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In questa categoria troverai tutti gli articoli scritti fino Marzo 2026

Dal mosto al vino: cenni sul processo della fermentazione alcolica

Lungi da noi la pretesa di voler proporre un nuovo trattato di enologia ci limiteremo, piuttosto, a suggerire alcuni aspetti della fermentazione alcolica, a favore di quanti, per tradizione consolidata, sono soliti trasformare direttamente in azienda le uve prodotte, per il soddisfacimento dei fabbisogni familiari. In proposito, vogliamo sfatare subito una delle più radicate convinzioni popolari, secondo cui il processo di fermentazione alcolica sarebbe fortemente condizionato dall'incidenza lunare. Ciò è privo di qualunque fondamento tecnico-scientifico. Lo dimostrano le eccellenti caratteristiche delle produzioni conseguite dai grandi impianti enologici i quali, nonostante operino prescindendo dalle diverse fasi lunari a causa della grande quantità di uva da lavorare, salvo che non s’ipotizzi che queste, fra i vari accorgimenti tecnologici adottati, inseriscano anche un ipotetico sistema capace di annullare l’influenza astrale Ciò premesso, precisiamo subito che la “Fermentazione alcolica” rappresenta in processo bio-chimico attraverso il quale, grazie alla laboriosità dei “Saccaromiceti”, lo zucchero contenuto nel mosto viene trasformato in alcol etilico e anidride carbonica. Tale processo è condizionato da una miriade di fattori che, in estrema sintesi, cercheremo di analizzare. Fra i tanti, la qualità dell’uva rappresenta un fattore indispensabile per il corretto compimento del processo di fermentazione, poiché capace di generare un mosto nel quale i vari elementi costitutivi siano presenti nelle giuste proporzioni: -acqua 70/85%:; -zuccheri 12/25%; -acidi (malico,tartarico e citrico) 5/8%; -sostanze azotate: 100/1000 mg/L; -sostanze coloranti; -sostanze minerali: 1/3 gr./L; -lieviti; -enzimi; -vitamine; -muffe. La presenza dei suddetti elementi in rapporto armonico, oltre che dalle condizioni fitosanitarie dell’uva, dipende molto dall’epoca di vendemmia. A tal proposito, premesso che il tenore in acidità fissa del mosto, influenza favorevolmente il processo di fermentazione, determinando altresì apprezzabili caratteristiche al vino ne consegue che, questa, riveste particolare importanza. La vendemmia, perciò, andrebbe fatta nel momento in cui si realizza il rapporto ottimale fra zuccheri e acidità fissa, tenendo sempre presente il fatto che con l’aumentare della gradazione zuccherina diminuisce progressivamente il tenore in acidi i cui valori, pari a circa 30 grammi/litro nella fase d’invaiatura, si riducono a soli 4/5 grammi/litro in fase di avanzata maturazione. In buona sostanza, quindi, a un mosto con alta gradazione zuccherina corrisponde un basso tenore in acidità fissa; conseguentemente, a un’alta gradazione zuccherina del mosto, corrisponde in genere un alto grado alcolico del vino prodotto, ma con caratteristiche qualitative inferiori rispetto a quello che si produrrebbe in presenza di un giusto tasso di acidità. In ogni caso, la correzione del tenore in acidi, al contrario di quello zuc ...

“Villamar nella storia”: una giornata di studio sull’archeologia del paese

Nella casa maiorchina, si è svolto un seminario dove si è discusso di archeologia locale. [caption id="attachment_25808" align="alignleft" width="583"] L'archeologa Elisa Pompianu[/caption] A organizzare l’evento, patrocinato dal Comune, è stata l’archeologa Elisa Pompianu nell’ambito della missione archeologica nella necropoli punica col patrocinio dell’amministrazione comunale e in collaborazione con il Dissuf dell’Università di Sassari. Per l’occasione tanti esperti del settore hanno presentato i risultati di alcuni studi sull’archeologia del territorio e approfondito questioni storiche e culturali riguardanti il contesto locale, fra questi: Giacomo Paglietti, Michele Guirguis, Chiara Pilo, Gianni Murgia e Gabriele Carenti. «L’obiettivo di questa giornata - spiega Elisa Pompianu - è stato quello di coinvolgere la popolazione per fare un resoconto sull’archeologia locale. I relatori hanno tracciato una panoramica delle peculiarità del territorio partendo dalla preistoria, passando per il medioevo sino ai giorni nostri. Siamo soddisfatti di quanto fatto e del grado di apprezzamento mostrato dai presenti». La giornata, dopo le presentazioni degli esperti, è quindi proseguita nel pomeriggio con una visita guidata all’area archeologica della necropoli punica. Nell’occasione in tanti si sono chiesti quando questa, finalmente sarà resa fruibile ai visitatori visto che, le campagne di scavo vanno avanti da parecchi anni, ma, solo in occasioni particolari, è possibile visitarla. Sulla questione ha voluto dire la sua il sindaco Fernando Cuccu: «L’apertura della necropoli è un obiettivo della nostra amministrazione; siamo consapevoli che, data l’immane ricchezza di elementi storico-culturali che essa racchiude, potrebbe trasformarsi in un volano economico in chiave turistica per il paese. La fruibilità passa però attraverso un progetto più ampio che riguarda, oltre alla necropoli stessa, anche la sistemazione della piazza dell’ex Comune, il futuro box office adiacente e, parallelamente, alcuni lavori del monte granatico: per far questo siamo in attesa di un finanziamento di cui, siamo fiduciosi, dovremmo a breve saperne di più». Simone Muscas ...

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