodotto da possibili "taroccamenti" con velocità da centometrista, la sindaca ha disegnato e registrato il marchio che è stato assegnato ai produttori certificati. La cipolla è salva e vola al Salone del Gusto di Torino. Dal punto di vista culinario il prodotto "nobilitato" ben si accosta con il tonno, le uova o nella più classica focaccia ripiena e cotta nel forno a legna "pani cun cibudda". Molto interesse viene manifestato dagli chef non solo sardi e da proposte di collaborazione da parte di aziende di trasformazione. Per la giovane sindaca è un sogno che giorno dopo giorno si realizza «il nostro obiettivo è quello di vedere i campi, ora abbandonati, nuovamente coltivati magari dai nostri emigrati che rientrano nell'isola. Per questo crediamo nello sviluppo locale, nella valorizzazione dei nostri prodotti tipici e nelle mani sapienti di chi vuole mantenerle attuali e farle conoscere». Forse è arrivato il momento di considerare la cipolla PAT di San Giovanni Suergiu un prodotto di nicchia.
Maurizio Onidi
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