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Come cambiano i b&b in Sardegna con le nuove regole

Nuove direttive per i bed and breakfast con la classificazione in stelle e l’esposizione del segno distintivo. Ad approvarle nell'ultima seduta è la Giunta regionale con una delibera proposta dall’assessore del Turismo, Artigianato e Commercio Barbara Argiolas. Classificazione in stelle. «La novità più importante introdotta con questa delibera», afferna Barbara Argiolas, «è l’obbligo di classifica per i b&b: in accordo con la normativa nazionale e secondo quanto previsto dalla legge sul turismo è prevista la classificazione da 1 a 3 stelle in relazione al possesso di requisiti e dotazioni minime che andranno autocertificati dai gestori. Il segno distintivo da apporre all’esterno della struttura riporterà il numero delle stelle e dovrà essere usato nella promozione e commercializzazione delle attività». In Sardegna sono circa 2500 i b&b registrati con un’offerta di oltre 11 mila posti letto secondo i dati 2017 Sired. Con la legge 16 del 2017 si è introdotto lo Iun (Identificativo Unico Numerico) insieme al registro regionale dell’extra alberghiero così da aiutare ad avere un quadro più veritiero delle strutture attive sul territorio oltre che rafforzare la lotta all’abusivismo e l’emersione del sommerso. Con le modifiche del luglio scorso sono state tutelate la condivisione degli spazi e della vita familiare con l’ospite propria dei b&b così da permettere ai gestori di servire ai propri ospiti una prima colazione fatta in casa senza dover ricorrere ai preconfezionati industriali e senza ulteriori complicazioni. Ora le direttive di attuazione approvate dalla Giunta disciplinano le caratteristiche, i requisiti, le modalità strutturali e di esercizio di questa categoria di strutture ai fini della loro apertura e gestione. Riproduzione riservata   ...

I nuovi nati vegetali nelle campagne sarde: Nuraghe, Shardana e Pratosardo

Si chiamano Nuraghe, Shardana e Pratosardo le nuove varietà vegetali nate dalle sperimentazioni sul miglioramento genetico portate avanti prima in laboratorio e poi in campo dai ricercatori dell’Agenzia regionale Agris Sardegna e presentate oggi alla stampa e agli agricoltori alla presenza del presidente Francesco Pigliaru e dell’assessore dell’Agricoltura Pier Luigi Caria nell’azienda Agris di San Michele tra i territori di Ussana e Donori. Nuraghe e Shardana sono due nuove varietà di grano duro mentre Pratosardo (chiamata così per il nome della località dove è stata coltivata alle porte di Nuoro) è una nuova varietà di medica poliforma. Le tre new entry del panorama agricolo isolano sono state iscritte da Agris nel Registro Nazionale Varietale italiano. L’iscrizione nel Registro Nazionale Varietale permetterà, nel caso del grano duro, di mettere a disposizione degli agricoltori sardi grani di ottima potenzialità produttiva e di qualità tale da soddisfare la domanda di grani duri locali per sostenere la crescente richiesta di pani e pasta da filiera corta. Nel caso della medica polimorfa Pratosardo gli agricoltori e allevatori sardi potranno fruire di sementi di alta qualità in grado di ridurre la dipendenza da mangimi di provenienza esterna oltre a offrire agli industriali sementieri regionali una ulteriore e importante opzione commerciale per la quale è prevista nei prossimi anni una domanda in forte crescita. Karalis: esempio virtuoso di una varietà di grano duro tutta sarda. Per selezionare una nuova varietà di grano sono necessari dai 10 ai 12 anni di lavoro partendo dall’incrocio fino all’iscrizione finale nel Registro varietale. A Ussana, da oltre 10 anni, è stata selezionata da Agris la varietà Karalis: attualmente la più coltivata in Sardegna. Dal 2003 al 2017 sono stati prodotti 80.185 quintali di seme certificato di Karalis. Quindi, nello stesso periodo, sono stati prodotti oltre 1milione e 600 mila quintali di grano duro di tale varietà per l’ammasso. Ciò significa che su una produzione media in Sardegna di 7 milioni di quintali almeno 1 quintale su 7 è rappresentato dalla varietà Karalis. Riproduzione riservata ...

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