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Nasce la rete tra le aree naturali protette della Sardegna

[caption id="attachment_27636" align="alignnone" width="405"] Immagine di trekking a Monte Arcosu[/caption] Nelle intenzioni della Regione si vuole così rafforzare la collaborazione con i due parchi nazionali, i quattro regionali e le sei aree marine protette della Sardegna. Nell'isola le aree protette sono estese quasi 45 mila ettari a terra e più di 80 mila ettari a mare attraverso il pieno coinvolgimento delle comunità locali per la nascita dei nuovi parchi regionali di Tepilora e Gutturu Mannu nel 2014 . La firma del protocollo con tutti i soggetti è arrivata oggi a Alghero a conclusione della prima conferenza regionale delle aree protette. “Con la Rete tra le aree naturali protette della Sardegna”” spiega l’assessore regionale all’Ambiente Donatella Spano, “ scegliamo un innovativo approccio di governance inclusiva e partecipata sul territorio regionale con scambio di buone pratiche per affrontare più efficacemente le criticità”. Le risorse a disposizione  non sono più su base annuale ma bensì pluriennale e raddoppiano da 300 mila a 600 mila euro già a partire dal 2018. In totale, nell’ultimo quadriennio la Regione ha erogato oltre 8 milioni di euro di risorse del bilancio regionale. Con le risorse della programmazione europea 2014-2020 si è riusciti a finanziare interventi di tutela e valorizzazione delle aree naturali protette per oltre 60 milioni di euro. ...

Chiesa di San Nicolò: due teste in marmo di Filippo II

“… questo per lo sbocco in angolo della piazza, era già entrato nella via corta ed angusta di Peschiera vecchia; e di là, per quell’arco a sbieco, nella piazza de mercanti. Quivi erano ben pochi che nel passar dinanzi alla nicchia che taglia verso il mezzo dell’edificio chiamato allora il collegio dèi dottori, non dessero su un’occhiatina alla grande statua che  campeggiava, a quella cera seria, burbera, aggrondata, e dico poco di Don Filippo II, che anche dal marmo imponeva un non so che di rispetto,e con quel braccio teso, pareva fosse in procinto di dire: son qua io marmaglia”. In questo celebre passo de I Promessi Sposi  (quello sull’assalto ai forni), Alessandro Manzoni  tratteggia brevemente, ma efficacemente il Re di Spagna Filippo II d’ Asburgo (1527-1598). Figlio dell’Imperatore Carlo V sul cui dominio non tramontava mai il sole, Filippo fu educato da grandi precettori di cultura spagnola, e iniziato al governo e al potere fin dall’adolescenza, finché nel 1556 grazie all’abdicazione di suo padre divenne signore assoluto della Spagna, dei Regni collaterali e dei possessi americani. [caption id="attachment_27594" align="alignleft" width="300"] Filippo II[/caption] Di carattere schivo,  severo e animato da puro zelo religioso il Rey Prudente dovette suo malgrado vivere in un perenne stato di guerra contro i numerosi nemici che da ogni dove si levavano contro di lui. A cominciare dal fronte interno  dove soffocò energicamente la ribellione Aragonese e quella dei Moriscos, in Italia dovette fronteggiare in armi le pretese del re di Francia, nel mediterraneo pur riuscendo a sconfiggere l’armata musulmana a Lepanto (1571), non debellò definitivamente la pirateria, nelle Fiandre l’esercito spagnolo si impelagò in una guerra di logoramento senza fine, il confronto a distanza con l’Inghilterra fece naufragare il sogno di fare della Spagna una potenza navale, col disastro della Invencible Armada. Strenuo difensore della  Santa Religione Cattolica fu animatore della Controriforma e del Tribunale dell’Inquisizione, contro le eresie luterane e calviniste. Pur rinunciando alla corona imperiale, il dominio spagnolo raggiunse il massimo dell’espansione con l’acquisizione del Portogallo e dei suoi domini americani, e la conquista delle Filippine. Le spese militari finirono per assorbire le pur ingenti ricchezze provenienti dall’America costringendo il sovrano a indebitarsi pesantemente coi banchieri genovesi e tedeschi, obbligandolo perfino a dichiarare il fallimento per tre volte. Amante delle arti e delle lettere protesse i maggiori artisti dell’epoca creando i presupposti per lo straordinario siglo de oro, quale è ritenuto il secolo XVII. Sul piano umano al di la delle esagerazioni negative dei suoi nemici, fu affabile, introverso, rispettoso, animato sempre da una fede ferma  e zelante. Ebbe quattro mogli, tutte premortegli, che gli diedero pochi figli tra cui Filippo III che gli succedette. ...

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